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L’ARTE CHE FA PAURA

Comunicato

Il giorno 25 aprile 2016 tre artisti bergamaschi hanno realizzato tre murales contro l’omo-transfobia per conto dell’associazione Bergamo contro l’omofobia. I graffiti in questione erano risultati vincitori in occasione del concorso indetto durante la sesta edizione del torneo di calcio a 7 Scendi in campo contro l’omofobia e, tra i premi, era stata appunto promessa la realizzazione degli stessi sui muri della città. Muniti di regolari permessi comunali, il 25 aprile – data non casuale, dato che si tratta della festa della liberazione d’Italia dal regime fascista – Wiz Art, Shoes Arts e GB Leoni hanno realizzato le loro opere in via Corridoni, per conto dell’associazione.
Oggi, domenica 8 maggio, siamo costretti a segnalare che i graffiti sono stati vandalizzati da ignoti.
La spesa investita nella realizzazione dei pannelli e successivamente dei murales è costata una cifra considerevole alle casse dell’associazione, fondi raccolti grazie al contributo dei partecipanti al torneo dell’anno scorso e a tutte le persone di buon cuore che con le loro offerte hanno aiutato e aiutano Bergamo contro l’omofobia, associazione di promozione sociale senza scopo di lucro, a realizzare i suoi progetti destinati alla cittadinanza.

Consapevoli che l’arte di strada è soggetta a un costante mutamento, ci aspettavamo che l’ignoranza e la paura colpissero di notte, incappucciate, senza essere seguite da una rivendicazione e un dibattito aperto e argomentato. Forse non ci aspettavamo però che il danno arrivasse addirittura prima che i graffiti stessi fossero ultimati. Questo fatto – oltre alle precedenti vandalizzazioni che hanno colpito le opere del writer bergamasco Il Baro e, ancora una volta, di Wiz Art, solo perchè rappresentavano un messaggio antirazzista e contro la violenza sulle donne – sottolinea con ancor più veemenza la necessità che sempre più messaggi contro l’omo-transfobia riempiano le vie, le piazze e i luoghi della città di Bergamo, costantemente ferita da intransigenti estremisti che hanno il coraggio di agire solo a volto coperto.

Ciò dimostra infine l’enorme lavoro che ancora bisogna fare in questa città, nonché il fatto che il nostro compito, da 7 anni a questa parte, a quanto pare non si è ancora esaurito, perché una cultura della non discriminazione è sempre più necessaria in risposta a eventi del genere.

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà agli artisti le cui opere sono state rovinate e invitiamo la cittadinanza a fare lo stesso. Per quel che ci riguarda, continueremo la nostra battaglia con ancor più tenacia e determinazione, perché non è certo un po’ di censura dal volgare sapore neofascista a farci paura.

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Commenti su: "L’arte che fa paura – Vandalizzati i graffiti contro l’omofobia" (2)

  1. Garghix ha detto:

    Che gran fdp ignoranti. Per quelli che imbrattano graffiti e murales ci vorrebbe come pena il taglio delle mani.

  2. Da menareeee!

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