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Lettori protagonisti

Vuoi essere protagonista? Invia il tuo articolo, la tua poesia, le tue riflessioni all’indirizzo bergamocontrolomofobia@yahoo.it, saremo felici di pubblicarli!

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Egregi,

ho appreso della esistenza del vostro comitato soltanto oggi, leggendo sull’ECO del convegno di stasera alla Casa del Giovane.
Sono una mamma adottiva di due splendidi bambini e come tale mi sono scontrata sia col pensiero di una natura che non mi voleva mamma, sia con la scelta di non subire supinamente quanto la natura mi imponeva. Come mamma adottiva e per il lavoro che faccio so fin troppo bene che ad un bambino non servono una mamma è un papà, ma servono degli adulti di riferimento, a loro esclusivamente dedicati (e dunque non sono sufficienti gli educatori di una comunità ), che con fermezza, pazienza e tanto amore li guidino nel difficile percorso della vita. Non importa se questo rapporto è di filiazione naturale, è adottivo o è di affido: ciò che conta è che sia vissuto con onestà di cuore e di testa.
Credo talmente in ciò che dico che penso che il modo migliore per passare il concetto  e divulgarlo non sia quello dei convegni o delle tavole rotonde (a cui partecipano solo coloro che hanno già un’opinione sul punto è che difficilmente la cambieranno), ma sia quello di inserire il tema in modo naturale e non prevalente in altri contesti.
Mi spiego: io ho scritto un libro giallo ambientato a Palermo, edito di recente da Sielle Editore, Il Sentiero della mano sinistra. Il libro nulla ha a che fare con la tematica della omosessualità, delle coppie gay, dell’adozione ecc. Però il commissario che indaga convive stabilmente con un compagno e con lui sta valutando di avere dei figli con madre surrogata. La vicenda è inserita nel racconto con naturalezza, così come nei racconti di Camilleri si parla della fidanzata di Montalbano. Come una dato sullo sfondo del racconto ma non finalizzato direttamente alla trama. Credo che questo sia il miglior modo per tributare il sacramento della normalità a situazioni e condizioni che, a parere mio, la società è più pronta ad accettare di quello che si pensa.
A presto

Annalisa di Piazza

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Ciao a tutti, il mio nome è Stefano, ho 27 anni, vivo a Bergamo, sono etero, uno dei cosiddetti normali.
Volevo dirvi che di normale nella mia condizione non c’è proprio nulla.
Siamo tutti speciali a modo nostro.
Io piango per amore come voi, rido per amore come voi, soffro e sorrido per amore come voi.
Io sono come voi.
Vi scrivo per invitarvi a continuare a lottare con un sorriso sul volto e il coraggio nel cuore, nulla è irraggiungibile, nulla è impossibile.
Amate, ridete, piangete, cantate, ballate, vivete.
E’ un vostro diritto ed è dovere di chiunque rendere questo mondo migliore.
perche in comune io e voi abbiamo il fatto che abitiamo tutti questo pianeta, teniamo tutti al futuro delle persone a noi care e tutti quanti nasciamo, cresciamo, viviamo e moriamo nello stesso identico modo.
Sta a noi dare un senso a questo nostro passaggio qui.
Buona giornata e che l’amore illumini il vostro futuro.

con affetto

Stefano

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ROMA-BERGAMO

Il confronto (im)possibile

Per ragioni di cuore mi sono trasferita dall’amata capitale a Bergamo. Prima di qualsiasi discorso vorrei premettere che la visione di Bergamo dal centro-sud è colma di pregiudizi: si immagina una distesa di capannoni industriali, con leghisti pronti a insultare chiunque abbia una parlata non nordica o sia straniero. Ho dovuto ricredermi su questi aspetti, Bergamo è una città molto carina, sebbene molto chiusa, e nessuno mi ha mai insultata per la mia provenienza da Roma ladrona.

In compenso ho scoperto che qui la chiesa ha un potere enorme. Improvvisamente ho capito dove si ubica la parte del paese che si oppone ai pacs, alle leggi contro l’omofobia e ai diritti degli omosessuali. La famosa parte cattolica a cui quotidianamente i governi danno ascolto è qui.

Questa è la prima differenza che notato tra Bergamo e Roma sotto il punto di vista della libertà e dei diritti. Ho il massimo rispetto per chi crede, ne ho meno quando chi crede tenta di impormi il suo punto di vista. Sebbene il papa risieda a Roma il peso sociale della chiesa non è comparabile in nessun modo a quello che ha qui a Bergamo.

In generale la questione dell’omofobia e dei diritti degli omosessuali qui in Berghem è molto legata, mi è parso di aver capito, ad un certo tentativo di conservare un modus vivendi che si ritiene sia il migliore. Come suggeriva la frase di un personaggio in “Saturno Contro” di Ozpetek, gli abitanti di Bergamo, più che capire, dovrebbero sforzarsi di condividere. Quindi condividere esperienze, immagini, momenti di vita, con persone che solo per pregiudizio molti ritengono devianti.

Si potrebbe ribattere che Roma non è un paradiso, ci sono state spesso violenze in passato.

E’ vero, ma Roma sconta in gran parte una vita politica molto più vivace anche a livello giovanile. Picchiare un omosessuale per alcuni è visto come un atto politico, altri lo fanno perché sono dei violenti che si nascondono dietro propaggini di violenza politica. Non per niente da quando Roma ha come sindaco Alemanno, nel passato noto esponente di estrema destra, le violenze si sono acuite. Inoltre a Roma è probabile incontrare coppie gay che si tengano per mano o si pongano in atteggiamenti affettuosi (ovviamente ha dalla sua il non trascurabile particolare di essere una città enorme), quindi bersagli visibili.

A Bergamo non ho mai visto nessuna coppia avere il minimo atteggiamento affettuoso. C’è una patina di omologazione soffocante. Uno strano provincialismo che una città ricca e piena di opportunità come questa non si merita e a cui, mi sembra, si aggrappi con forza. Devo dire che ancora non capisco da cosa venga questa paura per tutto ciò sia diverso dalla propria visione del mondo, perchè l’altro non viene visto come una ricchezza, ma come qualcuno di cui aver paura o al massimo da aiutare caritatevolmente, (in pieno ecclesiastic style, quindi alle proprie condizioni).

Suppongo però che ci sarà tempo per capire e per contribuire almeno un poco, pochissimo, a cambiare la situazione, perché tutte le città dovrebbero essere capitali, di tolleranza.

Laura M.

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Commenti su: "Lettori protagonisti" (6)

  1. oscar cattaneo ha detto:

    Ti ringrazio a mia volta per le tue parole. Vi marcherò stretti e non mancherò di commentare. Ho scritto un libro dove racconto di particolari esperienze personali, in cui l’Amore è il filo conduttore…dovrebbe essere pubblicato a marzo 2013 e sarò orgoglioso di condividerne dei passi con voi, se vi farà piacere…grazie.
    Oscar.
    P.S. Mi dici cm ti chiami?

    • Volentieri!
      Io sono Laura (non sono la stessa dell’artciolo su Roma), ti ho dato il nostro opuscolo alla bancarella di Paladina. La ragazza accanto a me si chiama Elisa, gestiamo insieme questo blog.

  2. oscar cattaneo ha detto:

    Ragazzi mi piacerebbe sapere cosa ne pensate di quello che ho scritto ieri…grazie. Oscar

  3. oscar cattaneo ha detto:

    Significativo e molto veritiero lo scritto di Laura M.
    Una sola precisazione vorrei fare: io, nel mio piccolo, “sto lavorando” affinchè le città diventino capitali…non di tolleranza, ma bensì di accoglienza!
    Credo che questo termine sia più neutro, perchè già il dover/voler tollerare qualcuno implica il fatto che questo qualcuno venga posto su un piano diverso dal mio.
    Questo è a mio giudizio, s’intende!
    In generale, io preferisco parlare di Amore. Punto e basta.
    Non di amore verso A o verso B, ma di Amore che può essere espresso quando attratto dalla Luce dell’altra persona, che è in risonanza con la nostra.
    Ecco che allora il genere sessuale diventa insignificante!
    E’ questo che sto insegnando ai miei figli!
    Grazie e buon lavoro!
    Oscar

    • Sono d’accordo con te, tollerare è un termine non del tutto positivo. Sono più per la condivisione anche io ed è questo l’obiettivo a cui puntiamo quando organizziamo le nostre attività: a prescindere da ogni orientamento affettivo è bene imparare a conoscersi, cercando di eliminare, per quanto possibile, i deleteri retaggi del pregiudizio.
      E’ bello incontrare persone come te, leggere pensieri come quello che ci hai gentilmente regalato, è bello parlare e condividere esperienze di vita e di amore nel pieno rispetto reciproco. I tuoi figli sono davvero fortunati.
      Se vuoi mandarci qualche pensiero, una riflessione o qualsiasi altra cosa, saremo felici di pubblicarti in questa pagina 🙂
      bergamocontrolomofobia@yahoo.it

      Livez

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