bergamocontrolomofobia@yahoo.it

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Foto by Linda Lachkar

Domenica 2 giugno 2013 si è svolta la quarta edizione del torneo di calcio Scendi in campo contro l’omofobia, promosso e organizzato dall’associazione Bergamo contro l’omofobia con il sostegno della UISP di Bergamo.

Le undici squadre partecipanti, suddivise in tre gironi (due femminili e uno maschile), si sono sfidate tra loro in modo – come sempre – molto sportivo e, soprattutto, divertendosi, nella piena condivisione degli ideali del torneo.

Le fortissime Storditeam si sono aggiudicate il primo posto, scontrandosi con le tenaci ZazaTeam, che hanno dato loro parecchio filo da torcere, facendo concludere la partita con i calci di rigore. Il girone maschile è stato vinto dai Partizan B, che sono riusciti a sorprendere con abilità le squadre avversarie, complice forse anche il precedente sabato sera alquanto devastante :D Ma una menzione speciale va ai ragazzi dell’ApeCorina, con noi fin dalle prime edizioni, sempre entusiasti e molto disponibili. Quest’anno, in particolare, ci hanno dato una mano nell’arbitraggio, per questo li ringraziamo di cuore! E, infine, come non citare le fantastiche Charlatans, approdate in terra bergamasca direttamente da Pavia? Anche se la classifica non è stata molto magnanima con loro, si sono portate a casa la meritatissima coppa Fairplay! Ringraziamo anche tutte le altre squadre per aver partecipato, tra cui i Ciok Fubal Club, Chei del Monterosso e i G.T.L. per quanto riguarda le maschili e le sempre presenti Fil de Fer e Kelemiabune per quanto riguarda le femminili, che si sono scontrate con le ragazze di ArcilesbicaxxBergamo.

Una quarta edizione molto importante per noi, considerando quanto poco si parli di omosessualità nello sport, soprattutto in Italia. Ancora una volta abbiamo ricordato alla nostra città che l’omofobia qui non è tollerata in nessun tipo di ambiente e l’abbiamo fatto divertendoci e godendoci il primo caldo estivo, tra risate, impegno, solidarietà, sport, antirazzismo e antiomofobia. Un’edizione col botto, insomma, forse la migliore in quattro anni!

Ringraziamo Paguro Blu, la boutique del riuso, e il Mononoke Cafè per aver fornito i buoni consumazione con i quali abbiamo premiato le squadre. Ringraziamo inoltre tutte le associazioni che hanno partecipato con i loro banchetti, da Arcilesbica a Greenpeace alle BSA di Bergamo!
Grazie anche al Comune di Bergamo, che per il quarto anno consecutivo ci ha concesso l’uso gratuito del centro sportivo Don Bepo Vavassori.

Ci scusiamo con tutte le squadre che abbiamo dovuto rifiutare perché eravamo al completo, speriamo di rivedervi i prossimi anni! Cogliamo inoltre l’occasione per ricordarvi che tutti i fondi raccolti durante la giornata saranno destinati all’organizzazione di eventi volti al contrasto della discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere.
Grazie di nuovo a tutti per aver reso speciale questa giornata importante e alla prossima edizione!!!

BcO @Vicenza Pride

Sabato 15 giugno 2013 si è svolto a Vicenza il primo Pride cittadino, nonostante le ripetute minacce e le contromanifestazioni poco popolate promosse dai movimenti di estrema destra e dagli integralisti cattolici. Un Pride importante per questa città veneta che, come Verona, non vanta certo un’apertura mentale invidiabile su certi temi. Tant’è che durante il concentramento prima della parata finale figuravano più poliziotti che manifestanti, allertati dalle intimidazioni di figuri violenti e ignoranti, pronti a “riservarci delle sorprese”, come riportatoci dagli agenti. Beh, le sorprese non si sono viste, solo un grande fiasco per loro e una vittoria ancor più significativa per noi: meno di una sessantina di estremisti si sono ritrovati a celebrare una farlocca messa riparativa anti-gay (dal palco del Pride ci hanno comunicato che pare essere un’abitudine in quel di Vicenza), contro all’incirca i cinquemila partecipanti al Gay Pride (secondo alcune fonti addirittura più di seimila).

Il corteo è stato aperto da delle gioiose danze di strada e dopo pochi minuti il luogo di concentramento è stato invaso da migliaia di persone, tra cui tantissime donne, molti gay, qualche ragazzo e ragazza trans, alcune famiglie arcobaleno con i loro bimbi e una marea di persone, coppie e famiglie eterosessuali, scese in piazza per sostenere una lotta giusta e condivisa.

Dopo aver percorso le vie del favoloso centro cittadino, accompagnati da musica di strada e dall’assenza di carri allegorici, siamo infine giunti al punto di partenza, dove il comitato organizzatore ha espresso la soddisfazione per l’esito del Pride. Anche il neo sindaco Variati, che ha patrocinato insieme alla Giunta vicentina l’intera manifestazione, ha espresso parole di supporto a favore della comunità LGBT e del Pride stesso.

Un Pride interamente dedicato alle donne, tra cui Fanny Ann Viola Eddy,  Zanele Muholi e Joyce Banda. “Tre donne africane, due delle quali lesbiche, tutte e tre capaci di rompere il silenzio di fronte alle violenze che vengono inflitte alle donne e agli omosessuali”. Ma una dedica speciale è stata fatta anche alla ministro Kyenge, ripetutamente vittima di episodi di razzismo da parte di alcuni esponenti politici. Arcilesbica, infatti, “intende, dopo le dichiarazioni della consigliera di quartiere di Padova Dolores Valandro che si è augurata lo stupro della ministra Kyenge, dedicare questo Pride proprio a questa personalità, che da quando è stata nominata nel Governo sta subendo violenti attacchi razzisti.”

Le foto e il video che abbiamo realizzato ritraggono un momento politico di lotta, ma anche una festa gioiosa, come è giusto che sia durante ogni manifestazione. Dove gli estremisti e gli integralisti vedano la fantomatica perversione che tanto li spaventa e per la quale non fanno altro che diramare comunicati stampa carichi di violenza (che, fortunatamente, rimangono sempre inascoltati), noi non lo capiamo proprio. E voi?

Persino la polizia era apertamente schierata dalla nostra parte, stanca di dover sempre allontanare elementi incapaci di far vivere in pace e liberamente una bellissima città che avrebbe tanto da offrire. “Vivi e lascia vivere”, è stato il loro commento. Come dargli torto?

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Settima riunione BcO

Riunione dei soci (e non)

Giovedì 13 giugno, ore 20.00, Mononoke Cafè, via Baioni 5, Bergamo

Ordine del giorno:

1) Punto della situazione e pareri IV edizione torneo di calcio

2) Discussione sulla partetecipazione de I baci rubati in Basilicata

3) Pianificazione ultimi appuntamenti

4) Saluti e brindisi in vista dell’estate

Vi aspettiamo numerosi e vi ricordiamo che durante la riunione c’è la possibilità di iscriversi all’associazione ;)

sound

Sabato 8 giugno saremo ospiti dell’associazione ULIPKA Onlus presso il centro sportivo di Caravaggio per partecipare a una festa di solidarietà e beneficenza a favore dei bambini bielorussi. Sound for Belarus aprirà venerdi 7 giugno alle ore 21.00 con tre concerti e terminerà domenica 9 giugno. Sabato sera ci sarà dedicato un piccolo spazio per presentare la nostra associazione e le nostre attività e gestiremo un banchetto informativo con i nostri gadget, magliette e libri a tematica LGBT.

L’intero ricavato della festa sarà donato dagli organizzatori agli orfani ospiti degli istituti in Bielorussia.

Di seguito il programma dettagliato della serata di sabato 8 giugno:

Ore 18.00 “Happy hour del Volontariato”
Incontra le associazioni che partecipano all’evento durante l’happy hour, passeggia tra i banchetti e richiedi informazioni sulle loro attività mentre sorseggi il tuo aperitivo.

Ore 19.30 Apertura servizio griglieria e pizzeria
Maxi grigliata di carne, un panino con la salamella, patatine fritte e pizza.

Dalle ore 20.30 alle ore 24.00 Esibizione gruppi musicali e presentazione delle associazioni partecipanti, tra cui anche Bergamo contro l’omofobia:
Coro “Armonia” della Tin Pan Alley Academy
Malibù
Entropy

Per maggiori inforazioni, visitate il sito di ULIPKA!

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Oggi, 17 maggio 2013, è la Giornata internazionale contro l’omofobia. Una giornata fondamentale per il nostro paese, dato che l’Italia è diventata ormai l’emblema dell’arretratezza in materia di diritti civili rispetto all’Europa e a gran parte del resto del mondo, tra cui l’America del Sud, gli Stati Uniti e la Nuova Zelanda, dove le unioni tra persone omosessuali – e in molti casi le adozioni – sono ufficialmente riconosciute da anni o sono in fase di riconoscimento. Ma in Italia no. I nostri legislatori non sono stati in grado nemmeno di approvare una legge contro l’omofobia, esprimendosi più volte con parole di violenza e di odio in ambiti istituzionali, a prescindere dalla loro appartenenza politica.

Eppure la società sta cambiando, lo dicono i sondaggi e lo dicono le persone che ci circondano, con cui ci confrontiamo quotidianamente. La maggioranza degli italiani è favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ma il messaggio deve arrivare dai piani alti, dal nostro Parlamento, che invece diventa sempre più indifferente e cieco di fronte alle richieste di milioni di cittadini e di fronte agli innumerevoli moniti e richiami europei. Che l’aspirazione italiana sia quella di raggiungere l’omofobia statalizzata di stampo russo attraverso leggi che vietino agli omosessuali persino di esistere?

Fino a qualche decennio fa, un matrimonio misto tra una persona di colore e una persona bianca era impensabile, persino impedito dalla legge. Adesso chi dovesse essere d’accordo con questa aperta dichiarazione di razzismo, passerebbe per folle e sarebbe punito a norma di legge. Eppure di manifestazioni contro i matrimoni misti se ne sono viste a migliaia in tutto il mondo occidentale. Che figura ci fanno, ora, quelle persone? Probabilmente la figura di chi non ha capito l’evolversi della storia, di chi ha ostacolato il progresso trasformandosi poi nello zimbello dell’intera umanità. La stessa cosa succederà per quanto riguarda i diritti civili per le persone omosessuali e transgender: tra qualche anno, chi oggi si oppone con così tanto odio e tanta violenza, verrà identificato come esempio negativo dalle nuove generazioni. Quindi la scelta è semplice: sta a voi decidere se stare dalla parte giusta della storia o se scegliere l’omofobia.

Il nostro contributo a questa giornata è riassunto dagli striscioni che trovate nella galleria di immagini. Il primo, affisso sulla scaletta di Città Alta, vuole essere una denuncia contro l’esclusione di milioni di cittadini omosessuali dai diritti e dai doveri che l’unione matrimoniale (istituzione civile e non religiosa) comporta. “Il grado di democrazia di un paese si misura da quanto sia capace di difendere le minoranze”, diceva qualcuno. Il secondo striscione, affisso sulla superstrada in direzione Ponteranica, è la testimonianza di come l’omofobia sia semplicemente il frutto di un odio ingiustificato che alberga nell’ignoranza.

Bergamo non rimane in silenzio!

antihom

Giovedì 23 maggio, a partire dalle 21.00, saremo ospiti del centro sociale autogestito Pacì Paciana a Bergamo, dove presenteremo la nostra associazione e introdurremo, in compagnia di Giulia Lorenzi, presidente di ArcilesbicaxxBergamo, il documentario Homofobicus. Girato per le vie del centro cittadino, il documentario raccoglie testimonianze terrificanti dell’omofobia imperante che dilaga nella nostra città. Alla luce delle dichiarazioni violente e omofobe dell’ex consigliere di Bergamo Paparo, che paragonò l’omosessualità alla zoofilia e alla pedofilia in sede di Consiglio comunale qualche anno fa, un gruppo di ragazzi ha intervistato i passanti, registrando le loro dichiarazioni d’odio e di ignoranza, conformi a quanto dichiarato dall’ex consigliere.La serata si concluderà con musica e dj set!

Vi aspettiamo in via Grumello 61!

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Da venerdì 24 a domenica 26 maggio si svolgerà la seconda edizione di Sconfinfera, la festa delle associazioni giovanili della bergamasca. Il centro giovanile Edoné ospiterà infatti una decina di associazioni, tra cui anche Bergamo contro l’omofobia, impegnate nell’organizzazione di giochi, eventi sportivi e tanto altro ancora. La festa si aprirà venerdì 24 maggio a partire dalle 20.00 con il concerto dei Mosfet  e dei Kaledoscope Eyes, che si esibiranno in un tributo ai Beatles. Seguirà dj set. Venerdì verrà inoltre inaugurato il V-point, uno spazio dedicato alle associazioni che raccoglierà il materiale informativo di ogni gruppo partecipante. Il V-point resterà attivo fino alla fine della festa.

Sabato 25, a partire dalle 16.00, i ragazzi di Parkourwave vi mostreranno le tecniche di parkour, offrendo la possibilità di partecipare a un allenamento tutti insieme. Contemporaneamente, le associazioni partecipanti si sfideranno in un torneo di pallavolo interno. Chi volesse farsi due risate è il benvenuto! Saranno inoltre allestiti dei giochi aperti a chiunque passi da Edoné: vi sarà consegnata una scheda di partecipazione al vostro arrivo, che vi permetterà di  giocare nelle varie postazioni ludiche presenti nel parco. Per ogni gioco che farete, vi sarà assegnato un punteggio, da consegnare poi al V-point. Seguirà aperitivo musicale alle 18.00 e un concertone dei King Shouters e dei Ghost Mice, direttamente dagli Stati Uniti. Durante la serata sarà attivo il servizio pizzeria!

La giornata conclusiva di domenica inizierà alle 10.00 con un torneo di pallavolo su erba. Seguirà il pranzo delle associazioni e verso le 15.30 suoneranno per voi gli Hardens Street Dream e verrà allestito un percorso di agility per gli amici a quattro zampe.

Una tre giorni di festa, divertimento e sensibilizzazione volta a coinvolgere i giovani offrendo loro un’alternativa ludica e aggregativa e la possibilità di conoscere le associazioni attive sul territorio. Passate per una birra in compagnia, per farvi quattro risate, per giocare e partecipare ai tornei! Venite a trovarci e a conoscerci e a divertivi con noi, vi aspettiamo all’Edoné di via Gemelli a Redona, Bergamo!

Sesta riunione BcO

Riunione dei soci (e non)

Venerdì 3 maggio, ore 19.00, Mononoke Cafè, via Baioni 5, Bergamo

Ordine del giorno:

1) Organizzazione IV edizione torneo di calcio a sette Scendi in campo contro l’omofobia

Se vuoi darci una mano il giorno del torneo, sei il benvenuto!

2) Pianificazione puntate radiofoniche nell’ambito del progetto Radio Now

Aperi-cena a 5 euro a partire dalle 19.00!

Vi aspettiamo numerosi e vi ricordiamo che durante la riunione c’è la possibilità di iscriversi all’associazione ;)

 

M. ci scrive per denunciare un episodio di omofobia subito a scuola, un luogo che dovrebbe accogliere e insegnare a rispettare le differenze, invece di stigmatizzarle. La presenza di insegnanti che non sanno relazionarsi con l’omosessualità dei propri alunni e non sono in grado di fornire un suppimagesorto adeguato agli adolescenti che si scoprono e iniziano a conoscere se stessi proprio in questa delicata fase della loro vita, ha più volte condotto alla tragedia. L’esempio di Andrea, il ragazzino romano suicidatosi qualche mese fa a causa delle continue prese in giro, del bullismo e dell’assenza di insegnanti capaci di interpretare la sua sofferenza è solo l’ultimo di tanti casi. Per questo è utile entrare nelle scuole, parlare con i ragazzi dei temi che coinvolgono la comunità omosessuale e trans, promuovere un lessico inclusivo e rispettoso delle differenze. Noi auguriamo a M. di trovare sulla sua strada più persone come il preside, persone che di fronte a un’ingiustizia preferiscono abbandonare la sicurezza fornita dal branco omologato per difendere chi, a volte, ha solo bisogno di una parola di conforto, non certo di essere mandato dallo psicologo.

Era un sabato, nell’ora di educazione fisica, io e la mia attuale morosa, che allora era uscita da poco da una relazione con il suo ex, eravamo sdraiate su un materassino, i nostri corpi nemmeno si sfioravano, e io le accarezzavo i capelli. Sentivo i miei compagni ridere, ma pensavo che ridessero per i fatti loro. La sera, V. mi scrisse, dicendomi di entrare in Facebook. Quello che trovai mi devastò. Le mie compagne avevano definito il nostro “comportamento” osceno, vomitevole: “mi viene da vomitare, avrò gli incubi, che schifo”. La professoressa, messa al corrente di questo, non disse niente in classe, anzi, mandò a chiamare i genitori di V. dicendo loro di stare attenti perché sono una persona pericolosa e disse a me di andare dallo psicologo, che “avrebbe potuto aiutarmi con il mio problema, poiché lei non ne era in grado”. Questo è quello che succede nelle scuole di Bergamo o, almeno, nella mia. Il preside prese ovviamente le mie difese, ma quello che veramente ha fatto più male sono stati i commenti dei compagni. Uccidono dentro. Grazie mille per tutto quello che fate e per il vostro impegno (:

Noi ringraziamo te, M., per non aver accettato un’ingiustizia e per esserti ribellata con le tue sole forze in un ambiente ostile.

loctorneo

Domenica 2 giugno 2013, dalle ore 9.00 fino alle 18.30 presso il centro sportivo Don Bepo Vavassori, quartiere Villaggio degli Sposi di Bergamo, si svolgerà la quarta edizione del torneo di calcio a sette Scendi in campo contro l’omofobia.

Per iscrivere la tua squadra, sia maschile che femminile, basta mandarci una mail all’indirizzo bergamocontrolomofobia@yahoo.it specificando il nome della squadra e se è maschile o femminile. Ti invieremo il modulo di iscrizione e tutte le informazioni necessarie.
La quota di iscrizione al torneo ammonta a 80 euro a squadra e sarà versata al momento dell’iscrizione il giorno stesso del torneo. La quota di iscrizione comprende la possibilità di giocare, un panino e un gadget in ricordo della giornata (per votare il tuo preferito, clicca QUI).

La giornata prevede, inoltre, numerose attività collaterali, tra cui animazione per bambini con merenda insieme alle ore 16.00, giocoleria e percorsi e attività con i cani insieme all’associazione cinofila 4 zampe arcobaleno.

La giornata ospiterà anche alcune associazioni che lavorano attivamente sul territorio, tra cui le Brigate di Solidarietà Attiva di Bergamo, ArcilesbicaxxBergamo e molte altre. Sarà inoltre possibile comprare libri a tematica LGBT grazie al sostegno della libreria Terzo Mondo di Seriate e un piccolo spazio sarà dedicato al baratto. Ricordatevi pertanto di fornirvi di uno o più libri da scambiare! Grazie alla partecipazione di Paguro Blu, la boutique del riuso, ci sarà la possibilità di comprare abiti per bambini dagli 0 ai 10 anni in un’ottica di rispetto dell’ambiente, riciclo e solidarietà.

Infine, sarà allestito un set fotografico in cui Sport e Omofobia si sfideranno tra loro! Se pratichi uno sport, porta la tua divisa e fatti fotografare per ricordare che nello sport non c’è spazio per la violenza e la discriminazione.

Durante tutta la giornata sarà attivo il servizio ristoro con cibo, bibite fresche e tanto altro ancora, nonché una lotteria con in palio una divisa ufficiale dell’Atalanta!

Vi aspettiamo come sempre numerosi per trascorrere insieme una giornata all’insegna dello sport, del divertimento e della sensibilizzazione!

Un ringraziamento speciale va alla UISP per il supporto tecnico, a Bergamo e Sport e al Comune di Bergamo che per il quarto anno consecutivo ci ha dato la possibilità di uso gratuito del centro sportivo.

Comunicato stampa ARTWAY

22 aprile 2013

COMUNICATO STAMPA ARTWAY. L’ARTE IN MOVIMENTO

Un’altra tappa di Artway in uno dei locali di Borgo S. Caterina. Giovedì 25 aprile il Divina ospita la mostra fotografica I baci rubati. L’esposizione nasce in occasione della Giornata internazionale contro l‘omofobia del 17 maggio 2010 e vuole essere un’esperienza artistica di aggregazione e sensibilizzazione volta a dimostrare come l’amore non abbia distinzioni basate sull’orientamento sessuale. Le fotografie, inviate volontariamente all’associazione Bergamo contro l’omofobia dai partecipanti attraverso un concorso indetto on-line, ritraggono baci sia etero che omosessuali, proprio per dimostrare l’assenza, quando si parla di amore, di differenze tali da giustificare l’odio e la violenza omofoba.

I baci rubati sono approdati al Parlamento Europeo di Strasburgo il 5 luglio 2010. La mostra è stata inoltre esposta in molti locali della Lombardia, ed è stata protagonista di numerose manifestazioni a favore dei diritti della comunità LGBT (lesbica, gay, bisessuale e trans), tra cui un raduno contro le terapie riparative al parco Castelli di Brescia, il Treviglio Pride del 2010 e la celebrazione della Giornata internazionale contro l’omofobia a Carbonia, San Giovanni Suergiu e Gonnesa in Sardegna, ospite dell’Assessore Luca Pizzuto.

La rassegna ARTWAY è promossa dall’Assessorato alla Politiche Giovanili del Comune di Bergamo in collaborazione con ASCOM, Confesercenti ed ASL e mette al centro la promozione di stili di vita e di aggregazione consapevoli al motto di “No alcool, sì party”. Durante la serata sarà disponibile il cocktail analcolico Artway a 3 €.

Per informazioni

035399674

spaziopolaresco@comune.bg.it

www.giovani.bg.it

Quinta riunione BcO

Riunione dei soci (e non)

Lunedì 22 aprile, ore 20.15, Mononoke Cafè, via Baioni 5, Bergamo

Ordine del giorno:

1)      Organizzazione mostra I baci rubati @Divina nell’ambito del progetto Artway del Comune di Bergamo

2)      Organizzazione eventi 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omofobia

3)      Partecipazione al progetto radiofonico Radio Now

La riunione è aperta a tutti, anche ai non associati (in ogni caso c’è sempre la possibilità di tesserarsi al momento).
Vi aspettiamo come sempre partecipativi e numerosi!

La quarta edizione del torneo di calcio a sette Scendi in campo contro l’omofobia si sta avvicinando! Come ogni anno, l’organizzazione del torneo dipenderà, però, dalla scelta del Comune di Bergamo di sostenere o meno il nostro progetto. La data in programma è domenica 2 giugno.
In attesa della risposta della giunta, anche quest’anno vogliamo conoscere la vostra opinione. Per ogni giocatore regolarmente iscritto al torneo, infatti, regaleremo un gadget personalizzato con il nostro logo in ricordo della giornata, fino a esaurimento scorte. Quindi cosa aspettate? Votate quello che vi piace di più!

passIl sito del PASS, porta di accesso ai servizi sociali di Bergamo, ha inaugurato una sezione dedicata al contrasto dell’omofobia, dove è possibile accedere alle informazioni relative alle associazioni LGBT che sostengono i cittadini che subiscono episodi di discriminazione e accolgono le persone gay, lesbiche e trans della città (Bergamo contro l’omofobia, ArcilesbicaxxBergamo, Arcigay Cives e Rete Lenford).

Il progetto è stato portato a termine grazie al lavoro del Tavolo contro l’omofobia istituito dal Comune di Bergamo, presieduto dall’Assessore alle pari opportunità Leonio Callioni e a cui partecipano i consiglieri comunali di maggioranza e minoranza e le associazioni LGBT sopracitate.

L’apertura di una sezione dedicata al contrasto del fenomeno omofobico sul sito del PASS rappresenta un piccolo passo avanti molto simbolico: la città si sta preparando ad accogliere tutti i cittadini, anche quelli appartenenti a quelle minoranze raramente prese in considerazione a causa del pregiudizio. Il Comune di Bergamo ha chiarito nuovamente che questa città non tollera la discriminazione delle persone LGBT, mettendo a disposizione dei cittadini un portale di primo aiuto e informazione.

Inoltre, presso l’ufficio del PASS in via San Lazzaro 3, Bergamo, sarà disponibile anche del materiale cartaceo delle associazioni che partecipano al progetto, tra cui anche Bergamo contro l’omofobia. Il sito del pass è raggiungibile dal sito del comune di Bergamo, oppure dal link
http://www.ilpass.it/pass/index.html
, dove è disponibile la sezione dedicata alla discriminazione delle persone LGBT.

Un ringraziamento sentito va al consigliere Nadia Ghisalberti, che da quando è nato il Tavolo si spende assiduamente per la realizzazione delle iniziative e dei progetti, tra cui, appunto, quello relativo al PASS.

Quarta riunione BcO

Riunione dei soci (e non)

Venerdi 22 marzo, ore 20.30, Mononoke Cafè, via Baioni 5, Bergamo

Ordine del giorno:

1)      Principi, scopi e modalità dell’associazione – a grande richiesta dei soci :D

2)      Partecipazione alla festa delle associazioni giovanili di Bergamo

3)      Pianificazione evento aggregativo aprile/maggio

La riunione è aperta a tutti, anche ai non associati (in ogni caso c’è sempre la possibilità di tesserarsi al momento).

Venite a conoscerci e a condividere principi e idee con noi! ;-)

Coppie veneziane

I padri sono misteriosi. Non si capisce mai cosa pensano, cosa vogliono dirti, se ti vogliono bene. Quando ho fatto coming-out con mio padre, non ho capito come l’avesse presa. Supponevo male, come aveva fatto mia madre. Poi gli anni passano, i figli crescono, i padri invecchiano, cambiano. Ma mantengono sempre quell’alone di mistero. Poi una sera, dal nulla, ti porgono un libro, in silenzio. Il segnalibro è tra pagina 52 e pagina 53, il capitolo si intitola Coppie veneziane… E quando hai finito di leggerlo, ti rendi conto che forse, per un attimo, il mistero si è svelato. E che i padri sì, ti vogliono bene.

“Non avevo mai notato prima la quantità di coppie omosessuali che passeggiano per le strade di Venezia. Le incontrivenice2 mentre camminano lungo i ponti, sulle sponde dei canali, cenano nei ristorantini della città vecchia. In genere non sono personaggi vistosi, ma tutto il contrario: gente discreta, tranquilla, spesso dall’aspetto educato. Osservando gli altri si imparano moltissime cose, e nel caso di queste coppie, mi affascina molto sorprenderne i gesti misurati di affetto e fiducia, la suddivisione convenzionale di ruoli che di solito si verifica tra l’uno e l’altro, la tenerezza contenuta che spesso si sente aleggiare fra i due, nella loro immobilità, nei loro silenzi. Ecco a cosa pensavo l’altro giorno a bordo di un vaporetto della tratta da San Marco al Lido. Sulla laguna soffiava un vento gelido, noi passeggeri eravamo rattrappiti  dal freddo e su una panca dell’imbarcazione c’era una coppia, due uomini, sulla quarantina, sereni. Erano seduti molto vicini, con la spalla discretamente appoggiata a quella del compagno, nel tentativo di darsi calore. Erano tranquilli e silenziosi, intenti a osservare l’acqua grigio verde e il cielo grigio cenere. E a un certo punto, quando il traghetto fece un piccolo balzo, e la luce e la gamma di grigi del paesaggio si combinarono all’improvviso  con straordinaria bellezza, li vidi scambiarsi un sorriso rapido e fugace, simile a un bacio o una carezza.

Sembravano felici. Due ragazzi fortunati, mi dissi, per quanto sia possibile, perché vedendoli lí, in quella sera glaciale a bordo del vaporetto che li portava attraverso la laguna di quella città cosmopolita, tollerante e colta, pensai a quante ore amare stava forse risarcendo quel sorriso. Lunghe adolescenze che immagino girando nei parchi o nei cinema per scoprire il sesso, mentre altri giovani si innamoravano, scrivevano poesie o ballavano abbracciati alle feste della scuola. Notti in strada sognando un principe azzurro della stessa età per poi tornare all’alba sfatti, pieni di disgusto e di solitudine.venice L’impossibilità di dire a un uomo che ha dei begli occhi o una bella voce, perché, invece di ringraziarti o sorridere, è più probabile che ti spacchi la faccia. E quando si ha voglia di uscire, conoscere, parlare, innamorarsi o quel che sia, invece di un caffè o un bar, vedersi condannato a vita a locali gay, a tirare mattina tra corpi palestrati e impasticcati, checche e drag queen. Salvo che qualcuno – molti – tutto questo non lo digerisca e si autoconfini alla squallida alternativa della sauna, alla sala x, alla rivista di annunci e alla sordidezza dell’orinatoio pubblico.

A volte penso a come fortunato o forte o integro debba essere un omosessuale che riesce ad arrivare ai quarant’anni senza odiare a morte questa società ipocrita, ossessionata dall’idea di controllare, giudicare, condannare con chi vai, o non vai, a letto. Invidio l’equilibrio, il sangue freddo, di chi riesce a rimanere sereno e continuare a vivere come se niente fosse, senza rancore, a modo suo, anziché scendere in strada e prendere a calci nelle palle la gente che attivamente o passivamente gli ha rovinato la vita, e continua a rovinare quella di ragazzi di quattordici o quindici anni che ogni giorno, ancora oggi, subiscono le stesse cose: la stessa angoscia, le stesse barzellette sui finocchi Gay Couple Venicein televisione, lo stesso disprezzo intorno, la stessa solitudine e amarezza. Invidio la lucidità e la calma di chi, nonostante tutto, resta fedele a se stesso, senza chiasso ma anche senza complessi, esseri umani al di sopra di tutto. Persone che in tempi come questi, in cui tutti, partiti, comunità, gruppi sociali, rivendicano i loro corrispettivi crediti storici, potrebbero reclamare, forse con più diritto rispetto a molti altri, il pagamento del debito impagato per tanti anni di adolescenza perduti, tanti colpi e vessazioni subiti senza aver mai commesso alcun crimine, tanti fischi e tanti affronti grossolani inflitti da gentucola che non sul piano intellettuale, ma su quello puramente umano, si trova a un livello infimo, ben al di sotto del loro. Ecco a cosa pensavo mentre il traghetto attraversava la laguna e i due rimanevano immobili, uno accanto all’altro, spalla contro spalla. E prima di tornare a pensare ai fatti miei e dimenticarli, mi sono domandato quanti fantasmi tormentati, quante infelici anime erranti non avrebbero dato qualsiasi cosa, compresa la vita, per essere al loro posto in quel momento. Per essere lì, sul vaporetto di Venezia, a scaldarsi l’un l’altro in quel freddo pomeriggio delle loro vite”.

Coppie Veneziane, Arturo Pérez Reverte, 1997

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Siamo molto felici di annunciare che la mostra fotografica I baci rubati sarà ospitata dal Divina Bar, un importante punto di riferimento della nostra città da oltre 20 anni.
Quello che ci auguriamo e auspichiamo, nonché quello per cui continueremo a batterci, è che la mostra venga esposta in piazza, in una delle vie principali di Bergamo, lì dove passano proprio quegli anziani e bambini che a detta del nostro sindaco sarebbero potuti restare scioccati dalle fotografie. Dal canto nostro, abbiamo avuto l’occasione di constatare più volte, in ogni luogo dove finora è stata esposta la mostra – compreso un parco pubblico di Brescia -, che nessuno ne è rimasto turbato né si è sentito offeso. I baci rubati è una mostra nata in un’ottica pubblica, per respirare all’aria aperta e confrontarsi con chi trovandosi a passarci accanto, abbia voglia di fermarsi e scambiare due parole con noi. Che siano di disapprovazione o di gratitudine, noi saremo lì ad accoglierle.
Negare lo spazio pubblico a una mostra come questa non solo significa delegittimare ciò che essa rappresenta (l’amore omosessuale ed etero – “cos’è un bacio se non la forma di amore più alta?”), non condannare la violenza omofoba verbale e fisica (spesso scatenata proprio a causa di un semplice bacio) che da troppi anni colpisce il nostro Paese, ma significa negare la possibilità di dialogo e di confronto tra cittadini, senza il quale non è possibile auspicare una crescita reale, sociale e umana, della città.

I baci rubati arriveranno al Divina (via Borgo Santa Caterina 1/E) giovedì 25 aprile, un giorno simbolico di lotte, emancipazione e liberazione per il nostro Paese, nonché una piacevole coincidenza per noi, che da ormai quattro anni ci battiamo per la libertà negata dalla privazione di diritti di cui le persone LGBT soffrono da troppo tempo, in contrasto con il resto d’Europa. Porteremo la mostra in questo storico locale bergamasco – che per anni ha avuto il pregio di accogliere tutte le differenze – nell’ambito del bando Artway, promosso dal Comune di Bergamo per dare la possibilità ai giovani cittadini bergamaschi di esprimersi attraverso la loro arte e le loro idee in diversi locali della città.

Questa è la prima volta che esponiamo la mostra nel contesto di un progetto patrocinato e promosso dal Comune di Bergamo, ed è una conquista molto significativa per noi. Ma si tratta solo del primo passo verso la realizzazione dell’obiettivo per cui sono nati I baci rubati: poter esporre, un giorno, le fotografie per le vie della nostra città, confrontandoci pubblicamente con i nostri concittadini.

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Riunione dei soci (e non)

Lunedi 4 marzo, ore 21.00, Mononoke Cafè, via Baioni 5, Bergamo

Ordine del giorno:

1)      Terza edizione torneo di calcio Scendi in campo contro l’omofobia

2)      Partecipazione a Sconfinfera

3)      Pianificazione eventi futuri

4)      Varie ed eventuali (tra cui cazzeggio e birra in compagnia)

Siete invitati a partecipare, la riunione è aperta a tutti, anche ai non associati.

Vi aspettiamo!

armadiettoPubblichiamo alcuni dei messaggi più belli che ci sono arrivati dai ragazzi dell’Azienda Bergamasca Formazione di Curno, dove mercoledì 13 febbraio abbiamo tenuto un incontro con due seconde sui temi dell’omosessualità e dell’omofobia.

“L’intervento sull’omofobia di mercoledì secondo me è stato molto interessante, hanno parlato di tutti i problemi coinvolgendo anche noi ragazzi in dibattiti all’interno del gruppo classe. Ci hanno risposto in modo chiaro a tutte le nostre domande e perplessità.”

“Secondo me l’intervento di mercoledì è stato utile per noi ragazzi, ci è servito per capire quanto possano fare male le parole e come si sentono le persone gay discriminate. Le ragazze sono state chiare e sono riuscite a trasmetterci tramite filmati e foto un pensiero positivo, cioè quello di considerare le persone omosessuali come tutte le altre senza discriminarle e opprimerle.”

“L’incontro sull’omofobia è stato chiaro, è stato impostato bene, non mi sono annoiato. Mi ha risolto i piccoli dubbi che avevo, ha coinvolto tutti e ha eliminato alcuni pregiudizi sugli omosessuali. Spero che l’anno prossimo ci sia ancora un incontro simile. E’ stato bello anche perché abbiamo visto degli spezzoni di un telefilm sui problemi dell’omofobia.”

“Questo intervento mi ha fatto cambiare idea rispetto all’idea di omosessuale, per come hanno spiegato il concetto di omofobia, le cose che vengono fatte – come picchiare questa gente – sono fatte solo perché sono nella minoranza e sono considerati diversi quando invece sono solo di meno.”

“E’ stato istruttivo poiché è un tema frequente e mi  ha colpito il fatto che in un paese avanzato come l’Italia non ci sia una legge che tuteli maggiormente questa categoria di persone. Le tre ragazze, con cui abbiamo affrontato l’argomento, sono state chiare, affrontando il tema con allegria e serietà allo stesso tempo.”

“L’intervento di mercoledì è stato utile per capire molte cose e per avere delle idee più chiare, hanno spiegato bene e su certe cose mi hanno fatto riflettere e cambiare idea, è stato interessante.”

“Secondo me la mattinata di mercoledì è stata utile perché mi sono state spiegate molte cose e chiarite molte altre, come ad esempio che un pride non è una manifestazione di omosessuali, ma di tutta la popolazione che vuole difendere i loro diritti. E hanno chiarito bene il significato di omofobia e omosessualità, mi hanno chiarito molti altri aspetti ed è stata una visita molto interessante e istruttiva.”

“L’esperienza di mercoledì mi è stata d’aiuto perché magari prima se vedevo due gay non mi sembravano delle persone tanto apposto, mentre adesso ho capito che sono persone come noi e ho capito anche che essere gay non è una malattia ma è come una persona vive la sua vita.”

gleeQuesta mattina siamo andati all’ABF (azienda bergamasca di formazione) di Curno per incontrare i ragazzi della seconda A e seconda B meccanici e parlare con loro di omofobia e omosessualità. Trattandosi di una scuola composta praticamente da soli maschi, fatta eccezione per due ragazze di altre classi, l’eventualità di scontrarci contro un muro di resistenze, ammettiamolo, ci spaventava un po’. E le resistenze ci sono state, ma dal nostro punto di vista sono state costruttive. La prima classe è stata forse quella più difficile, ma anche quella più stimolante. Tanti i versi di disgusto che si sono alzati in aula nel vedere qualche fotografia di baci tra uomini, reazioni che denotano più una paura per la diversità che aggressività, fatta eccezione per un unico caso un po’ più ostile, per così dire. Reazioni che dimostrano quanto sia sempre più necessario andare nelle scuole e parlare di questi temi, educando gli studenti al rispetto delle differenze e alla loro condivisione. “Sono stato abituato così”, ci ha detto uno di loro, quando l’abbiamo interpellato in merito alle ragioni del suo disprezzo manifestato di fronte a un bacio omosessuale. Ma la mentalità si può cambiare, si può plasmare nel corso della propria vita, le idee nascono, crescono, si sviluppano ed evolvono, così come le persone che le custodiscono e le coltivano. Spesso, e oggi ne abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione, chi reagisce con un sentimento violento ha solo questo modo per farsi valere, per farsi apprezzare e accettare dagli altri: è chi fa il bullo a essere proprio il più insicuro. Moltissime, dall’altro lato, le reazioni positive: alcuni ragazzi non hanno avuto paura di esporsi e hanno detto la loro, indifferenti al giudizio dei compagni. “Se il mio migliore amico si dichiarasse gay, non avrei nessun problema. E’ sempre lui, non cambia niente”; “se vedessi una coppia gay che si bacia, rimarrei indifferente, lo fanno anche gli etero”; “ se qualcuno mi desse del gay non mi sentirei offeso, semplicemente gli presenterei la mia ragazza dicendogli che non provo attrazione per gli uomini”. Reazioni, insomma, che danno speranza. Ma le riserve giungono insieme al giudizio della società: molti dei ragazzi presenti hanno affermato di sentirsi costretti a uniformarsi alla massa per non correre il rischio diomofobia-a-scuola essere discriminati a loro volta e, in questo senso, probabilmente, trovandosi in una situazione di pericolo, non si esporrebbero per sostenere e aiutare un amico omosessuale per la sola paura del pregiudizio dei compagni. Ma il discorso si estende anche ad altri temi più banali, quali, ad esempio, il modo di vestire: “non posso mettermi la felpa rossa e i pantaloni gialli, mi prenderebbero tutti in giro”, ha detto uno studente. Figuriamoci se si difendesse un “frocio”: lo si diventerebbe automaticamente a propria volta, quindi bisogna fare di tutto per fugare ogni dubbio, anche ricorrere a un po’ di violenza verbale, se necessario. Eppure i veri leader, nel loro piccolo un grande esempio per tutti gli altri compagni, sono emersi, formulando idee e pensieri autonomi estremamente positivi che andavano oltre l’ipocrita accettazione per indirizzarsi verso la condivisione. Una bella sorpresa, insomma.

Una soddisfazione, infine, che, a prescindere dalle idee discordanti esposte dai ragazzi, molti di loro ci abbiano ringraziato per l’intervento prima di uscire dalla classe. Anche quelli più “duri” si sono ammorbiditi e questa è una piccola conquista.

Un ringraziamento sentito va a Paolo, un insegnante amico, ma dal piglio duro quando necessario, abilissimo nel gestire la classe anche su temi difficili da trattare in un ambiente interamente maschile. Grazie anche a Giulia Lorenzi di ArcilesbicaxxBergamo, sempre al nostro fianco, un supporto importante e un esempio da seguire.

Ci auguriamo che sempre più professori e sempre più studenti sentano il bisogno di portare i temi dell’omosessualità e della discriminazione per orientamento sessuale nelle loro scuole. E noi, nel nostro piccolo, ci rendiamo disponibili a farlo.

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