bergamocontrolomofobia@yahoo.it

Se tutto va bene, la terza edizione del torneo di calcio Scendi in campo contro l’omofobia 2012 si sta avvicinando. Siamo in attesa della conferma da parte del Comune di Bergamo.

Come gli scorsi anni, ai calciatori partecipanti verrà regalato un gadget in ricordo della giornata. Il gadget in questione sarà personalizzato e recherà il fantastico logo di Bergamo contro l’omofobia. Quest’anno avrete la possibilità di scegliere quello che più vi piace! Votate il sondaggio!

BcO in Val Seriana

Quest’anno triplo appuntamento con la bancarella gay-friendly di Bergamo contro l’omofobia! Dopo Paladina e l’Arcibloom, andremo anche ad Ardesio, nel cuore della val Seriana, con il nostro stand informativo di sensibilizzazione e i nostri gadget arcobaleno autoprodotti.

Attraverso la bancarella abbiamo potuto distribuire molti volantini e parlare direttamente con le persone, facendo conoscere la nostra realtà e quella omosessuale in generale. In un paese come Ardesio, considerata la sua ubicazione nell’alta valle bergamasca, uno stand informativo del genere non può che incentivare i suoi abitanti e i turisti a confrontarsi con una realtà con cui molto probabilmente non hanno spesso a che fare. Cercheremo, di nuovo, di sfatare gli stereotipi e di abbattere i pregiudizi facendoci conoscere, dialogando e mostrando la nostra quotidianità.

Appuntamento ad Ardesio sabato 17 dicembre, a partire dalle 9.30 fino alle 16.00 circa! Se torniamo vivi vi diciamo come è andata ;-)

Doppio appuntamento quest’anno per la bancarella gay-friendly di Bergamo contro l’omofobia! Oltre che a Paladina domenica 4 dicembre (leggi il post), saremo anche all’Arcibloom di Bergamo (via Gorizia 17, zona Lallio) domenica 11 dicembre in occasione dell’ArciNatale. A partire dalle 14.00 fino a sera in compagnia di vin brulé e dj set!

Colora il tuo Natale con un gadget rainbow! Tanti simpatici oggetti arcobaleno autoprodotti ed ecosostenibili ti aspettano! ;-)

(L’intero ricavato andrà a finanziare le attività future del comitato Bergamo contro l’omofobia)

Il 20 novembre 2011 si celebrerà il tredicesimo Transgender Day of Remembrance (T-DoR), giornata dedicata alla memoria delle vittime della transfobia.

Quest’anno l’evento tocca da vicino anche Bergamo. Il 30 ottobre 2011, infatti, Jessica Rollon, giovane transgender di origini brasiliane di 32 anni, è stata barbaramente soffocata e abbandonata in un canale di scolo sul ciglio della strada in via Osio a Zingonia (Bergamo). Il suo assassino non è ancora stato trovato e si pensa che l’omicidio sia da ricondurre al giro del racket della prostituzione.

La morte di Jessica, come quella di tantissime altre donne trans costrette alla prostituzione e a vivere una vita invisibile, è stata caratterizzata da un’inaccettabile violenza non solo fisica, ma anche verbale, da parte della stampa locale. Infatti, se L’Eco di Bergamo ha deciso di inserire il nome femminile della vittima tra virgolette, quasi a ricordare con disprezzo che una persona trans è un individuo deviato, donna o uomo solo a metà, BergamoNews, dal canto suo, ha parlato in continuazione di Jessica al maschile, usando il nome Frank, ignorando che i pronomi maschili si attribuiscono a un FtM (female to male, donne che intraprendono una transizione verso il maschile) e non certo a una MtF (male to female, uomini che identificano la loro identità di genere con quella femminile). Non sono mancati, inoltre, termini profondamente dispregiativi e denigratori come “viado” (dal portoghese “transviado”=pervertito).

L’ignoranza della stampa locale è da condannare fermamente, così come la mancanza di rispetto verso persone che sono considerate di serie Z nel trattare le loro storie di vita e di morte, liquidandole in poche – e per giunta imbarazzanti – righe. Ma tanto parliamo di una immigrata brasiliana transgender che viveva in una baracca e si prostituiva, nonostante abbia vissuto per sei anni in Italia, perché dare dignità alla sua storia, perchè andare più a fondo?

Nonostante lo scarso contributo da parte di una stampa bigotta e offensiva, la morte di Jessica Rollon non deve passare inosservata, per questo abbiamo voluto denunciare l’avvenimento a Ethan St. Pierre, responsabile del sito internazionale del T-DoR, che ha acconsentito a riportare l’omicidio di Jessica specificando il vergognoso e inadeguato tenore usato dai nostri giornali nel trattare la vicenda.

Una morte che ci ricorda che Bergamo non è l’isola felice e misericordiosa che si vuol far pensare che sia e che i suoi abitanti, dopo la messa, una scappatella a sfruttare chi si prostituisce la fanno senza pensarci due volte (senza clienti il giro della prostituzione non esisterebbe, quindi qualche bergamasco in cerca di una Jessica Rollon da sfruttare ogni notte evidentemente c’è).

Un nostro pensiero e un ricordo, quest’anno, vanno quindi a lei, vittima non solo del suo sconosciuto assassino, ma di una società transfobica e ipocrita, che relega i suoi stessi simili alla più totale invisibilità e alla discriminazione. Ricordiamoci sempre che il rispetto passa dalla corretta informazione, dal superamento del pregiudizio in vista di un’analisi più critica e profonda e, non in ultimo, dalla forma che si sceglie di dare ai propri contenuti.

Articolo de L’Eco di Bergamo:

http://www.ecodibergamo.it/stories/Bassa%20Bergamasca/245321__giallo_sul_trans_di_zingonia_forse_era_l_da_oltre_tre_giorni/

Articoli di BergamoNews:

http://www.bergamonews.it/ciserano-giovane-transessuale-trovato-morto-forse-strangolato

http://www.bergamonews.it/transessuale-ucciso-era-un-brasiliano-di-32-anni

Qui invece trovate il suo nome sul sito ufficiale della commemorazione, insieme a molti altri (troppi) nomi:

http://www.transgenderdor.org/?page_id=1663

Per riflettere con cognizione di causa rimandiamo al resoconto del convegno sull’identità di genere tenutosi a Bergamo l’anno scorso:

http://bergamocontrolomofobia.wordpress.com/2010/11/29/resoconto-convegno-sullidentita-di-genere/

Anche quest’anno saremo a Paladina (Bg) con la nostra bancarella gay&eco friendly!

Per il secondo anno consecutivo il Comune di Paladina ci ha voluto concedere uno spazio nell’ambito del MercaSolidale di Paladina, in Piazza Vittorio Veneto. Quest’anno torneremo per sfidare nuovamente il pregiudizio, nel tentativo di sensibilizzare più gente possibile in merito alle tematiche relative alla violenza e alla discriminazione ai danni delle persone gay, lesbiche e transgender.

Saremo presenti con il nostro stand dalle 9.00 alle 18.00 e, oltre a distribuire materiale informativo, avremo la possibilità di vendere nostri gadget autoprodotti, ecosostenibili e rigorosamente rainbow, al fine di finanziare le attività future del comitato Bergamo contro l’omofobia.

Orecchini, braccialetti, astucci, portacellulari, spille, borse, posaceneri… Tante piccole idee regalo vi aspettano per un Natale colorato! E per i più piccoli… Palloncini, truccabimbi e tante sorprese!

Appuntamento domenica 4 dicembre nel centro di Paladina.

Per raggiungere Paladina: da Bergamo imboccare via Briantea direzione Curno, proseguire sempre dritto superando una serie di semafori e rotonde. Seguire poi le indicazioni di svolta a destra per Valle Brembana/Imagna e imboccare così la statale 470. Proseguire dritto, superare la prima rotonda e alla seconda rotonda girare a sinistra per entrare nel paese di Paladina.

Colora il tuo Natale, basta omofobia!

ArcilesbicaxxBergamo promuove, in collaborazione con Articolo37 Treviglio LGBT e Bergamo contro l’omofobia, una serata di sensibilizzazione per contrastare gli innumerevoli episodi di violenza che ancora oggi si compiono ai danni del genere femminile.

Una serata in compagnia di buona musica e poesia per riflettere su una tematica scottante, che coinvolge ancora troppe donne e che tocca Bergamo da vicino, se si ripensa ai recenti fatti di cronaca (http://www.bergamonews.it/bergamo/articolo.php?id=48460) e ai numerosi altri episodi di violenza domestica e non solo.

Nonostante i progressi ottenuti nel corso dell’ultimo secolo, le speranze di uguaglianza espresse in quella prima Giornata Internazionale della Donna sono ben lungi dall’essere realizzate. Quasi due su tre adulti analfabeti sono donne. Le ragazze hanno ancora meno probabilità di frequentare la scuola rispetto ai ragazzi. Ogni 90 secondi, ogni giorno, una donna muore durante la gravidanza o per complicazioni legate al parto, nonostante possediamo le conoscenze e le risorse per rendere il parto sicuro. In tutto il mondo, le donne continuano a guadagnare meno degli uomini per lo stesso lavoro. In molti paesi, inoltre, hanno accesso diseguale ai diritti sulla terra e all’eredità. E nonostante i progressi, le donne costituiscono ancora solo il 19 per cento delle legislature, l’8% dei negoziatori di pace, e solo 28 donne sono capi di stato o di governo.” (ArciCultura e Sviluppo).

Accompagneranno la serata la lettura di poesie e testi narrativi originali dedicati al corpo femminile e la musica acustica di Carmen and the Rain Dogs.

Appuntamento il 25 Novembre alle 21.00. Ingresso libero.

A causa della esigua partecipazione al concorso fumettistico, ci troviamo costretti a chiuderlo, consapevoli che il compito era molto interessante ma davvero arduo. Ringraziamo di cuore chi ha partecipato inviandoci le sue strisce e vignette e postiamo qui di seguito le più belle e simpatiche che abbiamo ricevuto, nell’attesa di aprire il prossimo concorso, che sicuramente vanterà più partecipazioni, non abbiamo dubbi! ;-)

Coniglietti colorati, di Diego Severgnini

Finocchio, di Dulco Mazzoleni (per leggere le sue altre strisce visitate il suo sito FULVO IL LUPO & CO.)

“L’omosessualità esiste in centinaia di specie animali, l’omofobia solo in una: quella umana”. E per le verdure come la mettiamo?

Della serie luoghi comuni… “Se sei gay stammi lontano perchè di sicuro ci proverai con me!”. Che alta autostima! Anche le persone omosessuali hanno dei gusti, non sopravvalutatevi! ;-)

Work in progress

Nonostante l’estate sia arrivata, i lavori non si fermano! In seguito all’approvazione dell’ordine del giorno contro l’omofobia presentato in Consiglio Comunale da Pietro Vertova e firmato da tutti i capigruppo di maggioranza e minoranza, il tavolo di lavoro con l’assessore alle pari opportunità di Bergamo ha avuto inizio (http://bergamocontrolomofobia.wordpress.com/2011/05/10/approvazione-odg-anti-omofobia-a-bergamo/). I progetti sono tanti, le forze da spendere terranno occupate le associazioni partecipanti e i consiglieri finchè l’impegno nel costruire una Bergamo più rispettosa della minoranza omosessuale darà risultati concreti. Nel frattempo vi auguriamo una buona estate e… A presto!

(Clicca sulle immagini per ingrandirle)

BcO@Europride 2011!

Il comitato Bergamo contro l’omofobia si riconosce nel manifesto politico pubblicato dal comitato promotore dell’Europride 2011, evento che quest’anno si svolgerà a Roma dall’1al 12 giugno. Parteciperemo alla manifestazione politica di sabato 11 giugno con la nostra bandiera per dimostrare che anche a Bergamo ci sono tanti giovani che avvertono l’esigenza di farsi sentire affinché i loro diritti civili e il rispetto in quanto esseri umani e cittadini con eguali diritti (e non solo doveri) siano loro riconosciuti.

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Durante il Consiglio Comunale del 10 maggio 2011 il Comune di Bergamo ha approvato per il secondo anno consecutivo l’adesione alla Giornata Internazionale contro l’Omofobia del 17 maggio, promuovendo l’illuminazione di Porta San Giacomo in Città Alta con i colori della bandiera arcobaleno. Tale bandiera, creata nel 1978 a San Francisco dall’artista Gilbert Baker, si è consolidata negli anni come simbolo delle lotte contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale.

Sabato 21 maggio si terrà al Caffé Letterario di Bergamo una tavola rotonda con i rappresentanti di diverse associazioni e realtà che si battono contro l’omofobia sul territorio bergamasco. Ogni realtà porterà la sua esperienza con l’omofobia per condividerla con le altre associazioni nel tenativo di favorire un tavolo di confronto e cooperazione. Le realtà che parteciperanno saranno AGEDO, nella persona di Rita de Santis, madre da sempre impegnata per la difesa della comunità omosessuale, Rete Lenford, rappresentata dall’avvocato Rossella Liscio, ArcilesbicaxxBergamo, che schiererà Giulia Lorenzi, presidente dell’associazione, Genitori Rainbow, neonata associazione di genitori omosessuali e Bergamo contro l’omofobia, che porterà la sua esperienza relativa all’omofobia tra i giovani. La tavola rotonda, organizzata da Arcilesbica e moderata dalla vicepresidente Chiara Cavina,  sarà accompagnata dall’esposizione della mostra I baci rubati e dalla proiezione dei trailer dei film presentati da Arcilesbica in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia.

Le domande riguarderanno l’esperienza e l’impegno delle diverse associazioni per contrastare il fenomeno dell’omofobia sociale ed interiorizzata. Come tutelarsi, a chi chiedere aiuto e in che modo si concretizza l’aiuto non solo nei casi di aperta disciminazione ma anche per aumentare la qualità della vita delle persone omosessuali e per superare il disagio dell’omofobia interiorizzata.

Una serata di confronto su temi molto importanti, utile per farsi un’idea del lavoro che le associazioni e realtà costantemente dedicano alla sensibilizzazione di una città ancora ricca di pregiudizi come Bergamo. Appuntamento in Via S. Bernardino 53 ore 20.30!

Quella di oggi è stata una giornata molto importante per la nostra città, infatti Bergamo, attraverso i suoi rappresentati comunali, si è espressa a favore della lotta all’omofobia, votando l’ordine del giorno urgente sottoscritto da tutti i capigruppo di maggioranza e minoranza e presentato dal consigliere Pietro Vertova in Consiglio comunale. Il documento prevede tre punti: l’adesione alla Giornata Internazionale contro l’omofobia del prossimo 17 maggio, l’illuminazione di Porta San Giacomo in Città Alta con i sei colori del movimento gay e la possibilità di realizzare una tavola di lavoro presieduta dall’Assessore alle pari opportunità Leonio Callioni e che coinvolgerà le realtà impegnate per la lotta contro l’omofobia sul territorio bergamasco, per discutere in merito alle attività future volte a contrastare l’omofobia nella nostra città.

Molto significative sono state le prese di posizione, senza mezzi termini, di Petralia (capogruppo PdL), De Rosa (capogruppo Lista Tentorio) e di Ribolla (capogruppo Lega Nord), che, oltre ad essere stati co-firmatari della mozione, hanno rafforzato la loro posizione con coraggio e tenacia in sede di Consiglio. Rispetto all’anno scorso abbiamo potuto notare un cambiamento significativo da parte dei rappresentanti della maggioranza, dichiaratisi essi stessi più consapevoli dopo aver approfondito e conosciuto la pesante discriminazione a cui vanno incontro le persone omosessuali.

Petralia ha parlato di “una presa di posizione doverosa che riguarda la dignità della persona”, a cui Ribolla ha aggiunto che “la Lega Nord condanna le violenze contro gli omosessuali e porta rispetto per la persona e la sua libertà, non tollerando l’omofobia”. La dimostrazione, sottolinea, è il fatto che a Bologna ci sia tra le liste della Lega un candidato di 26 anni dichiaratamente gay. Ribolla, infine, invita tutti i capigruppo a rinnovare costantemente il loro impegno a favore della sicurezza dei cittadini omosessuali. De Rosa gli fa eco affermando che “l’ordine del giorno presentato è un’occasione importante per confermare l’impegno della giunta contro l’omofobia”.

Numerosi anche gli interventi degli esponenti della minoranza, tra cui Zenoni, che riporta alla memoria l’episodio della censura della mostra I baci rubati, sottolineando quanta ignoranza ci sia in merito ai temi legati alla discriminazione degli omosessuali e che è compito delle istituzioni educare i cittadini al rispetto delle differenze. Ghisalberti evidenzia la fondamentale importanza del terzo punto, la costituzione di una tavola di incontro che permetta di individuare gli aspetti salienti della lotta contro l’omofobia, quali, per esempio, l’educazione nelle scuole e l’assistenza alle persone discriminate. Brembilla definisce la giornata “un momento alto del Consiglio comunale” testimoniato dalla firma apposta sulla mozione da tutti i capigruppo. L’importanza del secondo punto, l’illuminazione della Porta, è da rintracciare nel coinvolgimento di tutta la cittadinanza attraverso un gesto visibile che pone delle domande nella società. L’unione della destra e della sinistra è messa in risalto anche dal consigliere Gandi, che con fermezza afferma che “i diritti civili non sono né di destra, né di sinistra, ma coinvolgono tutti gli schieramenti”. Tognon vede in questo ordine del giorno un passo importante per iniziare un percorso di sensibilizzazione che coinvolga maggioranza e minoranza, auspicando che il dialogo rimanga aperto e prosegua nel tempo.

La votazione vede l’unanimità per l’adesione al 17 maggio, 23 favorevoli, 12 contrari e 3 astenuti per l’illuminazione della Porta (segno di una spaccatura tra le fila della maggioranza) e l’unanimità per la costituzione della tavola di discussione sulle tematiche relative alla comunità lesbica, gay, bisessuale e transessuale.

Possiamo ritenerci pienamente soddisfatti dei risultati ottenuti in Consiglio grazie all’impegno di numerosi consiglieri, tra cui Pietro Vertova, sempre in prima linea contro la discriminazione omofobica, e soprattutto del cambiamento di opinione di numerosi esponenti della maggioranza rispetto allo scorso anno, in cui si erano dimostrati ostili a una politica rivolta alla sensibilizzazione dei cittadini in merito alla discriminazione delle persone omosessuali.

Il 17 maggio, quindi, aprite le finestre: Bergamo sarà illuminata con i colori arcobaleno; i colori del rispetto, della condivisione delle differenze e dell’impegno politico a favore della comunità omosessuale.

Un doveroso e sentito grazie a tutti i consiglieri che hanno sostenuto la mozione!

17 Maggio a Sorisole

Il 17 maggio si celebra la Giornata internazionale contro l’Omofobia e il Comune di Sorisole organizza, con il supporto di Bergamo contro l’omofobia, la proiezione del film Milk (2009), di Gus Van Sant. Il film sarà introdotto da una panoramica di Stefano Aresi sull’omofobia nel mondo.

L’appuntamento è martedì 17 maggio alle ore 20.45 presso il Centro Civico di Petosino in via Martiri della Libertà 57. L’evento è stato proposto e organizzato spontaneamente dal Comune di Sorisole, che ha dimostrato di essere attento anche alle minoranze più discriminate. Un ringraziamento particolare va a Giorgio Bonfanti, assessore alle Politiche giovanili, sport e tempo libero presso il Comune di Sorisole per aver avuto il coraggio di proporre un evento che sensibilizzasse sulle tematiche relative alla violenza omofoba in un paese notoriamente poco incline all’accoglienza delle differenze. Speriamo di dimostrare con questa serata che anche Sorisole è aperta alla diversità!

Oggi si è tenuto presso l’Università di Bergamo un seminario molto interessante dal titolo Declinare al maschile, percorsi negli studi sulla maschilità, organizzato dal Centro Studi sui Linguaggi delle Identità (centro Zebra). Lo scopo della conferenza è stato presentare il n. 61 della rivista “Allegoria”, dedicato agli studi sul maschile.

Come si costruisce il maschile? E’ da questa complessa domanda che parte Anna De Biasio, ricercatrice di Letteratura Anglo-Americana presso l’Università di Bergamo. Nella sua introduzione fa presente che in Italia mancano gli studi sulla maschilità, contrariamente al resto dell’Europa e degli Stati Uniti dove, fin dalla seconda ondata del movimento femminista degli anni ’60, le tematiche inerenti la maschilità sono da subito diventate oggetto di studio. Molti sono i gruppi pro-femministi formati da uomini che vanno a costituire una corrente di maschilità autoriflessiva, interessati a indagare le radici dell’oppressione patriarcale dei soggetti dominanti. E’ attraverso il decostruzionismo che viene messo in evidenza il concetto di virilità come prova di assunzione del potere, che nasce da un forte timore per il fallimento: Michael Kimmell con il suo Masculinity (1965) dimostra che ci sono tanti modi di essere maschi, nonostante la società produca un modello egemonico, e che è possibile declinare il concetto di maschilità al plurale, ampliandone le accezioni uscendo così dal maschile egemonico imposto. Kimmel mette in dubbio l’identità compatta, naturale, e preesistente al sociale della maschilità, introducendo la possibilità di nuovi modelli. Il desiderio diventa il centro della riflessione e l’orientamento sessuale diventa una parte essenziale della ricerca: il sociologo mette in discussione l’obbligatorietà dell’eterosessualità quale caratteristica essenziale e necessaria per essere considerati veri uomini.  La Sedgwick porta avanti lo stesso discorso nel suo studio Between men, del 1987, in cui indaga i legami tra maschi da Shakespeare in poi, rivelando come la maschilità non sia un concetto univoco ma pieno di sfaccettature e sfumature omoerotiche, portando avanti il discorso iniziato dalla femminista Judith Butler nel suo Sovversione di genere (1980), in cui mette in discussione l’esistenza stessa di un sesso biologico, naturale, definendo la costruzione dell’identità maschile e femminile una finzione, una performance. Sono proprio i cosiddetti soggetti deviati (omosessuali, transgender, cross-dresser) a dimostrare come il concetto di genere sia una mera invenzione, un limite imposto che non può che essere continuamente superato.

Michele Sisto, comparatista e germanista, si chiede se ci possano essere modi diversi di essere maschi e quali possono essere le variabili nella costruzione del maschile. Il suo esempio si riconduce alla DDR (Repubblica Democratica Tedesca), uno Stato unico nel suo genere, nato nel 1949 e annesso alla Germania dell’Ovest nel 1990. La DDR è la dimostrazione di come il declino di un modello possa portare alla costruzione di un altro modello, migliore sotto molti aspetti e caratterizzato da un cambiamento inconsapevole ma radicale. Il cambiamento produttivo della Repubblica Democratica Tedesca in seguito alla guerra si riflette in un grande cambiamento sociale: le donne, costrette da ragioni pratiche di sopravvivenza, si trovano a dover ricoprire i ruoli attivi dei mariti, dei padri e dei fratelli partiti per la guerra e prende così inizio il loro processo di emancipazione, in modo naturale, inconsapevole. La politica socialista porta alla parità salariale, all’aborto, al divorzio e le abitudini dell’uomo cambiano, il patto sociale fra i sessi diventa quello appartenente al modello del doppio stipendio. Tutto questo avviene in modo spontaneo, senza che ci sia un dibattito, come è stato quello femminista, caratterizzato da una forte presa di coscienza da parte delle donne; l’uomo si trova davanti a una crisi dei modelli tradizionali di maschilità, una crisi che apre nuove possibilità. Il maschio diventa padre amorevole, ruolo che viene acquisito in modo naturale e universalmente accettato all’interno della DDR. Il nuovo modello produttivo, d’altronde, forma i propri giovani senza riuscire poi a inserirli nel mondo del lavoro, la domanda è scarsa e molti ragazzi sono costretti a restare a casa. E’ il caso di Jorgen, intervistato dalle autrici di Protocolli al maschile, Christine Lambrecht e Christine Müller, che per mantenersi fa le pulizie, lavoro tipicamente femminile, e nei momenti liberi legge. Egli riflette sulla censura della sensibilità che la società impone al maschio, rivendicando il lato emotivo nascosto presente nel genere maschile. Lothar, invece, pediatra di 37 anni, si prende cura della casa e invidia le donne per la loro spiccata capacità di parlare apertamente di un problema, di manifestare la loro sensibilità senza filtri o autocensure e di essere più flessibili e aperte riguardo alla sessualità. Lothar nella sua intervista denuncia il rifiuto del maschio verso la sua componente femminile, la resistenza alla tensione emotiva e suggerisce di accettare con più serenità la propria bisessualità identitaria caratterizzata da componenti sia maschili che femminili (in questo caso non si parla di orientamento sessuale ma di convivenza di più generi).

Se nella DDR questo cambiamento si è caratterizzato per una certa naturalezza, negli Stati Uniti, invece, è stato vissuto in maniera traumatica, come fa presente il Prof. Rosso. Il maschio americano, di ritorno dalla guerra del Vietnam, si sente spodestato dal suo ruolo egemonico e vive tragicamente il cambiamento sociale. Trauma che nel caso della DDR è mitigato dagli scritti di Engels, il quale già aveva postulato la nascita di un nuovo genere e un cambiamento radicale della maschilità.

Info sul convegno: http://www.unibg.it/struttura/struttura.asp?id_notizia=49426&cerca=csli_convegni

Info Centro Zebra: http://www.unibg.it/struttura/struttura.asp?cerca=csli_intro

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