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COMUNICATO STAMPA

Giorno della Memoria

L’OLOCAUSTO TACIUTO

LA PERSECUZIONE DEGLI OMOSESSUALI DURANTE IL NAZISMO.

IL 27 GENNAIO UN MONOLOGO DI STEFANO ARESI

Il triangolo rosa era il marchio di stoffa che veniva cucito sulla loro divisa nei lager: della persecuzione nazista contro gli internati per omosessualità si è sempre parlato poco. In occasione del Giorno della Memoria, il 27 gennaio prossimo, la Biblioteca “Di Vittorio” e Toolbox CGIL di Bergamo, in collaborazione con Bergamo contro l’Omofobia, Arcilesbica Bergamo e Milk, hanno deciso di organizzare uno spettacolo, un monologo di Stefano Aresi dal titolo “L’Olocausto taciuto” per ricordare proprio gay e lesbiche finiti nei lager. L’appuntamento è per il 27 gennaio alle ore 20.45 a Toolbox, lo spazio CGIL under 35, in via Santa Caterina 60 a Bergamo. L’ingresso è libero.

Durante il Nazismo in Germania i rapporti omosessuali, allora considerati “sterili” ed “egoistici”, vennero visti come un tradimento alle politiche demografiche di potenziamento del popolo, non essendo gli omosessuali in grado di riprodursi. Per questo motivo e per le spiegazioni genetiche addotte, da 10.000 a 30.000 omosessuali vennero internati nei campi di concentramento. Il triangolo rosa era stato scelto per scherno nei confronti di chi era giudicato intrinsecamente effeminato: alle lesbiche invece fu imposto il triangolo nero delle “asociali”. Coloro che furono imprigionati con il triangolo rosa non sono mai stati risarciti dal Governo tedesco. Anzi, alcuni di loro, se si dichiaravano apertamente gay, furono di nuovo imprigionati anche dopo il periodo nazista. L’emendamento nazista al paragrafo 175 che trasforma l’omosessualità da offesa minore in reato, rimase intatto per 24 anni dopo la fine della guerra.

La Legge 20 luglio 2000, n. 211 “Istituzione del “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000:

Art. 1 1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

(Dal sito web del Parlamento)

Bergamo, martedì 18 gennaio 2011

http://www.cgil.bg.it/comunicati/2011/giorno_memoria.htm

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