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Archivio per la categoria ‘Eventi culturali’

Chi ha paura di un romanzo?

1413125781Armando ci ha segnalato un caso di omofobia che ha subito in prima persona. Ecco di seguito la sua storia. Il libro in questione verrà presentato a Bergamo presso ArtHaus di Borgo Palazzo questo sabato, il 13 dicembre alle ore 17.30.

Il mio nome è Armando Di Lillo e sono un attore e scrittore emergente di 22 anni.

Voglio condividere con voi la spiacevole ed assurda esperienza di omofobia da me subita, esattamente questa estate.

In vista del lancio ufficiale del mio primo romanzo Quello che non sai (19 settembre 2014), non avendo un editore, mi sono rivolto ad un tipografo della mia zona natia (provincia di Caserta) per le stampe necessarie ad avviare la distribuzione.

Avevo preso in considerazione lui (di cui non faccio il nome soltanto perché non intendo fargli pubblicità gratuita in nessuna strada) perché era un professionista trentennale. Poi, per un giovane esordiente che non ha esperienze di editing, avere un punto di riferimento fisico piuttosto che una piattaforma online, era un’ulteriore garanzia di un buon risultato finale.

Inizialmente, abbiamo verbalmente concordato per mille copie, a quattro euro ciascuna. Quindi, un totale di quattromila euro. Un importante investimento per me ed un buon guadagno per lui.

A meno di un mese dalla presentazione (di cui il tipografo era perfettamente a conoscenza) ricevo una chiamata ove mi viene detto che non aveva intenzione di procedere alle stampe. La motivazione? Ve la riporto di seguito, testualmente.

“Ho iniziato a leggere il romanzo e ho visto cose che non mi piacciono: ci sono personaggi omosessuali. Come dice Gesù nelle sue lettere, i gay sono contro Dio e la morale. Non voglio mettere la firma della mia tipografia su un libro che parla di gay”.

Immaginate lo sgomento e soprattutto l’agitazione per questo assurdo imprevisto. Soprattutto perché, in primis, il tipografo non dovrebbe leggere il contenuto di un libro, limitandosi a stamparlo. In secondo luogo, anche se ammetto una scarsa conoscenza in quanto a testi sacri, non mi pare che Gesù abbia scritto delle lettere a qualcuno dicendo che gli omosessuali sono contro la morale. Ovviamente, resta assoluta la mia disapprovazione verso tale tipo di comportamento.

Dunque, mi sono rivolto al servizio legale dell’Arcigay, il quale purtroppo mi ha risposto che legalmente non potevo agire in quanto il tipografo può decidere se procedere o meno alla stampa. Certo è che non dovrebbe farlo per tali motivazioni, ma siccome in Italia non c’è una legislazione adatta a tutelare i diritti contro questo tipo di discriminazione, il “professionista” attualmente resta impunito.

Ciò che ne è derivato, non è stato altro che stress, sdegno, disapprovazione e, soprattutto, una grande amarezza. Nonostante questo intoppo, però, non mi sono lasciato abbattere e ho continuato a lottare per far valere il mio lavoro.

L’evento del 19 settembre c’è stato. Così come i successivi due. E questo sabato (13 dicembre) ci sarà il quarto proprio nella città di Bergamo. Presso l’Associazione ArtHaus in Via Borgo Palazzo, 10. A partire dalle 17:30. L’ingresso è totalmente gratuito.

Racconto questa storia per dimostrare alle persone come l’inopportuno tipografo, che la mia libertà, la mia creatività ed il mio futuro non sono stati stroncati dal suo rifiuto. Anzi, seppur con le ovvie difficoltà che ne sono derivate, oggi mi sento più forte.

Scrivo di ciò che vedo intorno a me e di ciò che vivo. Parlo della contemporaneità e parlo, com’è giusto, doveroso ed utile, anche di omosessualità. Io sto continuando a lottare per quello in cui credo. E non smetterò mai di farlo. Il supporto di persone che percorrono un cammino simile al mio è sempre rincuorante e di grande aiuto. Vi invito tutte/i per questo sabato, proprio nell’accogliente Bergamo, per dimostrare insieme che non ci fermiamo di fronte alle difficoltà. Di qualunque natura siano. Continuiamo a lottare. Io, nel mio piccolo, lo faccio con il mio corpo e la mia penna.

Armando
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Conferenza mondiale ILGA: Bco a Città del Messico

Bergamo contro l’omofobia ha partecipato alla ventisettesima conferenza mondiale dell’ILGA, la più nota e attiva organizzazione per i diritti LGBTQI a livello mondiale. La conferenza si è svolta a Città del Messico e Bco ha firmato due documenti importanti durante i lavori: uno relativo all’istituzione di una segreteria sulla bisessualità all’interno dell’ILGA stessa, uno sulle prospettive giovanili.

Di seguito il report della nostra socia Roberta, rappresentante e firmataria per Bergamo contro l’omofobia.

ILGA World Conference 2014 “Decolonizing our Bodies”

México D.F. 27 de Octubre -31 de Octubre

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Bco c’era!

Userò l’asterisco (e non il maschile ed il femminile) perché tra le persone che partecipavano alcune non si identificavano né con il sesso maschile né con il sesso femminile, né con il genere uomo né con il genere donna.

Sul Paseo de la Reforma si affaccia l’Hotel Fiesta Americana, uno dei più grandi, antichi e maestosi di tutta Città del Messico dove, da qualche anno a questa parte, si svolgono tutte le conferenze internazionali più importanti. E’ all’interno di quest’hotel che si svolge la XXVII Conferenza Mondiale dell’ILGA (International Lesbian, Gay, Association), lo slogan per i lavori è “Decolonizzando i nostri corpi” (http://www.ilgaworldconference.org/ilga-world-conference/).

Mi incontro subito nell’altrio con Michela Balocchi, attivista italiana per i diritti intersex del gruppo Intersexioni (www.intersexioni.it/) e Ass. Radicale Certi Diritti. Insieme decidiamo di esplorare il programma un po’ confuso della conferenza tentando di capire quali sono le attività e i tavoli che ci interessano.

Tra i vari tavoli scegliamo quello relativo ai temi della Salute dove però c’è molta gente e poca interazione. Ognun* de* relator* sviluppa un discorso molto relazionato alle politiche pubbliche del proprio paese di provenienza, focalizzandosi soprattutto sul discorso HIV/AIDS e sulle politiche pubbliche verso la transessualità. Come fa notare la mediatrice del tavolo sono mancate delle riflessioni che riguardassero in particolar modo la bisessualità e l’intersessualità.

Nel pomeriggio partecipo all’incontro Youth e scopro che le associazioni di giovani LGBTQ europee si sono organizzate in IGLYO (http://www.iglyo.com/) e che l’ILGA come associazione internazionale invece, non ha una prospettiva sulla gioventù. Quello che il tavolo Youth infatti propone è di incorporare la prospettiva della gioventù all’interno di Ilga e di iniziare uno studio a livello internazionale per conoscere le realtà de* giovan* LGBTQI in tutto il mondo e promuoverne la partecipazione politica. BCO ha appoggiato questa proposta che è stata approvata.

Il martedì decido di partecipare al tavolo sulla bisessualità il cui obiettivo è ottenere una segreteria internazionale all’interno dell’ILGA (per il momento le segreterie Ilga erano regionali + Ilga Trans + Ilga Women), tento anche di proporre una discussione sulla pansessualità ma non viene raccolta poiché il tavolo ha una natura più effettiva e pratica. Allo stesso tempo però emerge la necessità di visibilizzare la bisessualità, che non venga percepita dal movimento LGBTQI semplicemente come indecisione ma che venga riconosciuta come tale. Per questo decidiamo di proporre una performance durante il pranzo: un* di noi attraverserà i tavoli avvolto nella bandiera con i colori della bisessualità e bendato, sulla schiena avrà un cartello con scritto “Sono bisessuale, guardatemi!”. La performance è riuscita molto bene e anche la Segreteria Bisex è stata approvata con l’appoggio di BCO.

Nei giorni successivi ho partecipato all’incontro ILGA Europe, a conferenze, e ai numerosi eventi riguardanti l’Intersessualità tra cui i workshops “Depatologizzazione delle espressioni di genere”, “Salute e Diritti Umani Intersex: una lezione dall’Australia”, “Costruzione Sociale della Sexofobia”, “Sessualitá sanzionate” e alla visione del bellissimo documetario sull’intersessualità di Pidgeon Pagonis (US) “The son I never had” (che sarebbe da tradurre e diffondere!).

In questi giorni ho anche conosciuto Giuseppe Sartori del Circolo Tondelli LGBTI di Bassano del Grappa (http://www.circolotondelli.it/) che lavora in una realtà, quella veneta, a volte simile a quella bergamasca e con cui ci potremmo confrontare su molti temi e magari collaborare.

La riflessione generale che parte da un punto di vista molto personale e che non vuole assolutamente essere totalizzante, è che l’obiettivo “Decolonizzando i nostri corpi” non è stato raggiunto. Nonostante si parlasse di diritti LGBTI sono state tante le difficoltà da parte mia nel capire come funzionasse il sistema delle lobby e delle pressioni, semplicemente perché mi trovo a disagio con tale sistema. Mi trovo un po’ a disagio in una conferenza LGBTI in un hotel a cinque stelle, ma allo stesso tempo ci sono e partecipo.

Come ha fatto notare Dawn Cavanagh della Coalition of African Lesbian (CAL) è necessaria l’intersezionalità delle rivendicazioni poiché le oppressioni che ognun* di noi vive sono multiple. Sempre Dawn sottolineava che non è una vittoria ottenere dei riconoscimenti in quanto lesbica se le donne del suo paese continuano a non poter abortire. In questo momento il movimento LGBTI istituzionalizzato e soprattutto proveniente dal nord del mondo, si è focalizzato sul riconoscimento dei diritti civili dimenticandosi quasi dei diritti economici, sociali e politici. La definizione LGBTI è una finzione “coloniale” è stata creata per anelare ad una ipotetica uguaglianza, come l’uguaglianza di genere, ma l’uguaglianza è possibile? O semplicemente l’idea di uguaglianza e di parità sono state create per perpetuare la disuguaglianza? E soprattutto se aneliamo all’uguaglianza, a chi vogliamo essere uguali? Parlando dalla marginalità: in quale sistema vogliamo essere inclus*? Da chi vogliamo essere riconosciut*, dal sistema che produce e riproduce disuguaglianze? L’idea di Diritti Umani che divide artificialmente gli ambiti civili, politici, economici, sociali è utile se si decide di cambiare il sistema dal suo interno, senza metterlo in discussione; ma quest’idea, come sostiene Mauro Cabral attivista per i diritti Trans e Intersex, è essa stessa contraddittoria poiché ci sarà sempre chi decide chi ha diritto ad “essere umano” ed avere diritti.

La riflessione in chiusura è dunque si può decolonizzare dall’interno il sistema coloniale (patriarcale, omofobo, classista, razzista, sessista, eteronormato etc.)?
È necessario mantersi quindi a favore dell’intersezione delle lotte ed agire su piú piani non delegando solo ad una conferenza internazionale o alla politica istituzionale il compito di riconoscere le nostre esistenze, per decolonizzare c’è necessità di autoriconoscersi partendo dalla posizione di marginalità.

Roberta Granelli

Giornata contro la violenza sulle donne: “Le ombre del buio”

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Bergamo contro l’omofobia aderisce alla serata culturale promossa dall’Università di Bergamo e da Lab80 in collaborazione con ADI, Alilò, Aiuto Donna e Fondazione Zaninoni in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre 2014, dal titolo:

Le ombre del buio: origini (quasi) nascoste della violenza di genere

Appuntamento all’auditorium di Piazza della Libertà, Bergamo, ore 20.30

– saluti ufficiali

– proiezione video-inchiesta Ma il cielo è sempre più blu (a cura di Alessandra Ghimenti)

– performance teatrale Componimento sui generi(s) (a cura di Alilò futuro anteriore)

– intervento del Professor Pietro Barbetta (psicologo, Università di Bergamo)

– dibattito pubblico

Presentazione iniziativa

In occasione della giornata dedicata alla lotta contro la violenza di genere (25 novembre), si propone alla cittadinanza di Bergamo un evento culturale che porti alla luce le ombre che nel buio agiscono e producono posizioni, atteggiamenti e comportamenti violenti degli uomini – come singoli ma anche come istituzioni, gruppi di potere connotati in senso patriarcale, ecc. – sulle donne.

L’iniziativa ha come luogo d’origine una riflessione sociologica sul rapporto tra socializzazione e stereotipi di genere, avviata presso il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università di Bergamo da un’équipe di ricercatrici coordinate dalla prof.ssa Cristiana Ottaviano; i primi risultati di questo lavoro saranno portati in scena attraverso una performance teatrale, preceduta dalla proiezione di una video-inchiesta sugli stereotipi di genere nell’infanzia realizzata da Alessandra Ghimenti e seguita da una riflessione del prof. Pietro Barbetta, con possibilità di interventi da parte del pubblico.

Utilizzando in continuità per l’intera serata linguaggi e competenze diverse, integrando dimensioni emotive e processi riflessivi, l’obiettivo è quello di indagare nel retroterra di quei costrutti culturali, quegli atteggiamenti e assunzioni di ruolo che producono, in conseguenza, discriminazione, violenza, esercizio distorto di poteri ma anche sensi di colpa, inadeguatezze, mancate consapevolezze sui processi di cambiamento sociale e culturale necessari a una co-evoluzione di uomini e donne.

Con il patrocinio del Comune di Bergamo, ASL di Bergamo, Provincia di Bergamo e Università degli Studi di Bergamo

Intervista ad Annalisa Di Piazza, autrice de “Il sentiero della mano sinistra”

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Il sentiero della mano sinistra di Annalisa Di Piazza

Silele Edizioni, 2014

INTERVISTA ALL’AUTRICE

Cosa ti ha spinto a inserire nel tuo racconto una storia d’amore tra due uomini?

Volevo scrivere un libro per dire delle cose. Il filo conduttore della mia storia è quello della volontà, dell’autodeterminazione, delle convenzioni sociali e morali, dei dogmi religiosi.

E’ lecito amare una persona dello stesso sesso? E’ giusto che una coppia omosessuale abbia dei figli? Si può essere brava moglie, brava madre e buona lavoratrice contemporaneamente? Si possono sfidare le convenzioni sociali ad esempio innamorandosi di un uomo più giovane? E via ad andare. E’ ovvio che personalmente ho delle posizioni su ciascuno di questi punti e, talvolta, non sono posizioni monolitiche . D’altra parte mi spaventa chi si ritiene depositario di verità assolute e di certezze. Però sul rapporto omosessuale non ho incertezze di sorte e da sempre sono profondamente e autenticamente contro l’omofobia.

Le donne, in Italia, non scrivono gialli. Scrivono storie più intimiste ma sembrano difficilmente avventurarsi in un genere che invece, all’estero, conosce diverse scrittrici di successo. Proprio leggendo tali autrici mi sono convinta che il genere giallo possa essere un buon modo per veicolare in modo “leggero” dei messaggi anche importanti. storia scorrevole, che si fa leggere con piacere nei ritagli di tempo delle nostre vite ormai straimpegnate e frenetiche, può essere un ottimo veicolo per riflettere senza appesantire i momenti di svago che ci concediamo. Il genere astrattamente “disimpegnato” diventa quindi un mezzo per “impegnare” il pensiero, senza tuttavia appesantirlo. Nel mio libro, quindi, la trama strettamente investigativa è solo un pretesto per parlare di altro. Non è importante che ad un certo punto si intuisca chi è l’assassino (ma non si intuisce perché uccide…), l’importante è che il lettore legga fino alla fine e, quasi per osmosi, assimili alcuni spunti di riflessione.

 Come è stata presa questa scelta dai tuoi lettori?

Ancora non lo so. I pochi riscontri che ho sono positivi, ma il campione è davvero ancora troppo limitato per ricavarne una valutazione.

Cosa pensi del desiderio di Mimmo e Andrea di adottare dei figli?

Questo è uno degli argomenti in cui non mi sento di esprimermi in modo assoluto. Però, da mamma adottiva, sono convinta che ciò che conta veramente per la serena crescita di un bambino è la presenza amorevole e autorevole di due adulti di riferimento. Noi coppie adottive veniamo sottoposte ad un iter burocratico lungo e pesante che sarebbe teso a determinare quali tra noi sono più adatte ad accogliere un bambino se non, addirittura, quale bambino. Vi pare possibile? E’ come sparare nel buio. Ci vogliono anni di osservazione diretta per determinare la positività o negatività di una relazione affettiva. Impossibile farlo a priori dopo qualche colloquio. La triste verità è che si fa un tentativo e si spera che vada bene. Credo che estendendo l’adozione alle coppie omosessuali la percentuale di “centrare il bersaglio”, cioè di fare il bene del bambino, non cambi in realtà di un virgola. Per cui quali possono essere le ragioni di questa esclusione? E se la ragione fosse una presunta superiorità ontologica della coppia eterosessuale non dovremmo ritenere che in questa presunta scala di “valori” (sempre che sia condivisibile un tale ragionamento) l’affidamento di un bambino all’amore esclusivo di due genitori omosessuali, benché meno desiderabile dell’affidamento ad una coppia eterosessuale, sia comunque meglio della indifferenza di un affetto indiviso e mercenario di vari educatori? E siccome ci sono molti più bambini che coppie disponibili direi che anche questa seconda argomentazione sosterrebbe l’ammissibilità dell’adozione per le coppie omosessuali.

Il tuo libro è intriso di sicilianità, un elemento che a parer mio rende magica la narrazione. In che modo questo aspetto influenza – se le influenza – le vite di Mimmo e Andrea, la loro relazione e il loro desiderio di diventare padri?

In realtà non li influenza. Sarebbe identico anche se loro fossero a Milano o a Padova. Forse influenza la capacità di accettazione di chi sta loro intorno, perché i siciliani sono abituati a relativizzare, in quanto figli bastardi di diverse culture che si sono stratificate in anni e anni di conquiste e invasioni. I siciliani hanno una filosofia di pensiero che, nel bene e nel male, vede molto più sfumate le categorie “giusto” e “sbagliato, per loro è quasi geneticamente impossibile essere manichei. Nel bene ciò porta ad una maggiore capacità di accoglienza verso le realtà meno conformiste, nel male …. ciò ci ha un po’ danneggiati.

Nel tuo libro hai voluto descrivere l’omosessualità come qualcosa di convenzionale, perfettamente inserito nella quotidianità di amici, parenti e colleghi. Puoi approfondire il tuo pensiero in merito?

Ci sono diversi modi per parlare di omofobia e per dichiararsi contro l’omofobia. Ci sono i saggi, gli articoli, i convegni …. A me pare che niente di tutto ciò valga a nulla. I saggi contro l’omofobia sono letti solo da chi è già contro, ai convegni va solo chi ha una idea già formata sull’argomento e gli articoli vengono letti superficialmente e difficilmente fanno cambiare idea a chicchessia.

Ritengo che l’unico modo di essere autenticamente contro l’omofobia sia quello di tributare alle relazioni omosessuali il sacramento della normalità . Io ho cercato di farlo scegliendo come personaggio principale del mio libro un commissario omosessuale. La sua omosessualità e’ assolutamente ininfluente rispetto alla trama investigativa e viene descritta con la stessa naturalezza e indifferenza con cui un personaggio può essere descritto sposato, fidanzato o single. Ed il mio personaggio, con molta naturalezza , discute col compagno del suo desiderio di avere figli, ancora una volta in modo naturale e ininfluente sulla trama. Ed in questo modo credo che al lettore venga veicolato in modo forte il messaggio contro l’omofobia e l’idea delle normalità di questi rapporti e delle dinamiche di coppia che li regolano, in tutto e per tutto assimilabili a quelle delle coppie c.d. normali. Le coppie omosessuali non sono migliori o peggiori delle coppie eterosessuali, e una certa mitizzazione del “gay” non fa bene alla causa. La società avrà fatto un reale passo in avanti soltanto quando avrà acquisito l’assoluta neutralità valoriale dell’identità sessuale. Tant’è che per descrivere l’inquieto desiderio di avere dei figli anche e nonostante una natura non favorevole, ho semplicemente trasferito sul mio personaggio le inquietudini da me vissute quando ho dovuto affrontare la realtà della mia sterilità .

Mimmo potrebbe diventare un personaggio ricorrente qualora decidessi di proseguire il filone del romanzo giallo?

Assolutamente si. E se lo diventerà scopriremo se e come prosegue il suo desiderio di paternità.

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Recensione Bco

Pagina Facebook del libro

Bco e l’ILGA: conferenza mondiale sulla decolonizzazione dei corpi

ilga2014
Bergamo Contro l’Omofobia parteciperà alla XXVII Conferenza Mondiale dell’ILGA – Decolonizing our bodies.
La XXVII Conferenza Mondiale dell’ ILGA quest’anno si terrà a Città del Messico dal 27 al 31 ottobre. Il titolo scelto è “Decolinizzando i nostri corpi” secondo la prospettiva intersezionale che riconosce il corpo come territorio di molteplici colonizzazioni come ad esempio quella etnica e quella eteronormativa.
La Dea Tlazoltéotl sarà il simbolo della Conferenza: la dea Huasteca rappresenta la trasformazione, la lussuria, i peccati e la “sporcizia” è stata scelta per la sua forza trasgressora che, nel movimento LGBTI, é la forza che ci attiva per trasformare il mondo.
Cos’è l’ILGA: è l’Associazione Internazionale di Lesbiche, Gay, Bisessuali, Trans e Intersessuali, è l’unica federazione mondiale di organizzazioni nazionali e locali che lavorano per ottenere l’uguaglianza dei diritti per le persone lesbiche, gay, bisessuali, trans e intersex in tutto il mondo. La sua mission è rafforzare il movimento LGBTI in ogni regione del mondo per farne un luogo più egualitario nel quale prevalga la libertà e la armonia sociale, partendo dal rispetto e dalla protezione della diversità umana.
L’ILGA è una rete globale di attiviste/i e il suo successo risiede in gran misura nelle conquiste che ogni organizzazione membro ha ottenuto nella propria comunità. E’ stata fondata nel 1978 e oggi ha piú di 1000 organizzazioni affiliate in 119 paesi, in ogni continente. All’interno delle organizzazioni membro partecipano sia piccoli collettivi che gruppi nazionali, internazionali ed anche intere città.
Infine l’ILGA ha lo status consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, ad oggi è l’unica federazione comunitaria non governativa e senza scopo di lucro dedicata a portare all’attenzione internazionale il problema della discriminazione sessuale.
A breve il Programma definito.
Qui il link alla Pagina Facebook

Per ultreriori informazioni: robygrane@gmail.com

Orlando – festival cinematografico LGBT

orlandoWEB

ORLANDO
identità | relazioni | possibilità
Dal 14 al 17 maggio, Bergamo

Un progetto di Laboratorio 80

Orlando è nato per dare spazio alla rappresentazione delle tematiche legate all’identità di genere e all’orientamento sessuale. Conoscere, attraverso il cinema, il teatro e gli incontri, storie che mettono in dubbio i pregiudizi e raccontano relazioni possibili, ci permette di riflettere sugli stereotipi e sul futuro di una società più aperta.
Leggiamo in Orlando, di Virginia Woolf: “I cambiamenti erano continui, e forse non si sarebbero mai fermati. Imponenti costruzioni di pensiero, abitudini che erano parse più durature della pietra stessa, erano dileguate come ombre al contatto con un altro spirito, lasciando scorgere un cielo nudo, in cui scintillavano nuove stelle”. Dare visibilità a opere di valore artistico e culturale è il primo passo per vedere quelle stelle.

 

IL PROGRAMMA

mercoledì 14 maggio

ore 21.00 Auditorium di Piazza Libertà
CINEMA – Anteprima cortometraggio
CE N’EST PAS UN FILM DE COW-BOYS di Benjamin Parent
Francia 2012, 12’
Con Malivaï Yakou, Finnegan Oldfield, Leïla Choukri, Garance Marillier
A scuola, durante l’intervallo, alcuni adolescenti parlano del film che hanno visto la sera prima in televisione: Brokeback Mountain. Presentato al Festival di Cannes, il film ha vinto numerosi premi in festival internazionali.

a seguire
CINEMA – Anteprima
VIOLETTE di Martin Provost
Francia / Belgio 2013, 132’
Con Emmanuelle Devos, Sandrine Kiberlain, Olivier Gourmet, Catherine Hiegel
Violette Leduc incontra e insegue la sua musa, Simone de Beauvoir, alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Sullo sfondo di un effervescente ambiente letterario, tra le due nasce un’intensa relazione, basata sulla ricerca da parte di Violette della libertà attraverso la scrittura e sulla convinzione di Simone di avere tra le mani il destino di una straordinaria scrittrice. Ritratto intenso e coinvolgente di un’autrice che ha rivoluzionato il modo di raccontare la sessualità, mettendo al centro delle sue opere il desiderio femminile. Violette è stato presentato al Toronto Film Festival.

giovedì 15 maggio

ore 20.30 Auditorium di Piazza Libertà
TEATRO DANZA
COMUNI MARZIANI di Stefano Botti, Aldo Torta
Produzione: Tecnologia Filosofica. Durata: 60’
Con Stefano Botti, Francesca Brizzolara, Francesca Cinalli, Riccardo Maffiotti, Aldo Torta, Elena Valente
I linguaggi del teatro, della danza e del canto si fondono per raccontare il passaggio da una fase di non accettazione e spesso di solitudine, al riconoscimento di se stessi, di apertura al mondo, e alla comprensione che i propri sentimenti hanno gli stessi sapori, le stesse dinamiche e gli stessi profumi di quelli vissuti dagli altri, con la differenza che sono indirizzati a una persona dello stesso sesso. Uno spettacolo che con il gesto, il movimento e la parola mettono in scena queste sensazioni con tinte surreali, a volte comiche, spesso grottesche.
Il biglietto dello spettacolo permette di accedere anche alla proiezione successiva.
In collaborazione con Circuito Danza Lombardia.
Al termine dello spettacolo seguirà buffet organizzato da Bergamo Vegan.

a seguire
CINEMA – Anteprima cortometraggio
DESANIMADO di Emilio Martí López
Spagna 2011, 7’
Con Emilio Martí López, Joan López, Xelo Gorría
Un personaggio d’animazione va in terapia perché non si sente accettato nel mondo reale. Bisogna adeguarsi alla norma o vivere come si è?

a seguire
CINEMA – Anteprima
CALL ME KUCHU di Katherine Fairfax Wright, Malika Zouhali-Worrall
Usa / Uganda 2012, 87’
L’ultimo anno di vita di David Kato, brillante e coraggioso attivista assassinato a causa del suo impegno contro le nuove leggi omofobiche entrate in vigore in Uganda, che dispongono il carcere per gli omosessuali e la condanna a morte per quelli sieropositivi. Il documentario ricostruisce la lotta di David e di tutti i “kuchu” di Kampala per cambiare il proprio destino di fronte all’odio istituzionalizzato, sostenuto dai media e dalla propaganda di Stato, che equipara gay e lesbiche a sovversivi, stupratori di bambini e terroristi.

venerdì 16 maggio

ore 17.30 Biblioteca Tiraboschi
INCONTRI
LEGGERE SENZA STEREOTIPI: PICCOLO UOVO E ALTRE STORIE
Con Laura Mentasti e RespiroCobalto
Fiabe che parlano di tante famiglie diverse, di separazioni, di adozioni, di due mamme o due papà, ma anche di immigrazione, di bimbi che imparano a lavorare a maglia e di principesse salvate… dai libri. La casa editrice Lo Stampatello pubblica storie che raccontano come cambia la società, strumenti per aiutare genitori e insegnanti a educare bimbe e bimbi liberi da stereotipi.
Ingresso gratuito
In collaborazione con Famiglie Arcobaleno, Casa editrice Lo Stampatello e Biblioteca Tiraboschi
.

ore 20.30 Auditorium di Piazza Libertà
CINEMA – Anteprima
EASTERN BOYS di Robin Campillo
Francia 2013, 118’
con Olivier Rabourdin, Edéa Darcque, Kirill Emelyanov
Daniel, un cinquantenne discreto, ha messo gli occhi su Marek, che fa parte di una banda di ragazzi dell’Est Europa, e riesce a strappargli la promessa di un appuntamento sessuale. L’indomani però a casa sua si presenta la banda al completo, che gli svaligia allegramente l’appartamento mentre a Daniel non resta che incassare il colpo. Ma il ragazzo ritorna, e tra i due inizia una relazione molto diversa, lontana dalla violenza della banda, e sempre più necessaria per entrambi. Film ad alta tensione e dal finale imprevedibile, presentato al Festival di Venezia 2013 (Miglior film della sezione Orizzonti).

a seguire
CINEMA
THE BALLAD OF GENESIS AND LADY JAYE di Marie Losier
Usa / Francia 2011, 65’
Con Genesis P-Orridge, Lady Jaye Breyer P’Orridge, Big Boy
Genesis P. Orridge, sperimentatore musicale di culto e progenitore dell’industrial music, è da sempre alle prese con la propria identità. La trasformazione è al centro della sua relazione con Lady Jaye, e li ha portati a scegliere di sottoporsi a delle operazioni chirurgiche per fondersi in un unico, pandrogino essere. Una storia d’amore e devozione, raccontata da Marie Losier in un film personale e profondo. Vincitore del Teddy Award della Berlinale.

sabato 17 maggio
GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO
L’OMOFOBIA, LA BIFOBIA E LA TRANSFOBIA

ore 17.30 Sala “Lama”, CGIL
INCONTRI
LE METAMORFOSI DEL DESIDERIO – CONVERSAZIONE CON WALTER SITI
Conduce Fabio Cleto. Intervengono Eugenia Valtulina, responsabile della Biblioteca “Di Vittorio”, e Luisella Gagni, segreteria CGIL Bergamo.
L’incontro con un protagonista della scena letteraria quale il Premio Strega 2013 Walter Siti, brillante saggista e romanziere con, fra gli altri, Scuola di nudo (1994), Troppi paradisi (2006), Il contagio (2008), Resistere non serve a niente (2012) e il recente Exit Strategy (2014), è occasione per delineare le forme e i modi della trasformazione che anima la cultura italiana contemporanea. Dalle oscillazioni fra realtà e finzione dell’autofiction alle metamorfosi del desiderio – marchi della scrittura di Siti – una riflessione sui percorsi che abbiamo affrontato, su che cosa siamo diventati, su come possiamo affrancarci dal dominio del corpo-merce. Fabio Cleto, critico e saggista, insegna Letteratura inglese e Storia culturale all’Università di Bergamo, dove dirige l’ORA – Osservatorio sui Segni del Tempo.
Ingresso gratuito – Segue aperitivo
In collaborazione con CGIL Bergamo, Biblioteca “Di Vittorio” e ORA – Osservatorio sui Segni del Tempo
.

ore 20.30 Auditorium di Piazza Libertà
TEATRO – Anteprima assoluta
LA VIE DE CARMÉN – Fosse solo una questione d’amore di Carmen Pellegrinelli
Produzione: Residenza Teatrale InItinere. Durata: 60’
Con Carmen Pellegrinelli, Federica Molteni, Daria Fratus, supporters gruppo teatro Arcilesbica Bergamo
Nell’attesa che l’attrice si presenti sul palco, una galleria di personaggi che incarnano ipocrisie e paradossi della percezione e autopercezione dell’omosessualità, intrattiene il pubblico. Una riflessione ironica e divertente che va ben oltre la messa in scena: Carmen avrà il coraggio di salire sul palco e di uscire allo scoperto?
Il biglietto dello spettacolo permette di accedere anche alla proiezione successiva.
Al termine dello spettacolo seguirà buffet organizzato da Associazione L’Appeso.

a seguire
CINEMA
QUELLE DUE di William Wyler
The Children’s Hour – Usa 1961, 107’
Con Shirley MacLaine, Audrey Hepburn, James Garner
La vita privata e professionale di due amiche di lunga data, Karen (Audrey Hepburn) e Martha (Shirley MacLaine), che insieme dirigono una scuola privata per ragazze, è scossa dalle voci diffuse da una studentessa maliziosa. Le due donne, accusate di avere una relazione, si trovano sempre più isolate, mentre la scuola va verso il fallimento. La difficile situazione fa emergere i veri sentimenti delle protagoniste. Film splendidamente interpretato da due attrici feticcio, diretto dal regista di Vacanze romane.

dalle ore 00.30 Druso Circus
EVENTO SPECIALE
ORLANDO CLOSING PARTY – Dj set per festeggiare la chiusura della rassegna

Per l’ingresso è necessaria la tessera dell’Associazione Culturale Druso Circus (6 euro). Consumazione non obbligatoria per chi presenta un biglietto della rassegna.
In collaborazione con Disco Strass.

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LE COLLABORAZIONI

Con il patrocinio di
Comune di Bergamo – Assessorato alla Cultura e Spettacolo, Tavolo permanente contro l’omofobia – Comune di Bergamo, Università degli Studi di Bergamo (Dipartimento di Lingue, Letterature Straniere e Comunicazione)
 E con la collaborazione di
Centro Isadora Duncan
, LO STAMPATELLO, Famiglie Arcobaleno – Associazione genitori omosessuali, Sistema Bibliotecario Urbano, Biblioteca Civica Tiraboschi, L’ORA – Osservatorio sui Segni del Tempo, Druso Disco Strass c/o Druso Circus, Sicilia Queer filmfest, Libreria Palomar, Bergamo Vegan, Associazione L’Appeso

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DOVE – A Bergamo
Auditorium di Piazza Libertà – Angolo via Norberto Duzioni 2
Biblioteca Civica Tiraboschi
– Via San Bernardino 74
Sala “Lama” CGIL
– Via Garibaldi 3
Druso Circus
– Via Galimberti 6

BIGLIETTI
Il biglietto del primo evento della serata permette la visione del film che segue. Alcune iniziative sono a ingresso gratuito. Ingresso ridotto per i tesserati CGIL.

Film
Intero: 6 € •• Ridotto: 5 € •• Soci Lab 80: 4 € •• Carnet da 5 ingressi: 16 €
Spettacoli
Intero: 10 € •• Ridotto 8 € •• Soci Lab 80: 7 €

 

Laboratorio 80 – via Pignolo, 123 – 24121 Bergamo – Tel. 035.342239 – Fax 035.341255 – info@lab80.it www.lab80.it

Invano mi odiano – proiezione documentario

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In occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, domenica 18 maggio ore 17.30, presso il Circolo MAITE di vicolo Sant’Agata 6, Bergamo (Città Alta) Amnesty Lombardia presenterà – in collaborazione con Arcigay Cives e Bergamo contro l’omofobia – il documentario di Yulia Martsy Invano mi odiano, racconto sulla condizione dei cristiani LGBT in Russia.

Sarà presente la regista e seguirà un dibattito condiviso sul film.

Per l’ingresso è necessaria la tessera Arci, eventualmente sottoscrivibile anche nel giorno stesso dell’evento.

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