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Domenica 28 marzo 2010 si è svolto il torneo “Scendi in campo contro l’omofobia” ,organizzato dal comitato Bergamo contro l’omofobia con il supporto di alcune associazioni bergamasche (e non) e devo dire che sono rimasta veramente soddisfatta e piacevolmente sorpresa. Non mi aspettavo tutta quella gente, tutto quell’entusiasmo, tutta quella serenità e voglia di divertirsi ma anche tutto quell’interesse per la causa: la solidarietà contro l’omofobia.
Appena arrivate al campo Don Bepo Vavassori, Elisa e io ci sentivamo un po’ spaesate: il panico ci ha preso quando abbiamo realizzato che gran parte delle squadre era già presente e nella frenesia ci siamo chieste più volte: ma ce la faremo? Poi piano piano le cose si sono incastrate tra loro, le partite sono iniziate e la gente ha invaso tutto il perimetro del campo. Intanto nella saletta del centro abbiamo allestito un bel banchetto, arricchito dalle torte di amici e volontari che hanno prestato le loro doti culinarie alla causa. Per questo devo ringraziare mia madre per la sua torta al cioccolato e i suoi strudel salati, Vane per i salatini, Babi per le pizze, Veronica, Elisa, lIenia, Francesca per le torte e Carol per le scorte di birra che ci ha fornito. Il cibo è andato letteralmente a ruba e siamo riuscite a raccogliere un bel gruzzoletto che useremo per organizzare i prossimi eventi targati Bergamo contro l’omofobia, come ad esempio la mostra fotografica che si terrà a maggio dal titolo “I baci rubati” in occasione della V giornata mondiale contro l’omofobia.
Le squadre sono state davvero disponibili e direi che ognuna si è guadagnata a mio avviso un premio diverso per le qualità dimostrate non solo in campo, ma anche fuori: gli ADI e l’Atletico Fusillo hanno decisamente vinto per la loro simpatia e per l’impegno sociale dimostrato non solo contro l’omofobia, ma anche contro il razzismo e il maschilismo nel calcio, così come il Bergamo calcio multietnico: ragazzi alti due metri e con muscoli allucinanti ma teneri e gentili come pochi! La squadra venuta appositamente da Firenze per sostenere la causa si aggiudica il premio per la pazienza: hanno giocato solo due partite da 15 minuti, un po’ poco per essersi fatti più di 300 km per venire a Bergamo… Ma prometto che se ci sarà una prossima volta le cose saranno organizzate meglio e in modo da far giocare tutti di più. La squadra che vince anche solo per la genialità nella scelta del nome è indubbiamente quella delle Kelemiabune. Un grazie speciale va anche alla Nuova Kaos e alla Mediolanum, squadre venute da Milano che vincono il premio per la gentilezza. Assegnerei poi alle Bonsai il trofeo per le più casinare (in senso positivo): hanno contrinuito a tener accesa la gente e rendere la giornata un po’ più allegra grazie alle loro urla. Premio Fair Play è confermato per la Dinamo: hanno accolto nella loro squadra chiunque si fosse iscritta come singola e hanno rinunciato alla vittoria delle partite preferendo la cooperazione, dando la possibilità a tutti di giocare.
Un grazie particolare va dato alla UISP di Bergamo che ci ha sostenuto prestandoci i suoi arbitri e scrivendoci un articolo davvero molto bello e al centro grafico Just4U (ad Anna Maria e Rosanna) che ci ha fatto le magliette gratuitamente (che sono piaciute molto e sono andate a ruba), abbinate a dei simpatici portachiavi. Grazie anche ad Arcilesbica xx Bergamo per essere venuta con il banchetto informativo e all’energia e al sostegno di Giulia, Chiara, Paolona, Greta, Silvia. Grazie al Mamo’s che ci ha fornito gratutiamente la zona aperitivo del buffet e alla IGLFA e a Klaus e Osea per averci portato le squadre di Milano e Firenze. Grazie anche a Matteo Finazzi della Dinamo per averci prestato tutto il prestabile, dalle pettorine ai palloni. Un grazie speciale va anche al custode Antonio, disponibile, gentilissimo, simpatico e paziente con tutti noi e ovviamente al Comune di Bergamo e all’assessore Danilo Minuti per averci concesso l’uso del campo gratuitamente. E come non dire un grazie enorme a Stefano e Ilaria per l’organizzazione della giornata e il loro supporto tecnico e a Flavia per il suo aiuto perpetuo e fondamentale durante tutta la giornata.
Una giornata speciale, quindi, che spero si ripeta l’anno prossimo, che ha lasciato molta gente soddisfatta e che ha lanciato un messaggio fondamentale e profondo che è stato largamente condiviso: la solidarietà contro la violenza omofoba. Bergamo ha bisogno di eventi come questi, di manifestazioni pacifiche, in questo caso simbolicamente segnate dalla solidarietà sportiva che condannino razzismo e omofobia e sono convinta che “Scendi in campo contro l’omofobia” abbia fatto del bene in questo senso portando un po’ di consapevolezza in più alla nostra città. E’ stato un momento per divertirsi ma anche per riflettere, per impegnarci, per far sentire la nostra voce contro ogni discriminazione.
La dimostrazione che gli omosessuali possono giocare a calcio contro ogni pregiudizio, così come possono farlo le donne, due categorie che passano in secondo piano ogni qualvolta si parli di calcio; che le etnie possono mescolarsi e convivere nella più totale serenità e che gli eterosessuali hanno un ruolo civile fondamentale nella lotta contro l’ingiustizia e la violenza verso la comunità omosessuale. Il bello poi è stato anche prendere tutte queste categorie e mischiarle, essere un tutt’uno per un pomeriggio, annullare le differenze per dimostrare quanto queste diversità siano la ricchezza della nostra società e quanto la cooperazione tra esse sia il fondamento essenziale della nostra città.
Personalmente mi ha fatto molto piacere vedere anche persone che non mi aspettavo di vedere ad un evento del genere (grazie Sio e Gloria!) e di vedere la Bonza con le sue amiche e aver saputo che persino una conoscente di università è passata a dare un’occhiata e addirittura aver avuto lì per dieci minuti i miei genitori: per me queste sono cose molto importanti, sono una piccola vittoria, sono dialogo e confronto, un passo in avanti che risponde perfettamente allo slogan della giornata: passa la palla verso il futuro. Un’unica persona mi aspettavo di vedere e invece ha deciso di non presentarsi e questa, forse, è l’unica piccola delusione della giornata ma per il resto posso solo dire: WOW! e rinnovare i ringraziamenti rivolgendoli a tutti, ma proprio tutti, coloro che hanno partecipato alla giornata.
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