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Il 17 maggio 2012, in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, Bergamo contro l’omofobia è volato in Sardegna, ospite dell’Assessore alle politiche giovanili della Provincia di Carbonia Iglesias Luca Pizzuto. Il primo impatto con questa magnifica terra e i suoi abitanti è stato davvero incantevole, abbiamo trovato delle persone giovani disposte a impegnarsi per cercare di migliorare un territorio difficile, dimenticato dal turismo in stile Costa Smeralda, ma che ha tanto di più da offrire, a cominciare da una proverbiale ospitalità: sconosciuti che ti salutano con un calore straordinario per strada, persone che conosci da cinque minuti e che ti sembra di conoscere da una vita, ragazzi e ragazze che ti sembrano amici di lunghissima data, tutti caratterizzati da una spontaneità e naturalezza quasi commoventi. Per non parlare della passione che giovani come Luca ci hanno dimostrato di avere: passione per la terra, per i suoi pregi e i suoi difetti, per la sua gente, le sue risorse, le sue sofferenze, la sua storia. Eppure anche a Carbonia e paesi limitrofi, come a Bergamo, la gente non ha rinunciato alla tradizione, ma la chiusura all’ospite, per loro, sembra equivalere a un insulto, una violenza. Sguardi amici e accoglienti hanno saputo metterci subito a nostro agio, cosa che a Bergamo spesso non succede, data l’ostilità di certi comportamenti e l’abitudine diffusa di prendere subito le distanze dal “forestiero”, lo straniero, il turista o, semplicemente, dal nuovo. A Carbonia, San Giovanni Suergiu e Gonnesa ci siamo sentite a casa. E questa è una delle più belle sensazioni che si possano provare, soprattutto quando la tua stessa terra te le fa provare così raramente. Eppure parliamo di una città, Carbonia, che è stata fondata da Benito Mussolini nel ’38, una città di origine fascista, quindi, che ancora ne porta le tracce nell’architettura razionalista della piazza principale, ma che è riuscita nel giro di pochi anni a rivoluzionarsi totalmente, a scacciare il demone del fascismo e a rinascere nella memoria degli operai di Carbonia, sfruttati, trattati come schiavi nelle miniere del fascio, costretti a un lavoro duro e sfiancante, in cunicoli stretti, bassi e pericolanti sepolti sotto metri di terra, nell’asfissia totale, senza la benché minima garanzia di sicurezza. E’ stato bello leggere negli occhi di Luca e dei suoi amici l’amore per i loro luoghi, così distanti da quell’ottica turistica che tutto deforma, allontanandoti dalla profondità di ciò che resta nascosto.

Per quanto riguarda la mostra fotografica I baci rubati, sarà visibile nei comuni di Gonnesa e San Giovanni Suergiu per le prossime tre settimane. Molto interessante è stato il dibattito aperto con il pubblico di Gonnesa, da cui è emerso un confronto sull’omofobia a Bergamo e provincia e nel Sulcis Iglesiente e da cui la nostra città non è uscita molto a testa alta, soprattutto se consideriamo la recente bocciatura da parte del Consiglio Comunale di Treviglio all’adesione alla Giornata internazionale contro l’omofobia. In questa occasione Luca ci ha regalato a nome suo e degli assessori di San Giovanni e Gonnesa una borsa piena di libri sul territorio, una bibliografia indispensabile per conoscere una terra fantastica. Tra i libri, anche un anello che simboleggia il fitto intessersi dei rapporti, l’intreccio delle differenze, delle esperienze di vita. Tutto a spese loro e non della Provincia, va detto.

Abbiamo potuto ascoltare così tante storie che avremmo dovuto registrarle, per non perdere nemmeno una parola di tutto quello che ci è stato raccontato; dalla misteriosa lavorazione del pregiato bisso al forte legame che unisce la Sardegna all’importanza vitale della pecora, dai racconti sui minatori sfruttati alla tradizione culinaria, dalla storia dell’isola ai benefici usi dell’olio di lentischio. Tra vino locale, mirto, culurgiones, malloreddu, pardule e ravioli fritti, abbiamo potuto assaporare l’ospitalità di Giorgio, che ci ha svelato i segreti del lievito madre, con il quale producono un pane eccezionale, dono religioso per la Madonna e per l’ospite, considerato, appunto, sacro.

Noi siamo tornate, ma il cuore resterà a Carbonia per molto tempo. Un viaggio quasi spirituale, che ci ha dimostrato che niente è una causa persa e che vale la pena di lottare con umiltà per tutto quello in cui si crede. Un’avventura che, oltre a ridarci tanta forza e tanta speranza, ci ha insegnato che la politica non sempre è sporca e inutile, che se dietro ci sono delle persone davvero interessate a rendere tutto un po’ migliore, si riesce davvero a cambiare la realtà. Il centro di non violenza aperto da Luca e dai suoi compagni, la riqualificazione di zone degradate, l’integrazione nelle scuole dei bambini rom di due villaggi alle porte della città, la legalizzazione degli artisti di strada per le vie del centro, l’organizzazione di feste e concerti in piazza, l’apertura di una zona per giovani e bambini e i soli occhi sorridenti di Luca sanno ispirare e rincuorare per un futuro migliore. Purtroppo un referendum ha deciso di abrogare la provincia di Carbonia Iglesias, abbandonando al loro destino queste strutture. Ma abbiamo visto l’impegno e l’amore di questi ragazzi, l’abbiamo toccato con mano, per questo siamo sicure che questa non è la fine di tutto, ma l’inizio di un cammino ancor più fruttuoso.

Un grazie speciale a Luca, Domenico, Alessio (a cui si aggiunge un grande in bocca al lupo) e Giorgio per averci ricordato che non si deve mai smettere di combattere con umiltà per quello in cui si crede e che i momenti di sconforto si possono sempre alleviare con un tuffo nel freddo mare di maggio.

Link utili:

Comune di Carbonia

Comune di San Giovanni Suergiu

Comune di Gonnesa

Provincia di Carbonia Iglesias

Agriturismo Agrifoglio

Museo miniera di Serbariu

Bed & breakfast Le Terrazze

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Commenti su: "Trasferta sarda: tra storia e passione" (4)

  1. Sathagath ha detto:

    Ciao Ragazze e grazie di cuore a voi per averci dato la possibilità di esporre la vostra splendida mostra. Ci vedremo e sentiremo certamente in altre occasioni.
    Un grande abbraccio a voi ed al comitato “Bergamo contro l’omofobia”.
    Domenico.

  2. Ma che dolce Marahina! Tanti cuori rainbow a te (L)

  3. Marhaina ha detto:

    Dalle tue parole mi è sembrato di esserci stata anch’io. Sono soddisfazioni.
    Brave ragazze 🙂

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