bergamocontrolomofobia@yahoo.it

Bergamo contro l’omofobia ha partecipato alla ventisettesima conferenza mondiale dell’ILGA, la più nota e attiva organizzazione per i diritti LGBTQI a livello mondiale. La conferenza si è svolta a Città del Messico e Bco ha firmato due documenti importanti durante i lavori: uno relativo all’istituzione di una segreteria sulla bisessualità all’interno dell’ILGA stessa, uno sulle prospettive giovanili.

Di seguito il report della nostra socia Roberta, rappresentante e firmataria per Bergamo contro l’omofobia.

ILGA World Conference 2014 “Decolonizing our Bodies”

México D.F. 27 de Octubre -31 de Octubre

Questo slideshow richiede JavaScript.

Bco c’era!

Userò l’asterisco (e non il maschile ed il femminile) perché tra le persone che partecipavano alcune non si identificavano né con il sesso maschile né con il sesso femminile, né con il genere uomo né con il genere donna.

Sul Paseo de la Reforma si affaccia l’Hotel Fiesta Americana, uno dei più grandi, antichi e maestosi di tutta Città del Messico dove, da qualche anno a questa parte, si svolgono tutte le conferenze internazionali più importanti. E’ all’interno di quest’hotel che si svolge la XXVII Conferenza Mondiale dell’ILGA (International Lesbian, Gay, Association), lo slogan per i lavori è “Decolonizzando i nostri corpi” (http://www.ilgaworldconference.org/ilga-world-conference/).

Mi incontro subito nell’altrio con Michela Balocchi, attivista italiana per i diritti intersex del gruppo Intersexioni (www.intersexioni.it/) e Ass. Radicale Certi Diritti. Insieme decidiamo di esplorare il programma un po’ confuso della conferenza tentando di capire quali sono le attività e i tavoli che ci interessano.

Tra i vari tavoli scegliamo quello relativo ai temi della Salute dove però c’è molta gente e poca interazione. Ognun* de* relator* sviluppa un discorso molto relazionato alle politiche pubbliche del proprio paese di provenienza, focalizzandosi soprattutto sul discorso HIV/AIDS e sulle politiche pubbliche verso la transessualità. Come fa notare la mediatrice del tavolo sono mancate delle riflessioni che riguardassero in particolar modo la bisessualità e l’intersessualità.

Nel pomeriggio partecipo all’incontro Youth e scopro che le associazioni di giovani LGBTQ europee si sono organizzate in IGLYO (http://www.iglyo.com/) e che l’ILGA come associazione internazionale invece, non ha una prospettiva sulla gioventù. Quello che il tavolo Youth infatti propone è di incorporare la prospettiva della gioventù all’interno di Ilga e di iniziare uno studio a livello internazionale per conoscere le realtà de* giovan* LGBTQI in tutto il mondo e promuoverne la partecipazione politica. BCO ha appoggiato questa proposta che è stata approvata.

Il martedì decido di partecipare al tavolo sulla bisessualità il cui obiettivo è ottenere una segreteria internazionale all’interno dell’ILGA (per il momento le segreterie Ilga erano regionali + Ilga Trans + Ilga Women), tento anche di proporre una discussione sulla pansessualità ma non viene raccolta poiché il tavolo ha una natura più effettiva e pratica. Allo stesso tempo però emerge la necessità di visibilizzare la bisessualità, che non venga percepita dal movimento LGBTQI semplicemente come indecisione ma che venga riconosciuta come tale. Per questo decidiamo di proporre una performance durante il pranzo: un* di noi attraverserà i tavoli avvolto nella bandiera con i colori della bisessualità e bendato, sulla schiena avrà un cartello con scritto “Sono bisessuale, guardatemi!”. La performance è riuscita molto bene e anche la Segreteria Bisex è stata approvata con l’appoggio di BCO.

Nei giorni successivi ho partecipato all’incontro ILGA Europe, a conferenze, e ai numerosi eventi riguardanti l’Intersessualità tra cui i workshops “Depatologizzazione delle espressioni di genere”, “Salute e Diritti Umani Intersex: una lezione dall’Australia”, “Costruzione Sociale della Sexofobia”, “Sessualitá sanzionate” e alla visione del bellissimo documetario sull’intersessualità di Pidgeon Pagonis (US) “The son I never had” (che sarebbe da tradurre e diffondere!).

In questi giorni ho anche conosciuto Giuseppe Sartori del Circolo Tondelli LGBTI di Bassano del Grappa (http://www.circolotondelli.it/) che lavora in una realtà, quella veneta, a volte simile a quella bergamasca e con cui ci potremmo confrontare su molti temi e magari collaborare.

La riflessione generale che parte da un punto di vista molto personale e che non vuole assolutamente essere totalizzante, è che l’obiettivo “Decolonizzando i nostri corpi” non è stato raggiunto. Nonostante si parlasse di diritti LGBTI sono state tante le difficoltà da parte mia nel capire come funzionasse il sistema delle lobby e delle pressioni, semplicemente perché mi trovo a disagio con tale sistema. Mi trovo un po’ a disagio in una conferenza LGBTI in un hotel a cinque stelle, ma allo stesso tempo ci sono e partecipo.

Come ha fatto notare Dawn Cavanagh della Coalition of African Lesbian (CAL) è necessaria l’intersezionalità delle rivendicazioni poiché le oppressioni che ognun* di noi vive sono multiple. Sempre Dawn sottolineava che non è una vittoria ottenere dei riconoscimenti in quanto lesbica se le donne del suo paese continuano a non poter abortire. In questo momento il movimento LGBTI istituzionalizzato e soprattutto proveniente dal nord del mondo, si è focalizzato sul riconoscimento dei diritti civili dimenticandosi quasi dei diritti economici, sociali e politici. La definizione LGBTI è una finzione “coloniale” è stata creata per anelare ad una ipotetica uguaglianza, come l’uguaglianza di genere, ma l’uguaglianza è possibile? O semplicemente l’idea di uguaglianza e di parità sono state create per perpetuare la disuguaglianza? E soprattutto se aneliamo all’uguaglianza, a chi vogliamo essere uguali? Parlando dalla marginalità: in quale sistema vogliamo essere inclus*? Da chi vogliamo essere riconosciut*, dal sistema che produce e riproduce disuguaglianze? L’idea di Diritti Umani che divide artificialmente gli ambiti civili, politici, economici, sociali è utile se si decide di cambiare il sistema dal suo interno, senza metterlo in discussione; ma quest’idea, come sostiene Mauro Cabral attivista per i diritti Trans e Intersex, è essa stessa contraddittoria poiché ci sarà sempre chi decide chi ha diritto ad “essere umano” ed avere diritti.

La riflessione in chiusura è dunque si può decolonizzare dall’interno il sistema coloniale (patriarcale, omofobo, classista, razzista, sessista, eteronormato etc.)?
È necessario mantersi quindi a favore dell’intersezione delle lotte ed agire su piú piani non delegando solo ad una conferenza internazionale o alla politica istituzionale il compito di riconoscere le nostre esistenze, per decolonizzare c’è necessità di autoriconoscersi partendo dalla posizione di marginalità.

Roberta Granelli

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: