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Dopo la bella campagna pubblicitaria di Ikea, che estende sapientemente il suo target commerciale anche alle coppie omosessuali, riconoscendole come vere e proprie famiglie quali sono, Coin la segue a ruota, aprendo, in collaborazione con l’AGEDO, il concorso a premi Everything Is Love. Dal 14 novembre 2011 fino all’8 gennaio 2012 è stato infatti possibile inviare  alla redazione un massimo di tre fotografie che ritraessero un momento romantico, in vista del giorno di San Valentino. Fin qui niente di insolito. Indubbiamente straordinario per il nostro Paese, è invece il fatto che l’azienda abbia specificato a chiare lettere che il concorso era aperto a qualsiasi coppia, comprese quelle omosessuali, schierandosi a favore della lotta all’omofobia. Numerose le foto che sono state inviate da coppie gay e lesbiche: all’alba del 2012 stiamo finalmente riuscendo a comprendere che nascondere i nostri amori non porta certo buoni frutti alla società e che invece esporsi, reclamare i propri diritti a gran voce e rendersi visibili agli occhi di chi continua a negare la nostra esistenza, conduce a risultati migliori. Come ad esempio quello di poter vedere in pieno centro a Bergamo due manifesti 60×60 cm che ritraggono due coppie di donne che si baciano. Una scelta che probabilmente farà perdere a Coin qualche cliente ma che di sicuro ci dimostra come l’azienda vanti una sensibilità fuori dal comune e sia capace di anteporre il rispetto per la minoranza omosessuale al profitto economico. Vale quindi la pena fare un giro nei pressi del Coin di Bergamo, per poter trovare sulla vetrina due fotografie insolite per questa città. Ma estremamente utili. In particolare, sabato 11 febbraio, dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 19.00, AGEDO sarà presente all’interno del negozio con un banchetto informativo (clicca qui per scoprire gli appuntamenti negli altri punti vendita Coin). E se la politica italiana sembra disinteressarsi completamente della questione dei diritti delle persone omosessuali, trasformando il nostro Paese nello zimbello europeo dell’arretratezza culturale, è rassicurante vedere come invece le aziende abbiano un occhio di riguardo anche per le minoranze. Perchè è logico che da soli non possiamo farcela, considerando che nella sola Bergamo il tasso di omofobia è altissimo, quindi perchè rifiutare la visibilità che industrie come Coin o Ikea possono darci? Se parole di speranza in vista di un miglioramento della condizione delle famiglie gay e lesbiche non escono dalla bocca dei nostri rappresentanti politici, perchè non apprezzare chi parla al posto loro attraverso cartelloni pubblicitari?

La voce delle persone omosessuali e transgender, infatti, pare che in questa specifica epoca storica possa arrivare al resto d’Italia solo tramite grandi marchi, trasmissioni televisive e cantanti. Per questo il coming-out di Tiziano Ferro è stato addirittura un evento per il nostro Paese, così come la forte presa di posizione di Laura Pausini a favore dei matrimoni gay o la vittoria di un concorrente apertamente omosessuale, che parla con amore del suo compagno e lo abbraccia in prima serata, in un programma di cucina seguito da migliaia di persone o, ancora, la dichiarazione di essere lesbica da parte di una celebre parrucchiera che appare spesso in tv. Sono queste le cose che raggiungono l’opinione pubblica e ci aiutano a sensibilizzarla. Non le macchiette gay dei vari Grandi Fratelli, stereotipi ormai superati. Ora la gente vuole altro, vuole scoprire una realtà che non conosce (il documentario sulle famiglie omogenitoriali Il lupo in calzoncini corti ha superato persino lo share di Porta a porta e il libro per bambini sulle coppie omosessuali Piccolo Uovo di Francesca Pardi e illustrato da Altan ha conquistato la giunta di Milano, che lo vorrebbe diffondere negli asili), non si accontenta più di sciocchi gossip e sedicenti tabù scabrosi alla Signorini&Marcuzzi, che tentano in ogni modo di alzare lo share riducendo i gay a un mero teatrino, davvero poco rappresentativo, di fastidiose e superficiali idiozie. Adesso la comunità LGBT vuole più che mai diritti e rispetto, questo è un dato di fatto che i nostri politici è ora che prendano seriamente in considerazione, invece di scaricare l’arduo compito ad aziende private e cantanti.

Perciò grazie a Coin, a Ikea e, perchè no, anche alla provocatoria campagna UnHate di Benetton, nella speranza che molte altre aziende seguano il loro esempio. E che la Twingo, invece di adattare i suoi spot alla forma mentis tutta italiana parlando di tatuaggi e madri attraenti, porti anche nel nostro Paese ciò che ha ideato per la Francia: un fantastico spot sul matrimonio omosessuale. Ma per questo, forse, dovremo attendere anni, quelli necessari per raggiungere una maturità politica sensbile ai diritti che per ora non ci appartiene.

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