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Il Tavolo di lavoro contro l’omofobia del Comune di Bergamo ha convocato per martedì 20 novembre 2012, giornata internazionale in ricordo delle persone transgender vittime del pregiudizio, una conferenza stampa per presentare il lavoro svolto finora e le attività future. Se la partecipazione dei capigruppo di maggioranza e minoranza è stata numerosa e significativa, non si può dire lo stesso della stampa. Solo l’Eco di Bergamo e il Corriere Bergamo si sono presentati, riportando una minima parte (meno di una decina di righe) di quanto dichiarato durante una lunga e partecipata conferenza stampa. Evidentemente l’omofobia non è un tema che attira le testate locali, nonostante il grande impegno dimostrato dal Comune di Bergamo e l’inarrestabile forza che la violenza omofoba – fisica, verbale e psicologica – esercita ancora sulle sue vittime, tra cui Andrea, il quindicenne impiccatosi recentemente a Roma.

Tutti presenti i capigruppo: da Lega a Pd, da PdL a UDC, da SeL a Lista Bruni e Lista Tentorio. Pregnanti gli interventi, a cominciare da quello dell’Assessore Callioni, presidente del Tavolo, seguito poi dal leghista Ribolla, da Ghisalberti, che si è esposta e spesa molto per questo progetto, e da tutti gli altri (Mazzoleni, Gandi, Amorino, Petralia e De Rosa).

Tra le altre cose, si è parlato anche del PASS (portale di accesso ai servizi sociali di Bergamo), che presto ospiterà il logo ufficiale del Tavolo e le informazioni per raggiungere con facilità le associazioni LGBT bergamasche che partecipano al Tavolo (Bergamo contro l’omofobia, ArcilesbicaxxBergamo e Aricgay Cives) in caso di necessità. Questo progetto risulta essere fondamentale per dare un supporto concreto alle vittime di omo-transfobia, le quali potranno accedere anche ai servizi offerti da Rete Lenford, Avvocatura per i diritti LGBT.
Ancor più significativa è stata la convocazione della conferenza stampa nella giornata del T-DoR, Transgender Day of Remembrance, una data scelta appositamente da Comune e associazioni per commemorare le vittime trans, quotidianamente messe duramente alla prova ed emarginate dalla società. Una giornata ancora sconosciuta ai più, di cui la stampa evita spesso di parlare, ma che meriterebbe tutta la nostra attenzione e, soprattutto, più partecipazione da parte della comunità LGBT stessa (le commemorazioni organizzate a Bergamo nel 2010 e 2011 hanno ricevuto pochissime adesioni).

Il messaggio, quindi, è chiaro: Bergamo rifiuta l’omo-transfobia, non tollera in alcun modo la violenza ai danni delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender. Gli schieramenti di Palafrizzoni, nonostante le innumerevoli divergenze politiche, su questo punto sono decisamente concordi. E questo atto di apertura e dialogo non può che essere il punto di partenza per un lungo ma proficuo percorso di sensibilizzazione nella città di Bergamo.

(Gli articoli dell’Eco di Bergamo e del Corriere della Sera, sezione Bergamo)

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