bergamocontrolomofobia@yahoo.it

L’ARTE CHE FA PAURA

Comunicato

Il giorno 25 aprile 2016 tre artisti bergamaschi hanno realizzato tre murales contro l’omo-transfobia per conto dell’associazione Bergamo contro l’omofobia. I graffiti in questione erano risultati vincitori in occasione del concorso indetto durante la sesta edizione del torneo di calcio a 7 Scendi in campo contro l’omofobia e, tra i premi, era stata appunto promessa la realizzazione degli stessi sui muri della città. Muniti di regolari permessi comunali, il 25 aprile – data non casuale, dato che si tratta della festa della liberazione d’Italia dal regime fascista – Wiz Art, Shoes Arts e GB Leoni hanno realizzato le loro opere in via Corridoni, per conto dell’associazione.
Oggi, domenica 8 maggio, siamo costretti a segnalare che i graffiti sono stati vandalizzati da ignoti.
La spesa investita nella realizzazione dei pannelli e successivamente dei murales è costata una cifra considerevole alle casse dell’associazione, fondi raccolti grazie al contributo dei partecipanti al torneo dell’anno scorso e a tutte le persone di buon cuore che con le loro offerte hanno aiutato e aiutano Bergamo contro l’omofobia, associazione di promozione sociale senza scopo di lucro, a realizzare i suoi progetti destinati alla cittadinanza.

Consapevoli che l’arte di strada è soggetta a un costante mutamento, ci aspettavamo che l’ignoranza e la paura colpissero di notte, incappucciate, senza essere seguite da una rivendicazione e un dibattito aperto e argomentato. Forse non ci aspettavamo però che il danno arrivasse addirittura prima che i graffiti stessi fossero ultimati. Questo fatto – oltre alle precedenti vandalizzazioni che hanno colpito le opere del writer bergamasco Il Baro e, ancora una volta, di Wiz Art, solo perchè rappresentavano un messaggio antirazzista e contro la violenza sulle donne – sottolinea con ancor più veemenza la necessità che sempre più messaggi contro l’omo-transfobia riempiano le vie, le piazze e i luoghi della città di Bergamo, costantemente ferita da intransigenti estremisti che hanno il coraggio di agire solo a volto coperto.

Ciò dimostra infine l’enorme lavoro che ancora bisogna fare in questa città, nonché il fatto che il nostro compito, da 7 anni a questa parte, a quanto pare non si è ancora esaurito, perché una cultura della non discriminazione è sempre più necessaria in risposta a eventi del genere.

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà agli artisti le cui opere sono state rovinate e invitiamo la cittadinanza a fare lo stesso. Per quel che ci riguarda, continueremo la nostra battaglia con ancor più tenacia e determinazione, perché non è certo un po’ di censura dal volgare sapore neofascista a farci paura.

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torneo

L’associazione Bergamo contro l’omofobia è lieta di invitarvi alla settima edizione del torneo di calcio a sette Scendi in campo contro l’omofobia, che si terrà domenica 5 giugno dalle 9 alle 19.00 presso il centro sportivo Don Bepo Vavassori di Bergamo.

Anche quest’anno la manifestazione ha ottenuto il patrocinio del Comune di Bergamo e del Tavolo permanente contro l’omofobia.

Il torneo inoltre chiuderà il festival queer Divers@ da chi?, che si svolgerà presso il Pacì Paciana durante tutta la settimana, e che ha visto la collaborazione delle due realtà.

Il torneo è aperto sia a squadre femminili che maschili, per potersi iscrivere è sufficiente mandare una mail all’indirizzo bergamocontrolomofobia@yahoo.it specificando il nome della propria squadra e se è maschile o femminile. Il costo di iscrizione è di 60 euro a squadra e, insieme al resto del ricavato del torneo, andrà a coprire le spese organizzative della giornata e gli eventi futuri dell’associazione. (scadenza iscrizioni: 20 maggio).

In questa occasione premieremo i racconti vincitori del concorso letterario Coming Out: forse non tutti sanno che…, con relativa consegna dei premi e letture dal vivo. Vi invitiamo a prendere visione del regolamento e a partecipare! (scadenza: 24 maggio).

Tra gli ospiti della giornata ci saranno le Crimson Vipers, la squadra bergamasca di Roller Derby, che presenteranno il docufilm In the Turn. Seguirà dibattito aperto.

Oltre alle realtà già citate, potrete interfacciarvi con le altre associazioni del territorio, presenti con stand e attività per tutti i gusti. Tra le altre ci sarà la LAV, con la quale stiamo collaborando per il progetto Molte razze una sola specie.

Servizio bar, punto ristoro e musica attivi per tutto il giorno.

Impossibile mancare, vi aspettiamo!

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Siamo lieti di invitarvi alla terza edizione del festival LGBTQI Divers@ da chi? organizzato dal c.s.a. Pacì Paciana in collaborazione con Bergamo contro l’omofobia.

Dal 31 maggio al 5 giugno si alterneranno realtà del territorio e non, spettacoli teatrali, dibattiti, incontri, spazi gioco e aggregativi, karaoke, tornei di calcio balilla e appuntamenti culturali, culinari e ludici, che termineranno proprio domenica 5 giugno, in occasione del nostro torneo di calcio a sette Scendi in campo contro l’omofobia, giunto ormai alla sua settima edizione.

Madrina del festival sarà l’attore, conduttore radiofonico, scrittore e comico

FABIO CANINO!

Di seguito il programma dettagliato:

⚥ Martedì 31 maggio
Ambrosia presenta ANA-SUROMAI
Mostra fotografica e laboratorio creativo
Evento gratuito

⚥ Mercoledì 1 giugno
TANGAY – tango queer argentino
Laboratorio di tango a numero chiuso (max 40 persone)
Info e prenotazioni: ballolibero@anche.no
Evento gratuito

⚥ Giovedì 2 giugno
BERGAMO RAINBOW
Torneo di biliardino e Karaoke con Laura Fagioli
Info e prenotazione: balilla@anche.no
Costo a squadra: 5€

⚥ Venerdì 3 giugno
Ore 19
IL PORCO AL LAVORO
Presentazione del libro “Toglimi le mani di dosso”
di Olga Ricci
c/o Macondo bibliocafe, via Moroni 16 Bergamo
Evento gatuito

Ore 23
LA ROBOTERIE
Techno queer project
Ingresso: 5€

⚥ Sabato 4 giugno
Never Ending Saturday
giornata di incontri, dibattiti, spettacoli e musica

➽ Ore 14:30
Apertura cancelli

➽ Ore 15
IL GIOCO DEL RISPETTO
“Pari o dispari? Il gioco del rispetto” è un progetto voluto da un gruppo di lavoro privato, fortemente convinto dell’importanza di anticipare il più possibile l’insegnamento al rispetto di genere.

➽ Ore 15:30
PARIQUAL
Equal Opportunity games: giochi per crescere bambine e bambini consapevoli delle differenze e delle pari opportunità.

➽ Ore 16:00
PLUS ONLUS
La prima organizzazione italiana di persone LGBT sieropositive.

➽ Ore 16:30
Rete Lenford e Famiglie Arcobaleno
L’Avvocatura per i diritti LGBTI discuteranno con noi il progetto di genitorialità insieme all’associazione Famiglie Arcobaleno.

➽ Ore 17
AIUTO DONNA
Presentazione del Progetto Scuola

➽ Ore 17.30
WHAT IS PRIVILEGE?
Un laboratorio di riflessione sui privilegi, per persone “coraggiose”.

➽Ore 20
CENA AFRODISIACA
a cura dell’Osteria Lo Strozzapreti
Prenotazione: afrodisiaca@anche.no
Costo: 13€

➽ Ore 21:30
“MI CHIAMO EGON: diario di un transessuale”
di Egon Botteghi e Laura Rossi con Laura Rossi
Monologo teatrale
Ingresso: 3€

➽ Ore 23:30
Pink Violence Squad
I padrini della musica trash orobica…
Ingresso: 3

⚥ Domenica 5 giugno
VII edizione “SCENDI IN CAMPO CONTRO L’OMOFOBIA”
Torneo di calcio a sette maschile e femminile
info e prenotazioni: bergamocontrolomofobia@yahoo.it
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Tutti i giorni alle 19 aperitivo mangereccio ad offerta libera

Sabato 4 giugno
dalle 15.30
SPAZIO GIOCO e proiezione gratuita di KUNG FU PANDA 3
BANCHETTI INFORMATIVI e vendita GADGET

Ad esclusione degli eventi indicati, la programmazione si svolgerà presso il c.s.a. Paci Paciana, via Mario Cermenati (ex via Grumello 61/c) Bergamo.

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Divers@ da chi? Il Festival LGBQT bergamasco, alla sua terza edizione, aprirà le porte il 31 maggio e si chiuderà il 5 giugno. 6 giorni per dibattere, dialogare, confrontarsi, mettersi in gioco, ridere, bere, mangiare, ballare, cantare, riflettere, approfondire.

Sei giorni in cui si alterneranno, nello spazio del C.S.A. Pacì Paciana, numerose realtà che porteranno il loro contributo in ambito di diritti. In una società dove parità e rispetto sono solo costrutti teorici o privilegi per pochi, sentiamo il bisogno di continuare il cammino impervio della decostruzione dell’eteronormatività. Le etichette sono abiti stretti per i nostri corpi e le nostre identità. Vogliamo avere il diritto di scegliere chi essere e cosa essere, liberamente, senza pregiudizio alcuno.

Quest’anno indagheremo il tema dell’educazione, in ogni suo ambito e in ogni sua forma.
Quando la politica contribuisce a dilatare le disparità, quando gli organi scolastici, negando spazi di confronto, permettono ad omofobi, sessisti e razzisti di agire indisturbati il loro odio, quando la genitorialità diventa l’emblema del binarismo, avente diritto di delega sulle questioni affettive/sessuali, è necessario fermarsi e ripartire dalle basi.
Educare al rispetto, alla dignità, alla parità, ai sentimenti, alle emozioni, alle differenze, all’affettività.
L’educazione passa attraverso il linguaggio, non solo verbale, attraverso il gioco, attraverso i piccoli gesti quotidiani.
Passa attraverso la scuola, la famiglia, l’ambito lavorativo, lo sport.

Ci mettiamo in gioco continuamente, ogni giorno.
La nostra è una lunga lotta quotidiana, fatta di piccoli gesti, semplici.
Noi, non abbiamo paura!

In che modo è possibile – se possibile – coniugare la lotta per l’autodeterminazione del corpo e del diritto umano con quella per la difesa degli animali? Quali connessioni esistono tra sfruttamento umano e animale? Come è possibile abbattere i muri del pregiudizio che allontanano animali umani (razzismo, omofobia, antisemitismo, misoginia) e animali non umani (specismo)?

Rifletteremo su queste domande insieme a LAV Bergamo nel corso di un ciclo di incontri dal titolo Molte razze, una sola specie.

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Come da locandina, gli incontri spazieranno dalla situazione palestinese alla detenzione umana (carcere) e animale (allevamento intensivo), fino ad arrivare alla condivisione di esperienze personali di discriminazione dal punto di vista di chi le vive sulla propria pelle quotidianamente: chi si converte all’Islam, chi è rom, chi ha dovuto migrare, chi è stata colpita perchè donna, chi è stat@ emarginato perchè transgender, chi è stat@ offeso perchè queer o omosessuale. Il tutto condito da cene etniche e musica balcanica.

Dall’altra parte si cercherà di decostruire insieme i pregudizi che si trovano alla base delle ostilità che spesso caratterizzano il mondo vegan (e talvolta anche antispecista in generale) nei confronti delle minoranze umane.

Critica decostruzionista queer e antispecismo: quali connessioni?

L’antispecismo viene definito come “un movimento filosofico, politico e culturale che si oppone allo specismo, all’antropocentrismo e all’ideologia del dominio. Come l’antirazzismo, l’antispecismo rifiuta la discriminazione arbitraria basata sulla presunta diversità razziale umana; esso respinge quella basata sulla specie e sostiene che la sola appartenenza biologica ad una specie diversa da quella umana non giustifichi eticamente il diritto di disporre della vita, della libertà e del lavoro di un essere senziente” (fonte: anarcopedia).

In questi ultimi anni l’antispecismo sta diventando sempre più parte integrante del discorso decostruzionista queer e femminista, grazie all’apporto critico di Rahbek Simonsen, Adams e Botteghi, tra altr*.

Rahbek scrive:

Veganismo e teoria queer sono compagni di strada, poiché entrambi sviluppano una critica alle spinte sociali normalizzanti.

I queer e i vegani ri-assegnano o negano schemi di esistenza che, nella maggior parte dei casi, dipendono dalla corporeità, che viene depotenziata e sottoposta alla presa di classificazioni sociali e culturali che decidono che cosa un ‘buon’ corpo debba fare, come debba apparire e che cosa debba desiderare.

L’alleanza fra queer e vegan proposta da Simonsen non è un semplice matrimonio di interesse o una sintesi superficiale tra istanze di cambiamento: si tratta, al contrario, di un rapporto da perseguire fino alla deflagrazione delle architetture su cui l’umano si è eretto. Qui è in gioco, né più né meno, il compito di destabilizzare l’idea stessa di categoria, a partire dallo scandalo che si realizza ogniqualvolta una persona si rifiuta di cibarsi di animali o di sottostare alle regole di genere, dichiarandosi in tal modo una forma-di-vita critica e creativa. I risultati di queste prese di posizione è dirompente proprio perché non mirano alla costituzione di nuove identità ‘forti’ (‘il vegano’, ‘il queer’), ma alla produzione di soggetti fluidi, complessi, e – per definizione – in divenire. In altre parole, ‘queer non è soltanto un’altra identità che può essere aggiunta a una lista di ordinate categorie sociali, né la somma quantitativa delle nostre identità. Piuttosto, è la posizione qualitativa di opposizione alle rappresentazioni di stabilità – un’identità che problematizza i limiti gestibili dell’identità. Queer è un territorio di tensione, definito contro la narrativa del patriarcato bianco-etero-monogamo, ma anche in base a un’affinità con tutti coloro che sono marginalizzati, oppressi e considerati l’Altro. (Anonymous Bastards, 2011)

Impariamo a mangiare secondo modalità che prevedono un addestramento all’insensibilità verso la tortura fisica e psicologica, il dolore, la paura e l’uccisione degli animali non umani.’ (Dell’Aversano). Ciononostante, dal punto di vista della società carnivora dominante, il veganismo è considerato strano, anzi queer. Diventare vegani è una risposta diretta ai meccanismi retorici della società antroponormativa ed è quindi indissociabile dai più recenti sviluppi (o riformulazioni) della teoria queer.”
Lo straniamento (queering) del veganismo implica ‘un incessante scardinamento di ciò che viene dato per scontato e la sistematica violazione di ciò che è considerato familiare.’ (Giffney e Hird).

L’aspetto così radicalmente disturbante del veganesimo queer è la sua capacità di ‘provocare infelicità rivelando le cause della stessa’ (Ahmed). Rifiutando i prodotti di origine animale, rendiamo più difficile agli altri ignorare ciò su cui si fonda il loro appagamento culinario: la brutalità dell’industria di sfruttamento degli animali e la loro complicità nella morte di milioni di non umani. Non è facile rimanere felici una volta posti di fronte a tale soverchiante sofferenza. Diventare vegani significa imparare, dovunque e sempre, a sfidare e a negare le norme dell’antropocentrismo.

Le relazioni tra politica e pratiche machiste e profondamente misogine, nonchè il calzante parallelismo tracciato tra sfruttamento animale e sfruttamento del corpo della donna, si possono rintracciare nel discorso critico della statunitense Carol J. Adams.

Di seguito un esempio della “politica sessuale della carne”:

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Per approfondire:

Relazioni o dominio? La convivenza tra le specie – Egon Botteghi, Intersexioni

Il potenziale queer del veganismo – Egon Botteghi, Intersexioni

Manifesto queer vegan, Rahbek Simonsen

The Sexual Politics of Meat, Carol J. Adams

concorso letterario

L’associazione Bergamo contro l’omofobia, in collaborazione con Sguazzi ONLUS, lancia un concorso letterario dal titolo Coming Out: forse non tutti sanno che…, destinato a chiunque voglia cimentarsi con l’arte del racconto.

L’idea del concorso nasce in seguito alla collaborazione tra Bergamo contro l’omofobia e Sguazzi iniziata nel 2015 in occasione della sesta edizione del torneo ci calcio a sette Scendi in campo contro l’omofobia e poi proseguita con il torneo di pallavolo del Campino, organizzato da Sguazzi. I fondi raccolti dall’associazione sono stati infatti destinati a Bergamo contro l’omofobia in forma di finanziamento del suddetto concorso letterario.

La ciclicità del progetto frutto di questa bellissima collaborazione sarà suggellata domenica 5 giugno, proprio in occasione della settima edizione di Scendi in campo contro l’omofobia, giorno in cui consegneremo i premi ai vincitori/vincitrici e leggeremo alcuni dei racconti in gara.

Che vinca il migliore/la migliore!

Concorso letterario

Coming Out: forse non tutti sanno che…

REGOLAMENTO

Art.1 – PROMOTORI

L’associazione di promozione sociale Bergamo contro l’omofobia in collaborazione con Sguazzi ONLUS istituisce un concorso di scrittura amatoriale per racconti brevi da titolo e tema Coming Out: forse non tutti sanno che…

Art. 2 – PARTECIPANTI

Il concorso è aperto a chiunque voglia prenderne parte, senza limiti di età.

Art. 3 – QUOTA DI PARTECIPAZIONE

L’iscrizione al concorso è completamente gratuita.

Art. 4 – ELABORATI

I partecipanti potranno presentare un solo elaborato di loro produzione e rigorosamente inedito. La lunghezza dei testi non dovrà superare le tre pagine Word/Open Office e i racconti dovranno essere redatti con carattere Times New Roman corpo 12. Il testo dovrà pertanto essere prodotto esclusivamente su supporto elettronico. I testi cartacei verranno esclusi dal concorso a priori.

Art. 5 – TEMA DEL CONCORSO

Nel mondo LGBT il coming out viene definito come il momento in cui la persona lesbica, gay o trans comunica a genitori, parenti, amici e/o colleghi la propria omosessualità o il proprio transgenderismo. Pertanto il coming out è spesso considerato un momento molto delicato, in quanto la persona che lo fa non può conoscere con esattezza la reazione che i suoi cari possono avere di fronte a tale dichiarazione, talvolta inaspettata.

Partendo da questo concetto, il tema del concorso è da intendersi in senso più vasto e generale: il coming out come rivelazione di qualcosa di sé che gli altri non sanno.

L’elaborato potrà pertanto essere autobiografico o di fantasia, in base all’interpretazione personale del tema proposto.

Art. 6 – MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

Ogni testo dovrà indicare nome e cognome dell’autore/autrice, un recapito telefonico e un indirizzo email e dovrà essere spedito all’indirizzo bergamocontrolomofobia@yahoo.it

Art. 7 – SCADENZA

Il racconto dovrà tassativamente essere inviato all’indirizzo soprastante entro e non oltre il 24 maggio 2016 ore 12.00. I testi pervenuti successivamente non verranno presi in considerazione.

Art. 8 – VALUTAZIONE

Tutti i lavori saranno sottoposti al giudizio di una giuria nominata dai promotori del concorso. La giuria determinerà una classifica basandosi sulla propria sensibilità artistica ed umana, in considerazione della qualità dello scritto, dei valori dei contenuti, della forma espositiva e dell’attinenza con il tema del racconto. Il giudizio della giuria sarà inappellabile ed insindacabile. I vincitori saranno informati attraverso una chiamata al numero di telefono indicato oppure con una email.

Art. 9 – PREMIAZIONE

La proclamazione dei primi tre classificati e la consegna dei premi avranno luogo nell’ambito della manifestazione sportiva SCENDI IN CAMPO CONTRO L’OMOFOBIA – VII EDIZIONE, che si svolgerà presso il centro sportivo Don Bepo Vavassori DOMENICA 5 GIUGNO 2016, dalle ore 9 alle ore 19.00. I vincitori verranno previamente contattati e allertati dall’associazione promotrice.

Art. 10 – PREMI

1° classificato/a: buono libreria del valore di 70 euro presso libreria Incrocio Quarenghi.

2° classificato: due carnet da 5 ingressi l’uno presso Auditorium Lab80, da attivare previo tesseramento (a carico dell’associazione Bergamo contro l’omofobia) a partire da settembre 2016 e della durata di un anno (scadenza settembre 2017).

3° classificato: buono aperitivo per 4 persone presso Macondo Biblio Cafè, via Moroni 16, Bergamo.

Inoltre, i racconti che susciteranno particolare interesse nella giuria saranno trasformati in letture espressive e/o piccoli spettacoli teatrali che verranno portati in scena nel corso di manifestazioni e incontri a cura dell’associazione Bergamo contro l’omofobia.

I premi dovranno essere ritirati personalmente dai vincitori, o, in caso di forzato impedimento, da comunicare e giustificare preventivamente alla segreteria organizzativa, da persona da loro designata e in possesso di una delega firmata.

Art. 11 – DIRITTI D’AUTORE

Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al concorso, cedono il diritto di pubblicazione al promotore del concorso senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore. I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli autori.

Art. 12 PUBBLICITÀ

Il concorso e il suo esito saranno opportunamente pubblicizzati attraverso la stampa ed altri media.

Art. 13 – VINCOLI

La partecipazione al concorso implica l’accettazione integrale del presente regolamento, senza alcuna condizione o riserva. La mancanza di una sola delle condizioni che regolano la validità dell’iscrizione determina l’automatica esclusione dal concorso letterario.

L’associazione promotrice:

Bergamo contro l’omofobia

bergamocontrolomofobia@yahoo.it

www.bergamocontrolomofobia.wordpress.com

tel. 3482829545

in collaborazione con:

Sguazzi ONLUS

Corpi incazzati

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Permesso, per favore.

Queste sono state le parole che per 30 anni abbiamo ripetuto ai nostri genitori, ai nostri parenti, ai nostri amici, ai nostri vicini di casa, ai nostri datori di lavoro, ai nostri parlamentari, chiedendo loro il permesso e il favore di esistere, defilati, silenziosi, in un angolino, senza recargli troppo disturbo o fastidio. Ed è la stessa identica cosa che stiamo facendo oggi con il DDLCirinnà, nella speranza di riuscire a beccare dalle mani di qualche senatore illuminato qualche briciola di dignità sociale e personale, lasciandoci sottomettere da un atteggiamento paternalistico e ambiguo, tipico di colui che mentre ti dà la pacca sulla spalla ti dice “Ci hai creduto veramente a sto giro, frocio di merda?”.

Ed è vero. Ci abbiamo creduto tutti e tutte a sto giro, quindi l’ennesimo colpo basso – seppur non del tutto inaspettato – ci ha messo al tappeto. Siamo diventati e diventate la merce di scambio di una tratta al ribasso che allieta tristi siparietti politici anacronistici, che oltre a non rappresentare il sentire comune europeo, non rappresentano più nemmeno quello italiano, come testimoniano i sondaggi e le statistiche, l’impegno di più di 400 personaggi noti appartenenti al panorama culturale e televisivo nazionale e le recenti campagne di marketing di ancor più note aziende. Le piazze sono piene, e non solo del nostro 10%, ma di centinaia di migliaia di persone eterosessuali che sostengono, accanto a noi, quella che a tutti gli effetti oggi possiamo chiamare una vera e propria battaglia.

Non siamo più disposti e disposte a stare a guardare mentre schiacciate la nostra individualità, i nostri corpi, i nostri affetti, la nostra sessualità, i nostri diritti, i nostri figli, le nostre famiglie.

Entreremo in ogni classe per insegnare il rispetto della dignità umana a ogni studente che avremo le forze di incontrare. Scenderemo in piazza ogni giorno, se sarà necessario. Ci asterremo dall’andare a votare chi cede la nostra libertà ai più biechi compromessi e giochetti politici. Entreremo nelle istituzioni. Faremo informazione e continueremo a costruire una cultura dell’inclusione fino a che non avremo la nausea. Porteremo le nostre vite e le nostre istanze ovunque. Otterremo una legge seria contro l’omo-transfobia e i crimini d’odio. Ci batteremo accanto ai nostri fratelli e le nostre sorelle trans, sempre esclusi ed escluse dal discorso politico.

Che siamo corpi resistenti ve l’abbiamo già detto il 23 gennaio, quando più di un milione di cittadini sono scesi in piazza in più di 90 città italiane. Ora vogliamo dirvi che siamo corpi incazzati.

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Oggi siamo tutti riuniti in piazza – e in altre 91 piazze d’Italia – per mandare un segnale forte al nostro governo, per dirgli che non siamo più disposti ad aspettare che le loro trattative – che hanno come unica merce di scambio le nostre vite, i nostri affetti e i nostri corpi – giungano finalmente a un compromesso.

Ci siamo riuniti in piazza per spronare il parlamento ad approvare un decreto legge fortemente discriminatorio, che non sancirà la piena uguaglianza di fronte alla legge, che non garantirà ai figli delle coppie lesbiche, trans e gay di essere pienamente riconosciuti. Ci siamo riuniti in piazza per sostenere un decreto legge che definisce il frutto dell’amore tra due donne o tra due uomini “figliastro”. Un decreto legge che imporrà al genitore non biologico di presentarsi davanti a un giudice, il quale avrà l’ultima parola sulla capacità o meno della coppia di crescere il proprio figlio o la propria figlia. Un decreto legge che non riconoscerà lo statuto di fratello e sorella ai figli della stessa coppia. Un decreto che non riconoscerà mai come nonni, zii e cugine i parenti dei nostri figli.

Diritti a metà, insomma, per non turbare troppo i benpensanti, per trovare accordi sulla pelle e sulla dignità degli altri, per non dare a questo paese una parvenza di piena uguaglianza.

Siamo in piazza per reclamare il minimo indispensabile, briciole di dignità sociale, sognando una parità che tarderà ancora molto ad arrivare.

E una volta riconosciuti questi granelli di libertà, chi lo tutelerà il nostro diritto di esistere, di essere rispettati come persone prima di tutto? Di scegliere di vivere il nostro corpo e i nostri rapporti affettivi e sessuali come meglio crediamo, di vestirci del genere e del ruolo sociale che più ci appartiene e che più ci aggrada, di scegliere di non sottoscrivere un contratto civile, di spogliarci di quella rispettabilità forzata determinata dal lavoro che facciamo, dal numero e dal sesso delle persone con cui andiamo a letto, dal matrimonio, dal numero di figli, ed essere finalmente noi stessi e noi stesse, senza barriere imposte dalla soggettività morale altrui….?

Siamo scesi in piazza oggi compatti, ma dove sono state le associazioni e i movimenti in questi ultimi trent’anni? Dov’era la grande folla richiamata oggi da una mobilitazione nazionale finita su tutti i giornali quando in piazza – come in questo preciso momento del resto – c’erano e ci sono individui peni d’odio e rancore come le sentinelle in piedi, che invece di pregare per il Burkinafaso, per le donne di Kobane o per le centinaia di persone che perdono la vita ogni giorno freddate sui confini o affogate in mare pregano il loro dio contro le persone omosessuali e le loro famiglie?

Crediamo fermamente che la battaglia per il pieno riconoscimento della nostra dignità e dei nostri diritti trovi le sue radici in una mobilitazione costante, in un dialogo continuo e inarrestabile, nella forza travolgente delle nostre vite, dei nostri amori e dei nostri corpi resistenti, che a lungo hanno taciuto e che ora si stanno riappropriando della loro libertà.

Bergamo contro l’omofobia

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