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COMUNICATO

A sole un paio di settimane dagli atti vandalici subiti dai graffiti contro l’omo-transfobia realizzati in via Corridoni, ci troviamo nuovamente a dover denunciare un increscioso e intollerabile episodio di violenza – questa volta anche fisica – dal sapore squadrista compiuto ai danni di Fabio e Almir, gestori del Macondo Biblio Cafè di via Moroni a Bergamo.

Sorpresi al buio nel civico adiacente al locale in via Moroni per riattivare la corrente elettrica saltata all’interno del bar, Fabio e Almir sono stati ripetutamente percossi con oggetti contundenti al volto e al corpo da due uomini – già identificati e denunciati alle forze dell’ordine – al grido “terrone di merda, boliviano di merda, locale di froci e di negri di merda”.

In cerca di un luogo aperto in cui fare le nostre riunioni associative, abbiamo trovato in Macondo una seconda casa, un posto accogliente e ricco di cultura dove ci siamo sentiti subito accolti e in famiglia. Pertanto non possiamo esimerci dal condannare duramente questa violenza carica di odio e livore razzista e omofobo.

Macondo è un luogo di pace e condivisione, che opera nel pieno rispetto del vicinato e della città, unico nel suo genere in quanto combina la passione letteraria con quella della convivialità, costituendosi come uno dei pochi luoghi di Bergamo – se non addirittura l’unico – aperti a qualsiasi tipo di pubblico e iniziativa culturale, musicale e sociale.

Certi che proprietario, gestori e clientela non si faranno intimidire da questo triste e vile episodio, vi invitiamo a rendere Macondo sempre più vivo e frequentato, ad arricchirlo sempre più di differenze e dialogo, di cultura e di movimento, di risate e di gioia, di dibattiti e di eventi di ogni tipo, alla faccia di chi attraverso aggressioni di stampo neofascista pensa di incutere paura o di arrestare la sensibilizzazione culturale che Macondo opera nel contesto bergamasco dal suo primo giorno di apertura.

Ricordiamo infine al quotidiano locale che si è occupato della diffusione della notizia che omettere volutamente lo stampo ANCHE omofobo dell’aggressione – che riecheggia nelle parole di Fabio – non fa altro che fare lo sporco e squallido gioco di chi ha urlato “locale di froci di merda” al titolare. Questa omertà complice non fa di certo onore all’onestà intellettuale di chi dovrebbe informare in modo limpido i cittadini. E un flebile accenno generico a chiusura dell’articolo non giustitifca in alcun modo una tale scelta giornalistica.

Riportiamo di seguito la testimonianza dell’aggressione ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza a tutto lo staff di Macondo.

Car* amic* di Macondo biblio cafè, essendo ormai trascorsi alcuni giorni, voglio raccontarvi quanto avvenuto…

L’episodio accaduto a me e allo staff di Macondo è vile e assurdo.

Non mi riferisco a nessuna sigla politica in particolare, né a Bergamo e ai bergamaschi, in generale, alla cui accogliente comunità questo brutto episodio arreca disonore.

Si tratta di un caso di esecrabile razzismo perpetrato da singole persone.

Alle ore XXXX del giorno XXX maggio 2016, veniva a mancare l’energia elettrica del locale “Macondo” sito in via Moroni 16. Dopo aver controllato che i differenziali elettrici presenti all’interno del locale stesso fossero in posizione di apertura, prendo le chiavi del civico 14 sempre in via Moroni dove è presente il contatore dell’energia elettrica, per riattivare il tutto.

Nel fare questo, essendo il civico molto buio e con un timer della luce di breve durata, chiedo al mio dipendente Almir San Martin di accompagnarmi per far luce con la torcia del suo cellulare. Mi reco con il signor San Martin all’interno del civico 14: qui trovo la porta di chiusura del mio vano contatore forzata e non il differenziale ma la levetta del contatore centrale in posizione di chiusura.

Pertanto alzo la levetta per ripristinare l’energia elettrica all’interno del locale e chiudo quel che resta dello sportello del vano contatore.
In quel preciso istante si avventano verso di me e contro il signor San Martin due persone con un cane.

Ad un prima aggressione verbale ad alta voce, riferibile anche da numerosi passanti in strada che hanno depositato testimonianza, è seguita un’ aggressione di tipo razziale: sono riportabili e bene impresse le seguenti espressioni tutte pronunciate ad alta voce : “ terrone di merda, boliviano di merda, locale di froci e di negri di merda” .
Segue una seconda aggressione con percosse ed oggetti contundenti ai nostri danni.

Come da referto ospedaliero, sono stato colpito al naso da un forte colpo con delle conseguenti abrasioni e rottura del setto nasale dal più giovane dei due aggressori. Tale signore brandiva un oggetto contundente con il quale mi ha sferrato il colpo sul naso. Il colpo è precisamente refertato dal ps. dell’ospedale Giovanni XXIII. Successivamente, i due aggrediscono il signor San Martin con un passeggino per bambini e con colpi al volto ed ad una gamba. Il tutto con una durata di 2 o 3 minuti.

Nel frattempo attirato dalle urla dei passanti all’esterno del palazzo un inquilino del civico 14 apre il portone via citofono e riusciamo ad uscire fuori io ed il signor San Martin.

All’esterno i due continuano ad inveire e minacciare me ed al signor San Martin, fino all’arrivo della Polizia e dell’Ambulanza chiamate da altri dipendenti di Macondo, il tutto con ampia prova testimoniale di più persone.

Infine uno dei due aggressori ha cercato di aggredire il sig San Martin perfino nell’atrio delle ambulanze del pronto soccorso dell’ospedale Giovanni XIII…

Siamo disgustati e amareggiati, perché noi di Macondo facciamo eventi pacifici e culturali, che escludono nel modo più assoluto ogni forma di violenza, razzismo e omofobia.

La legge farà il suo corso.

Sicuri del vostro affetto, vi invitiamo a supportarci e sostenerci come avete sempre fatto.

Con affetto: Fabio Iavarone e tutto lo Staff di @Macondo biblio cafè.

Orlando 2016

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La terza edizione di Orlando – identità / relazioni / possibilità,  il festival LGBTQ bergamasco organizzato da Lab80 in collaborazione con le associazioni locali, è alle porte.
Da venerdì 13 a martedì 17 maggio (Giornata internazionale contro l’omo-transfobia) il pubblico avrà la possibilità di assistere a film in anteprima (La belle saison, Gesù è morto per i peccati degli altri, Elephant Song, The Chambermaid Lynn, Gayby Baby, Irrawady mon amour) e cult (Comizi d’amore di Pasolini, Beginners di Mills, The Naked Civil Servant di Gold) spettacoli teatrali e di danza e a eventi culturali di ogni tipo, che spazieranno dalle letture dedicate ai bambini (Leggere senza stereotipi: piccolo uovo e altre storie) alle performance di strada dell’artista Silvia Gribaudi.

L’offerta di Orlando è talmente vasta da adattarsi a ogni tipo di pubblico e ha il pregio di decostruire con intelligenza, grazia e ironia gli stereotipi che gravitano intorno al mondo LGBTQ, permettendoci di sperimentare uno sguardo più acuto, attento e critico su queste tematiche.

Il tema centrale di questa edizione sarà il corpo, strumento a disposizione dell’individuo ma anche soggetto carico di identità, in grado di muoversi liberamente nello spazio e nel tempo, come ci insegna Virginia Woolf nel suo Orlando, da cui il festival stesso prende il nome.

Particolare attenzione sarà dedicata quest’anno ai ragazzi e alle ragazze delle scuole di Bergamo: circa 750 studenti incontreranno infatti l’associazione Bergamo contro l’omofobia e il centro Isadora Duncan per intrattenere un dibattito sul senso dei concetti di maggioranza, minoranza e condivisione, partendo dallo stimolo visivo del film Pride. 

Orlando sarà anche l’occasione per presentare in anteprima alcuni estratti dei laboratori teatrali “Figli maschi” e “Figlie femmine”, condotti da Lucio Guarinoni: la performance E’/non è, frutto della riflessionesulle molteplici sfumature del maschile e del femminile, coinvolgerà infatti ragazzi e ragazze di 13 anni che si interrogheranno su questi grandi temi, per la prima volta di fronte a un pubblico.

Non ci resta che ricordarvi che presentando la tessera di Bergamo contro l’omofobia avrete diritto alla riduzione del biglietto di ingresso.
Buona visione e buon Orlando a tutti/e!

info, programmazione e prezzi di ingresso: http://lab80.it/orlando

Un grazie speciale, carico di stima e orgoglio, a Mauro.

L’ARTE CHE FA PAURA

Comunicato

Il giorno 25 aprile 2016 tre artisti bergamaschi hanno realizzato tre murales contro l’omo-transfobia per conto dell’associazione Bergamo contro l’omofobia. I graffiti in questione erano risultati vincitori in occasione del concorso indetto durante la sesta edizione del torneo di calcio a 7 Scendi in campo contro l’omofobia e, tra i premi, era stata appunto promessa la realizzazione degli stessi sui muri della città. Muniti di regolari permessi comunali, il 25 aprile – data non casuale, dato che si tratta della festa della liberazione d’Italia dal regime fascista – Wiz Art, Shoes Arts e GB Leoni hanno realizzato le loro opere in via Corridoni, per conto dell’associazione.
Oggi, domenica 8 maggio, siamo costretti a segnalare che i graffiti sono stati vandalizzati da ignoti.
La spesa investita nella realizzazione dei pannelli e successivamente dei murales è costata una cifra considerevole alle casse dell’associazione, fondi raccolti grazie al contributo dei partecipanti al torneo dell’anno scorso e a tutte le persone di buon cuore che con le loro offerte hanno aiutato e aiutano Bergamo contro l’omofobia, associazione di promozione sociale senza scopo di lucro, a realizzare i suoi progetti destinati alla cittadinanza.

Consapevoli che l’arte di strada è soggetta a un costante mutamento, ci aspettavamo che l’ignoranza e la paura colpissero di notte, incappucciate, senza essere seguite da una rivendicazione e un dibattito aperto e argomentato. Forse non ci aspettavamo però che il danno arrivasse addirittura prima che i graffiti stessi fossero ultimati. Questo fatto – oltre alle precedenti vandalizzazioni che hanno colpito le opere del writer bergamasco Il Baro e, ancora una volta, di Wiz Art, solo perchè rappresentavano un messaggio antirazzista e contro la violenza sulle donne – sottolinea con ancor più veemenza la necessità che sempre più messaggi contro l’omo-transfobia riempiano le vie, le piazze e i luoghi della città di Bergamo, costantemente ferita da intransigenti estremisti che hanno il coraggio di agire solo a volto coperto.

Ciò dimostra infine l’enorme lavoro che ancora bisogna fare in questa città, nonché il fatto che il nostro compito, da 7 anni a questa parte, a quanto pare non si è ancora esaurito, perché una cultura della non discriminazione è sempre più necessaria in risposta a eventi del genere.

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà agli artisti le cui opere sono state rovinate e invitiamo la cittadinanza a fare lo stesso. Per quel che ci riguarda, continueremo la nostra battaglia con ancor più tenacia e determinazione, perché non è certo un po’ di censura dal volgare sapore neofascista a farci paura.

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L’associazione Bergamo contro l’omofobia è lieta di invitarvi alla settima edizione del torneo di calcio a sette Scendi in campo contro l’omofobia, che si terrà domenica 5 giugno dalle 9 alle 19.00 presso il centro sportivo Don Bepo Vavassori di Bergamo.

Anche quest’anno la manifestazione ha ottenuto il patrocinio del Comune di Bergamo e del Tavolo permanente contro l’omofobia.

Il torneo inoltre chiuderà il festival queer Divers@ da chi?, che si svolgerà presso il Pacì Paciana durante tutta la settimana, e che ha visto la collaborazione delle due realtà.

Il torneo è aperto sia a squadre femminili che maschili, per potersi iscrivere è sufficiente mandare una mail all’indirizzo bergamocontrolomofobia@yahoo.it specificando il nome della propria squadra e se è maschile o femminile. Il costo di iscrizione è di 60 euro a squadra e, insieme al resto del ricavato del torneo, andrà a coprire le spese organizzative della giornata e gli eventi futuri dell’associazione. (scadenza iscrizioni: 20 maggio).

In questa occasione premieremo i racconti vincitori del concorso letterario Coming Out: forse non tutti sanno che…, con relativa consegna dei premi e letture dal vivo. Vi invitiamo a prendere visione del regolamento e a partecipare! (scadenza: 24 maggio).

Tra gli ospiti della giornata ci saranno le Crimson Vipers, la squadra bergamasca di Roller Derby, che presenteranno il docufilm In the Turn. Seguirà dibattito aperto.

Oltre alle realtà già citate, potrete interfacciarvi con le altre associazioni del territorio, presenti con stand e attività per tutti i gusti. Tra le altre ci sarà la LAV, con la quale stiamo collaborando per il progetto Molte razze una sola specie.

Servizio bar, punto ristoro e musica attivi per tutto il giorno.

Impossibile mancare, vi aspettiamo!

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Siamo lieti di invitarvi alla terza edizione del festival LGBTQI Divers@ da chi? organizzato dal c.s.a. Pacì Paciana in collaborazione con Bergamo contro l’omofobia.

Dal 31 maggio al 5 giugno si alterneranno realtà del territorio e non, spettacoli teatrali, dibattiti, incontri, spazi gioco e aggregativi, karaoke, tornei di calcio balilla e appuntamenti culturali, culinari e ludici, che termineranno proprio domenica 5 giugno, in occasione del nostro torneo di calcio a sette Scendi in campo contro l’omofobia, giunto ormai alla sua settima edizione.

Madrina del festival sarà l’attore, conduttore radiofonico, scrittore e comico

FABIO CANINO!

Di seguito il programma dettagliato:

⚥ Martedì 31 maggio
Ambrosia presenta ANA-SUROMAI
Mostra fotografica e laboratorio creativo
Evento gratuito

⚥ Mercoledì 1 giugno
TANGAY – tango queer argentino
Laboratorio di tango a numero chiuso (max 40 persone)
Info e prenotazioni: ballolibero@anche.no
Evento gratuito

⚥ Giovedì 2 giugno
BERGAMO RAINBOW
Torneo di biliardino e Karaoke con Laura Fagioli
Info e prenotazione: balilla@anche.no
Costo a squadra: 5€

⚥ Venerdì 3 giugno
Ore 19
IL PORCO AL LAVORO
Presentazione del libro “Toglimi le mani di dosso”
di Olga Ricci
c/o Macondo bibliocafe, via Moroni 16 Bergamo
Evento gatuito

Ore 23
LA ROBOTERIE
Techno queer project
Ingresso: 5€

⚥ Sabato 4 giugno
Never Ending Saturday
giornata di incontri, dibattiti, spettacoli e musica

➽ Ore 14:30
Apertura cancelli

➽ Ore 15
IL GIOCO DEL RISPETTO
“Pari o dispari? Il gioco del rispetto” è un progetto voluto da un gruppo di lavoro privato, fortemente convinto dell’importanza di anticipare il più possibile l’insegnamento al rispetto di genere.

➽ Ore 15:30
PARIQUAL
Equal Opportunity games: giochi per crescere bambine e bambini consapevoli delle differenze e delle pari opportunità.

➽ Ore 16:00
PLUS ONLUS
La prima organizzazione italiana di persone LGBT sieropositive.

➽ Ore 16:30
Rete Lenford e Famiglie Arcobaleno
L’Avvocatura per i diritti LGBTI discuteranno con noi il progetto di genitorialità insieme all’associazione Famiglie Arcobaleno.

➽ Ore 17
AIUTO DONNA
Presentazione del Progetto Scuola

➽ Ore 17.30
WHAT IS PRIVILEGE?
Un laboratorio di riflessione sui privilegi, per persone “coraggiose”.

➽Ore 20
CENA AFRODISIACA
a cura dell’Osteria Lo Strozzapreti
Prenotazione: afrodisiaca@anche.no
Costo: 13€

➽ Ore 21:30
“MI CHIAMO EGON: diario di un transessuale”
di Egon Botteghi e Laura Rossi con Laura Rossi
Monologo teatrale
Ingresso: 3€

➽ Ore 23:30
Pink Violence Squad
I padrini della musica trash orobica…
Ingresso: 3

⚥ Domenica 5 giugno
VII edizione “SCENDI IN CAMPO CONTRO L’OMOFOBIA”
Torneo di calcio a sette maschile e femminile
info e prenotazioni: bergamocontrolomofobia@yahoo.it
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Tutti i giorni alle 19 aperitivo mangereccio ad offerta libera

Sabato 4 giugno
dalle 15.30
SPAZIO GIOCO e proiezione gratuita di KUNG FU PANDA 3
BANCHETTI INFORMATIVI e vendita GADGET

Ad esclusione degli eventi indicati, la programmazione si svolgerà presso il c.s.a. Paci Paciana, via Mario Cermenati (ex via Grumello 61/c) Bergamo.

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Divers@ da chi? Il Festival LGBQT bergamasco, alla sua terza edizione, aprirà le porte il 31 maggio e si chiuderà il 5 giugno. 6 giorni per dibattere, dialogare, confrontarsi, mettersi in gioco, ridere, bere, mangiare, ballare, cantare, riflettere, approfondire.

Sei giorni in cui si alterneranno, nello spazio del C.S.A. Pacì Paciana, numerose realtà che porteranno il loro contributo in ambito di diritti. In una società dove parità e rispetto sono solo costrutti teorici o privilegi per pochi, sentiamo il bisogno di continuare il cammino impervio della decostruzione dell’eteronormatività. Le etichette sono abiti stretti per i nostri corpi e le nostre identità. Vogliamo avere il diritto di scegliere chi essere e cosa essere, liberamente, senza pregiudizio alcuno.

Quest’anno indagheremo il tema dell’educazione, in ogni suo ambito e in ogni sua forma.
Quando la politica contribuisce a dilatare le disparità, quando gli organi scolastici, negando spazi di confronto, permettono ad omofobi, sessisti e razzisti di agire indisturbati il loro odio, quando la genitorialità diventa l’emblema del binarismo, avente diritto di delega sulle questioni affettive/sessuali, è necessario fermarsi e ripartire dalle basi.
Educare al rispetto, alla dignità, alla parità, ai sentimenti, alle emozioni, alle differenze, all’affettività.
L’educazione passa attraverso il linguaggio, non solo verbale, attraverso il gioco, attraverso i piccoli gesti quotidiani.
Passa attraverso la scuola, la famiglia, l’ambito lavorativo, lo sport.

Ci mettiamo in gioco continuamente, ogni giorno.
La nostra è una lunga lotta quotidiana, fatta di piccoli gesti, semplici.
Noi, non abbiamo paura!

In che modo è possibile – se possibile – coniugare la lotta per l’autodeterminazione del corpo e del diritto umano con quella per la difesa degli animali? Quali connessioni esistono tra sfruttamento umano e animale? Come è possibile abbattere i muri del pregiudizio che allontanano animali umani (razzismo, omofobia, antisemitismo, misoginia) e animali non umani (specismo)?

Rifletteremo su queste domande insieme a LAV Bergamo nel corso di un ciclo di incontri dal titolo Molte razze, una sola specie.

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Come da locandina, gli incontri spazieranno dalla situazione palestinese alla detenzione umana (carcere) e animale (allevamento intensivo), fino ad arrivare alla condivisione di esperienze personali di discriminazione dal punto di vista di chi le vive sulla propria pelle quotidianamente: chi si converte all’Islam, chi è rom, chi ha dovuto migrare, chi è stata colpita perchè donna, chi è stat@ emarginato perchè transgender, chi è stat@ offeso perchè queer o omosessuale. Il tutto condito da cene etniche e musica balcanica.

Dall’altra parte si cercherà di decostruire insieme i pregudizi che si trovano alla base delle ostilità che spesso caratterizzano il mondo vegan (e talvolta anche antispecista in generale) nei confronti delle minoranze umane.

Critica decostruzionista queer e antispecismo: quali connessioni?

L’antispecismo viene definito come “un movimento filosofico, politico e culturale che si oppone allo specismo, all’antropocentrismo e all’ideologia del dominio. Come l’antirazzismo, l’antispecismo rifiuta la discriminazione arbitraria basata sulla presunta diversità razziale umana; esso respinge quella basata sulla specie e sostiene che la sola appartenenza biologica ad una specie diversa da quella umana non giustifichi eticamente il diritto di disporre della vita, della libertà e del lavoro di un essere senziente” (fonte: anarcopedia).

In questi ultimi anni l’antispecismo sta diventando sempre più parte integrante del discorso decostruzionista queer e femminista, grazie all’apporto critico di Rahbek Simonsen, Adams e Botteghi, tra altr*.

Rahbek scrive:

Veganismo e teoria queer sono compagni di strada, poiché entrambi sviluppano una critica alle spinte sociali normalizzanti.

I queer e i vegani ri-assegnano o negano schemi di esistenza che, nella maggior parte dei casi, dipendono dalla corporeità, che viene depotenziata e sottoposta alla presa di classificazioni sociali e culturali che decidono che cosa un ‘buon’ corpo debba fare, come debba apparire e che cosa debba desiderare.

L’alleanza fra queer e vegan proposta da Simonsen non è un semplice matrimonio di interesse o una sintesi superficiale tra istanze di cambiamento: si tratta, al contrario, di un rapporto da perseguire fino alla deflagrazione delle architetture su cui l’umano si è eretto. Qui è in gioco, né più né meno, il compito di destabilizzare l’idea stessa di categoria, a partire dallo scandalo che si realizza ogniqualvolta una persona si rifiuta di cibarsi di animali o di sottostare alle regole di genere, dichiarandosi in tal modo una forma-di-vita critica e creativa. I risultati di queste prese di posizione è dirompente proprio perché non mirano alla costituzione di nuove identità ‘forti’ (‘il vegano’, ‘il queer’), ma alla produzione di soggetti fluidi, complessi, e – per definizione – in divenire. In altre parole, ‘queer non è soltanto un’altra identità che può essere aggiunta a una lista di ordinate categorie sociali, né la somma quantitativa delle nostre identità. Piuttosto, è la posizione qualitativa di opposizione alle rappresentazioni di stabilità – un’identità che problematizza i limiti gestibili dell’identità. Queer è un territorio di tensione, definito contro la narrativa del patriarcato bianco-etero-monogamo, ma anche in base a un’affinità con tutti coloro che sono marginalizzati, oppressi e considerati l’Altro. (Anonymous Bastards, 2011)

Impariamo a mangiare secondo modalità che prevedono un addestramento all’insensibilità verso la tortura fisica e psicologica, il dolore, la paura e l’uccisione degli animali non umani.’ (Dell’Aversano). Ciononostante, dal punto di vista della società carnivora dominante, il veganismo è considerato strano, anzi queer. Diventare vegani è una risposta diretta ai meccanismi retorici della società antroponormativa ed è quindi indissociabile dai più recenti sviluppi (o riformulazioni) della teoria queer.”
Lo straniamento (queering) del veganismo implica ‘un incessante scardinamento di ciò che viene dato per scontato e la sistematica violazione di ciò che è considerato familiare.’ (Giffney e Hird).

L’aspetto così radicalmente disturbante del veganesimo queer è la sua capacità di ‘provocare infelicità rivelando le cause della stessa’ (Ahmed). Rifiutando i prodotti di origine animale, rendiamo più difficile agli altri ignorare ciò su cui si fonda il loro appagamento culinario: la brutalità dell’industria di sfruttamento degli animali e la loro complicità nella morte di milioni di non umani. Non è facile rimanere felici una volta posti di fronte a tale soverchiante sofferenza. Diventare vegani significa imparare, dovunque e sempre, a sfidare e a negare le norme dell’antropocentrismo.

Le relazioni tra politica e pratiche machiste e profondamente misogine, nonchè il calzante parallelismo tracciato tra sfruttamento animale e sfruttamento del corpo della donna, si possono rintracciare nel discorso critico della statunitense Carol J. Adams.

Di seguito un esempio della “politica sessuale della carne”:

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Per approfondire:

Relazioni o dominio? La convivenza tra le specie – Egon Botteghi, Intersexioni

Il potenziale queer del veganismo – Egon Botteghi, Intersexioni

Manifesto queer vegan, Rahbek Simonsen

The Sexual Politics of Meat, Carol J. Adams

concorso letterario

L’associazione Bergamo contro l’omofobia, in collaborazione con Sguazzi ONLUS, lancia un concorso letterario dal titolo Coming Out: forse non tutti sanno che…, destinato a chiunque voglia cimentarsi con l’arte del racconto.

L’idea del concorso nasce in seguito alla collaborazione tra Bergamo contro l’omofobia e Sguazzi iniziata nel 2015 in occasione della sesta edizione del torneo ci calcio a sette Scendi in campo contro l’omofobia e poi proseguita con il torneo di pallavolo del Campino, organizzato da Sguazzi. I fondi raccolti dall’associazione sono stati infatti destinati a Bergamo contro l’omofobia in forma di finanziamento del suddetto concorso letterario.

La ciclicità del progetto frutto di questa bellissima collaborazione sarà suggellata domenica 5 giugno, proprio in occasione della settima edizione di Scendi in campo contro l’omofobia, giorno in cui consegneremo i premi ai vincitori/vincitrici e leggeremo alcuni dei racconti in gara.

Che vinca il migliore/la migliore!

Concorso letterario

Coming Out: forse non tutti sanno che…

REGOLAMENTO

Art.1 – PROMOTORI

L’associazione di promozione sociale Bergamo contro l’omofobia in collaborazione con Sguazzi ONLUS istituisce un concorso di scrittura amatoriale per racconti brevi da titolo e tema Coming Out: forse non tutti sanno che…

Art. 2 – PARTECIPANTI

Il concorso è aperto a chiunque voglia prenderne parte, senza limiti di età.

Art. 3 – QUOTA DI PARTECIPAZIONE

L’iscrizione al concorso è completamente gratuita.

Art. 4 – ELABORATI

I partecipanti potranno presentare un solo elaborato di loro produzione e rigorosamente inedito. La lunghezza dei testi non dovrà superare le tre pagine Word/Open Office e i racconti dovranno essere redatti con carattere Times New Roman corpo 12. Il testo dovrà pertanto essere prodotto esclusivamente su supporto elettronico. I testi cartacei verranno esclusi dal concorso a priori.

Art. 5 – TEMA DEL CONCORSO

Nel mondo LGBT il coming out viene definito come il momento in cui la persona lesbica, gay o trans comunica a genitori, parenti, amici e/o colleghi la propria omosessualità o il proprio transgenderismo. Pertanto il coming out è spesso considerato un momento molto delicato, in quanto la persona che lo fa non può conoscere con esattezza la reazione che i suoi cari possono avere di fronte a tale dichiarazione, talvolta inaspettata.

Partendo da questo concetto, il tema del concorso è da intendersi in senso più vasto e generale: il coming out come rivelazione di qualcosa di sé che gli altri non sanno.

L’elaborato potrà pertanto essere autobiografico o di fantasia, in base all’interpretazione personale del tema proposto.

Art. 6 – MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

Ogni testo dovrà indicare nome e cognome dell’autore/autrice, un recapito telefonico e un indirizzo email e dovrà essere spedito all’indirizzo bergamocontrolomofobia@yahoo.it

Art. 7 – SCADENZA

Il racconto dovrà tassativamente essere inviato all’indirizzo soprastante entro e non oltre il 24 maggio 2016 ore 12.00. I testi pervenuti successivamente non verranno presi in considerazione.

Art. 8 – VALUTAZIONE

Tutti i lavori saranno sottoposti al giudizio di una giuria nominata dai promotori del concorso. La giuria determinerà una classifica basandosi sulla propria sensibilità artistica ed umana, in considerazione della qualità dello scritto, dei valori dei contenuti, della forma espositiva e dell’attinenza con il tema del racconto. Il giudizio della giuria sarà inappellabile ed insindacabile. I vincitori saranno informati attraverso una chiamata al numero di telefono indicato oppure con una email.

Art. 9 – PREMIAZIONE

La proclamazione dei primi tre classificati e la consegna dei premi avranno luogo nell’ambito della manifestazione sportiva SCENDI IN CAMPO CONTRO L’OMOFOBIA – VII EDIZIONE, che si svolgerà presso il centro sportivo Don Bepo Vavassori DOMENICA 5 GIUGNO 2016, dalle ore 9 alle ore 19.00. I vincitori verranno previamente contattati e allertati dall’associazione promotrice.

Art. 10 – PREMI

1° classificato/a: buono libreria del valore di 70 euro presso libreria Incrocio Quarenghi.

2° classificato: due carnet da 5 ingressi l’uno presso Auditorium Lab80, da attivare previo tesseramento (a carico dell’associazione Bergamo contro l’omofobia) a partire da settembre 2016 e della durata di un anno (scadenza settembre 2017).

3° classificato: buono aperitivo per 4 persone presso Macondo Biblio Cafè, via Moroni 16, Bergamo.

Inoltre, i racconti che susciteranno particolare interesse nella giuria saranno trasformati in letture espressive e/o piccoli spettacoli teatrali che verranno portati in scena nel corso di manifestazioni e incontri a cura dell’associazione Bergamo contro l’omofobia.

I premi dovranno essere ritirati personalmente dai vincitori, o, in caso di forzato impedimento, da comunicare e giustificare preventivamente alla segreteria organizzativa, da persona da loro designata e in possesso di una delega firmata.

Art. 11 – DIRITTI D’AUTORE

Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al concorso, cedono il diritto di pubblicazione al promotore del concorso senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore. I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli autori.

Art. 12 PUBBLICITÀ

Il concorso e il suo esito saranno opportunamente pubblicizzati attraverso la stampa ed altri media.

Art. 13 – VINCOLI

La partecipazione al concorso implica l’accettazione integrale del presente regolamento, senza alcuna condizione o riserva. La mancanza di una sola delle condizioni che regolano la validità dell’iscrizione determina l’automatica esclusione dal concorso letterario.

L’associazione promotrice:

Bergamo contro l’omofobia

bergamocontrolomofobia@yahoo.it

www.bergamocontrolomofobia.wordpress.com

tel. 3482829545

in collaborazione con:

Sguazzi ONLUS

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