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10394609_10206141185032898_6166608663512998914_nIl momento della consegna dei quaderni agli studenti.

Fotografia di Paola Filisetti.

Di seguito il testo che abbiamo letto in occasione del corteo di Rompiamo il silenzio dello scorso sabato 24 gennaio.

Negli ultimi mesi sono stati sempre più numerosi gli studenti che hanno chiesto alle associazioni LGBT di affrontare i temi dell’omosessualità e dell’omo-transfobia nelle scuole. Queste richieste rimangono però troppo spesso inascoltate da parte di docenti e dirigenti o addirittura vengono respinte per timore delle reazioni dei genitori, come è capitato di recente al Liceo Linguistico Falcone, nonostante il sostegno dell’intero collettivo studentesco. Su 40 istituti ai quali è stato proposto un progetto di sensibilizzazione, totalmente gratuito, casualmente solamente i due istituti in cui lavorano due nostri sostenitori hanno accolto e approvato il progetto, oltre a un altro istituto che ci ha accordato un paio di ore di una classe.

Non ci stupisce che le scelte di professori e dirigenti siano influenzate dal clima di allarmismo diffuso da gruppi come le Sentinelle in piedi, che invitano a segnalare tutte le scuole in cui si parla di omosessualità e inventate “teorie del gender”, sostenute da una campagna diffamatoria promossa dagli estremisti di Forza Nuova.

Nonostante questo, gli studenti non si intimoriscono e trovano il modo di dare spazio nelle loro scuole alla lotta alla discriminazione omo-transfobica, dedicando le ore di auto e cogestione a discussioni e dibattiti sul tema.

Riteniamo pertanto doverosa una formazione per gli insegnanti che hanno la responsabilità di arginare episodi di bullismo e segnalarli alla dirigenza.

Riteniamo vergognoso che gli stessi dirigenti, che dovrebbero essere promotori di una cultura dell’uguaglianza e del rispetto, abbiano paura di affrontare criticamente questioni di interesse comune e sociale, favorendo indirettamente episodi di bullismo omo-transfobico e il proliferare di un linguaggio discriminatorio.

Riteniamo che i progetti basati sull’educazione alle differenze non debbano essere offerte didattiche facoltative, bensì rappresentare il presupposto per sviluppare la cultura del rispetto e dell’inclusione.

E’ per questo che oggi abbiamo deciso di consegnare a voi studenti un quaderno bianco, come simbolo di ingresso nelle scuole bergamasche della lotta all’omo-transfobia. Vi chiediamo di mettere a disposizione questi quaderni per raccogliere pensieri, commenti e riflessioni sull’argomento e di conservarli fino al prossimo appuntamento in piazza.

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