bergamocontrolomofobia@yahoo.it

Questo slideshow richiede JavaScript.

Oggi, 17 maggio 2013, è la Giornata internazionale contro l’omofobia. Una giornata fondamentale per il nostro paese, dato che l’Italia è diventata ormai l’emblema dell’arretratezza in materia di diritti civili rispetto all’Europa e a gran parte del resto del mondo, tra cui l’America del Sud, gli Stati Uniti e la Nuova Zelanda, dove le unioni tra persone omosessuali – e in molti casi le adozioni – sono ufficialmente riconosciute da anni o sono in fase di riconoscimento. Ma in Italia no. I nostri legislatori non sono stati in grado nemmeno di approvare una legge contro l’omofobia, esprimendosi più volte con parole di violenza e di odio in ambiti istituzionali, a prescindere dalla loro appartenenza politica.

Eppure la società sta cambiando, lo dicono i sondaggi e lo dicono le persone che ci circondano, con cui ci confrontiamo quotidianamente. La maggioranza degli italiani è favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ma il messaggio deve arrivare dai piani alti, dal nostro Parlamento, che invece diventa sempre più indifferente e cieco di fronte alle richieste di milioni di cittadini e di fronte agli innumerevoli moniti e richiami europei. Che l’aspirazione italiana sia quella di raggiungere l’omofobia statalizzata di stampo russo attraverso leggi che vietino agli omosessuali persino di esistere?

Fino a qualche decennio fa, un matrimonio misto tra una persona di colore e una persona bianca era impensabile, persino impedito dalla legge. Adesso chi dovesse essere d’accordo con questa aperta dichiarazione di razzismo, passerebbe per folle e sarebbe punito a norma di legge. Eppure di manifestazioni contro i matrimoni misti se ne sono viste a migliaia in tutto il mondo occidentale. Che figura ci fanno, ora, quelle persone? Probabilmente la figura di chi non ha capito l’evolversi della storia, di chi ha ostacolato il progresso trasformandosi poi nello zimbello dell’intera umanità. La stessa cosa succederà per quanto riguarda i diritti civili per le persone omosessuali e transgender: tra qualche anno, chi oggi si oppone con così tanto odio e tanta violenza, verrà identificato come esempio negativo dalle nuove generazioni. Quindi la scelta è semplice: sta a voi decidere se stare dalla parte giusta della storia o se scegliere l’omofobia.

Il nostro contributo a questa giornata è riassunto dagli striscioni che trovate nella galleria di immagini. Il primo, affisso sulla scaletta di Città Alta, vuole essere una denuncia contro l’esclusione di milioni di cittadini omosessuali dai diritti e dai doveri che l’unione matrimoniale (istituzione civile e non religiosa) comporta. “Il grado di democrazia di un paese si misura da quanto sia capace di difendere le minoranze”, diceva qualcuno. Il secondo striscione, affisso sulla superstrada in direzione Ponteranica, è la testimonianza di come l’omofobia sia semplicemente il frutto di un odio ingiustificato che alberga nell’ignoranza.

Bergamo non rimane in silenzio!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: