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gleeQuesta mattina siamo andati all’ABF (azienda bergamasca di formazione) di Curno per incontrare i ragazzi della seconda A e seconda B meccanici e parlare con loro di omofobia e omosessualità. Trattandosi di una scuola composta praticamente da soli maschi, fatta eccezione per due ragazze di altre classi, l’eventualità di scontrarci contro un muro di resistenze, ammettiamolo, ci spaventava un po’. E le resistenze ci sono state, ma dal nostro punto di vista sono state costruttive. La prima classe è stata forse quella più difficile, ma anche quella più stimolante. Tanti i versi di disgusto che si sono alzati in aula nel vedere qualche fotografia di baci tra uomini, reazioni che denotano più una paura per la diversità che aggressività, fatta eccezione per un unico caso un po’ più ostile, per così dire. Reazioni che dimostrano quanto sia sempre più necessario andare nelle scuole e parlare di questi temi, educando gli studenti al rispetto delle differenze e alla loro condivisione. “Sono stato abituato così”, ci ha detto uno di loro, quando l’abbiamo interpellato in merito alle ragioni del suo disprezzo manifestato di fronte a un bacio omosessuale. Ma la mentalità si può cambiare, si può plasmare nel corso della propria vita, le idee nascono, crescono, si sviluppano ed evolvono, così come le persone che le custodiscono e le coltivano. Spesso, e oggi ne abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione, chi reagisce con un sentimento violento ha solo questo modo per farsi valere, per farsi apprezzare e accettare dagli altri: è chi fa il bullo a essere proprio il più insicuro. Moltissime, dall’altro lato, le reazioni positive: alcuni ragazzi non hanno avuto paura di esporsi e hanno detto la loro, indifferenti al giudizio dei compagni. “Se il mio migliore amico si dichiarasse gay, non avrei nessun problema. E’ sempre lui, non cambia niente”; “se vedessi una coppia gay che si bacia, rimarrei indifferente, lo fanno anche gli etero”; “ se qualcuno mi desse del gay non mi sentirei offeso, semplicemente gli presenterei la mia ragazza dicendogli che non provo attrazione per gli uomini”. Reazioni, insomma, che danno speranza. Ma le riserve giungono insieme al giudizio della società: molti dei ragazzi presenti hanno affermato di sentirsi costretti a uniformarsi alla massa per non correre il rischio diomofobia-a-scuola essere discriminati a loro volta e, in questo senso, probabilmente, trovandosi in una situazione di pericolo, non si esporrebbero per sostenere e aiutare un amico omosessuale per la sola paura del pregiudizio dei compagni. Ma il discorso si estende anche ad altri temi più banali, quali, ad esempio, il modo di vestire: “non posso mettermi la felpa rossa e i pantaloni gialli, mi prenderebbero tutti in giro”, ha detto uno studente. Figuriamoci se si difendesse un “frocio”: lo si diventerebbe automaticamente a propria volta, quindi bisogna fare di tutto per fugare ogni dubbio, anche ricorrere a un po’ di violenza verbale, se necessario. Eppure i veri leader, nel loro piccolo un grande esempio per tutti gli altri compagni, sono emersi, formulando idee e pensieri autonomi estremamente positivi che andavano oltre l’ipocrita accettazione per indirizzarsi verso la condivisione. Una bella sorpresa, insomma.

Una soddisfazione, infine, che, a prescindere dalle idee discordanti esposte dai ragazzi, molti di loro ci abbiano ringraziato per l’intervento prima di uscire dalla classe. Anche quelli più “duri” si sono ammorbiditi e questa è una piccola conquista.

Un ringraziamento sentito va a Paolo, un insegnante amico, ma dal piglio duro quando necessario, abilissimo nel gestire la classe anche su temi difficili da trattare in un ambiente interamente maschile. Grazie anche a Giulia Lorenzi di ArcilesbicaxxBergamo, sempre al nostro fianco, un supporto importante e un esempio da seguire.

Ci auguriamo che sempre più professori e sempre più studenti sentano il bisogno di portare i temi dell’omosessualità e della discriminazione per orientamento sessuale nelle loro scuole. E noi, nel nostro piccolo, ci rendiamo disponibili a farlo.

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Commenti su: "Incontro sull’omofobia ABF Curno" (3)

  1. oscar ha detto:

    Bravi ragazzi, grande il vs intervento!
    Credo che sia doveroso che la gente capisca che l’omosessualità è semplicemente una variante della sessualità, senza che le si debba per forza attribuire alcuna altra etichetta…penso anche che si dovrebbe cominciare a spiegarlo già ai bambini più piccoli, già alle elementari quindi, affinchè chi si accorga precocemente di nn essere ..per così dire…”uniforme” alla massa non debba mai più pensare di essere “sbagliato”, solo perchè prova attrazione fisica ed emotiva per un compagno dello stesso sesso, sentimento rafforzato soprattutto dal confronto altrui che troppo spesso dà una mano pesante in senso discriminatorio. E proprio perchè ciò accada è necessario che “dall’altra parte” ci sia il terreno fertile e già predisposto ad accogliere il seme della diversità, intesa cm variante, appunto, nell’uguaglianza di poterla vivere “normalmente”!
    Far passare il messaggio poi, magari ai più grandicelli, che ci si può innamorare della persona e nn del suo “vestito” esteriore, credo che potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione culturale e spirituale allo stesso tempo…
    E’ questo che sto insegnando ai miei figli ed è questo che voglio diffondere!
    A proposito com’è che funziona la cosa? Siete voi che vi proponete alle scuole o è la scuola che vi viene a cercare? Io potrei proporlo al dirigente scolastico delle medie in cui studia mia figlia…sarebbe bello se la cs fosse fattibile…che ne dite?
    Un abbraccio e molta stima!
    Oscar

    • Le scuole hanno il dovere di portare certi temi nelle classi e inserirli nei programmi educativi. In questo modo, attraverso la conoscenza, hanno contribuito ad arginare il razzismo, il sessismo, la xenofobia… Passa tutto attraverso l’educazione al rispetto e alle differenze. Questa è la nostra speranza per il futuro.
      Noi siamo disponibili a intervenire in ogni istituto, quindi se ce ne fosse la possibilità lo faremmo volentieri anche nella scuola di tua figlia! 🙂

      • oscar ha detto:

        Bene, allora chiedo un incontro col dirigente scolastico e poi vi contatto per dirvi quello che ci saremo detti. Ciao e grazie. Oscar

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